Nuova perdita d’aria per la stazione spaziale Internazionale

La stazione spaziale Internazionale ha subito l'ennesima perdita d'aria. La NASA ha dichiarato che la situazione è sotto controllo e che l'equipaggio a bordo non corre nessun pericolo

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La cabina della Stazione Spaziale Internazionale ogni giorno ha una piccola fuga di aria. Il problema, riscontrato sulla ISS,  è sempre monitorato e richiede una pressurizzazione cadenzata dei serbatoi di azoto che vengono consegnati durante le missioni di rifornimento. La NASA ha però rassicurato che, nonostante l’incremento di queste perdite, si è ancora sotto i limiti di emergenza.

La causa di questo disguido pare sia da ricondurre alle attività svolte sulla stazione spaziale Internazionale, ma l’equipaggio coinvolto nella missione attuale non corre nessun rischio. Nonostante ciò, il comandante della NASA Chris Cassidy e i cosmonauti Roscosmos Ivan Vagner e Anatoly Ivanishin dovranno abitare nel modulo di servizio Zvezda per il fine settimana mentre il controllo della missione cerca l’origine della fuga d’aria.


Tutti i portelli delle stazioni spaziali saranno chiusi questo fine settimana in modo che i controllori di missione possano monitorare attentamente la pressione dell’aria in ogni modulo. Il test non presenta problemi di sicurezza per l’equipaggio. Il test dovrebbe determinare quale modulo sta sperimentando un tasso di perdita superiore al normale”, ha dichiarato Mark Garcia della NASA.

Rintracciare tali perdite può essere difficile a causa delle normali fluttuazioni della pressione dell’aria all’interno della stazione spaziale. Oltre al normale tasso di perdita, la pressione cambia anche a causa delle fluttuazioni di temperatura, nonché delle operazioni di routine della stazione, come le passeggiate nello spazio e l’arrivo e la partenza di veicoli spaziali di rifornimento.

Durante il fine settimana che trascorrerà nel modulo Zvezda, l’equipaggio della ISS continuerà i suoi normali compiti per quanto possibile. Una volta che la perdita sara stata rintracciata in un modulo specifico, l’equipaggio sarà in grado di eseguire una ricerca più granulare per trovare la fonte esatta.

Gli specialisti statunitensi e russi prevedono che i risultati preliminari dovrebbero essere disponibili per la revisione entro la fine della prossima settimana”, ha spiegato Garcia.

Già nel 2018 era stata individuata una “microfrattura”, probabilmente causata  dall’impatto di un micro-meteorite o da  detriti orbitali. Il foro in questione era di due millimetri di diametro nella sezione superiore della navicella Soyuz MS-09″, che era ancorata al modulo Rassvet, parte del segmento russo della ISS.

In quell’occasione, la perdita fu temporaneamente bloccata con uno speciale nastro adesivo e successivamente il team di controllo elaborò una riparazione efficace a lungo termine.