Lastra di Nazareth: l’origine dell’iscrizione

La lastra, conosciuta come Iscrizione di Nazareth (o lapide di Nazaret), è il nome convenzionale generalmente attribuito a una lastra di marmo di 24 x 15 cm

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La lastra, conosciuta come Iscrizione di Nazareth (o lapide di Nazaret), è il nome convenzionale generalmente attribuito a una lastra di marmo di 24 x 15 cm recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri.

È stata ritenuta per molto tempo legata alla scomparsa del corpo di Gesù di Nazareth dalla sua tomba.

Tuttavia, questa tesi per via di nuove prove raccolte, sembra essere errata. Sulla lastra è stata portata a termine la prima analisi isotopica che offre alcuni indizi sulla natura e la provenienza mettendo in discussione la sua relazione con la nascita del cristianesimo.

Il sito ove è stato scoperto, chi l’ha recuperato e come è arrivato a Parigi sono dettagli perduti nella storia. Una traduzione dell’iscrizione venne pubblicata nel lontano 1930. Le 22 righe di testo iniziano con Editto di Cesare“, poi proclamano che le tombe dovranno “per sempre non essere molestate”, con la minaccia della pena capitale nei confronti di chi ne avesse rimosso “i resti umani per scopi illeciti”.

Gli autori dello studio non sanno esattamente da dove provenga il manufatto, che venne inviato da Nazareth”.

La traduzione del testo dell’iscrizione Ordinanza di Cesare

“Piace a me che i sepolcri e tombe, di qualsiasi tipo che furono fatte per la devozione per i genitori o (per la devozione) dei figli o dei familiari, queste rimangano indisturbate in perpetuo.

Qualora qualcuno legalmente denunci persone che hanno distrutto, o hanno in qualsiasi modo sottratto chi vi era sepolto, o hanno, con cattiva intenzione, spostato in altri posti, coloro che vi sono stati sepolti, commettendo un crimine contro di loro, o hanno spostato pietre sepolcrali, contro queste persone, ordino che venga istruito un giudizio, a protezione della pietà dei mortali, alla stessa stregua delle pratiche religiose rivolte alle divinità. Ancora di più perciò sarà obbligatorio onorare color che sono stati sepolti.

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Voi non dovete assolutamente permettere a nessuno di spostare [coloro che sono stati sepolti].

Ma se [qualcuno lo facesse], io ordino che [il violatore] subisca la pena capitale con l’accusa di violatore di tombe.”

I ricercatori studiando l’incisione la datano “tra il primo secolo a.C. e il primo secolo d.C.” Alcune circostanze come l’età, il messaggio inciso e la provenienza ha portato alcuni a sostenere che le autorità romane l’avessero scolpita dopo aver avuto notizia della scomparsa del corpo di Gesù di Nazareth, ritenuta prova della sua divina risurrezione.

“Inviato da Nazareth nel 1878 è un indizio che suscita l’immaginazione ma dimostra poco”, ha precisato l’autore principale dello studio Kyle Harper, professore di classici e lettere e Vicepresidente senior e Provost presso l’Università dell’Oklahoma.

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“E, a quanto pare, la nota è molto probabilmente sbagliata”, ha confermato Harper in una intervista via email rilasciata a Live Science.

I ricercatori hanno studiato la lapide di Nazareth attraverso analisi geochimiche. Il manufatto fa parte della collezione della Bibliothèque national de France. Lo studio è iniziato dopo aver abraso una sezione piccola sul retro della lastra per portare alla luce il marmo sottostante, quindi alcuni campioni sono stati ottenuti polverizzandone alcuni frammenti.

Analizzando la presenza degli isotopi di carbonio e ossigeno stabili, si è cercato di capire se si poteva trovare una corrispondenza con un marmo in una specifica posizione geografica, per stabilirne il luogo d’origine.

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“Crediamo che sia la prima volta che la chimica degli isotopi stabili è stata usata per stabilire la provenienza di un’iscrizione”, ha detto Harper. “È stata usata per grandi elementi architettonici, sarcofagi e statue, ma non, per quanto ne sappiamo, un’iscrizione”.

I ricercatori hanno cosi tracciato la provenienza del marmo grazie a queste “impronte digitali isotopiche” che corrispondono alle impronte del marmo bianco dell’isola greca di Kos, vicino alla costa sud-occidentale della Turchia.

Secondo gli autori se effettivamente il marmo della lastra proveniva da Kos, che è lontano da Nazareth, ciò riduce la probabilità che il messaggio abbia un qualche legame il primo cristianesimo.

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L’iscrizione di Nazareth sulla lastra di marmo (60 per 15 per 6 centimetri), fu acquisita a Parigi nel 1878 dal collezionista tedesco Wilhelm Froehner:

La lastra di marmo (60 per 15 per 6 centimetri), fu acquisita a Parigi nel 1878 dal collezionista tedesco Wilhelm Froehner.

Lo studio pone l’avvertimento in un nuovo contesto, ricordando un incidente avvenuto decenni prima della presunta morte di Gesù. Una possibilità è che l’iscrizione fosse una severa risposta a un incidente avvenuto a Kos intorno al ’30 a.C.: dopo la morte di un ufficiale impopolare di nome Nikias, i locali fecero irruzione nella sua tomba e ne dissacrarono il corpo.

Nikias era stata una figura potente, ed è probabile che l’editto romano che prometteva di punire la grave profanazione fosse una risposta al destino subito dal cadavere.

“Siamo stati fortunati due volte a trovare l’iscrizione a Nazareth”, ha spiegato Harper. “In primo luogo, è stato un incontro molto diretto con una cava di marmo piuttosto inaspettata, da qui abbiamo potuto individuare le sue origini a Kos. In secondo luogo, abbiamo potuto verificare la coincidenza con un episodio di violazione di tomba molto conosciuto avvenuto proprio nel periodo a cui risale il marmo collegando così luogo ed evento. Non avrei mai sperato in un allineamento così straordinario”.

Lo studio fornisce una nuova e interessante interpretazione della lastra marmorea e della sua incisione, risolvendo probabilmente un mistero archeologico di lunga data.

Fonte: Live Science – L’iscrizione di Nazareth