Miniera di Argyle: affascinante storia da 1.3 mld anni

Nel cuore remoto del Kimberley orientale in Australia Occidentale, giaceva una meraviglia geologica che ha catturato l’immaginazione di gemmologi, storici e avventurieri: la miniera di Argyle.

Famosa per essere stata la fonte del 90% dei diamanti rosa del mondo, questa miniera ha rappresentato non solo un capitolo straordinario nella storia della gioielleria ma anche un cruciale tassello nella comprensione della storia geologica della Terra.

La miniera di Argyle, ora chiusa, è stata operativa per 37 anni, durante i quali ha prodotto oltre 865 milioni di carati (circa 191 tonnellate) di diamanti grezzi, ma questi non erano diamanti ordinari, tra loro brillavano i rari e preziosi diamanti rosa, gemme che possono raggiungere prezzi superiori ai 2 milioni di dollari per carato. Ma cosa rende questi diamanti così speciali e perché si trovano in tale abbondanza proprio in questa località?

Miniera di Argyle: affascinante storia da 1.3 mld anni

La risposta giace nelle profondità della storia geologica della Terra, precisamente durante la frattura di un supercontinente noto come Nuna infatti circa 1,3 miliardi di anni fa, la formazione rocciosa di Argyle ha preso vita all’inizio della separazione di Nuna, offrendo indizi su come si siano formati questi diamanti. A differenza dei diamanti blu e gialli, che devono il loro colore a impurità come azoto e boro, i diamanti rosa acquisiscono la loro tonalità attraverso processi geologici che distorcono la loro struttura cristallina.

Questi processi non sono stati gentili o casuali, bensì sono stati il risultato di condizioni specifiche di calore e pressione che sorgono quando le placche tettoniche si scontrano. La forza immensa di queste collisioni può piegare la griglia cristallina dei diamanti preesistenti in modo da colorarli di varie sfumature di rosa, sebbene una forza eccessiva possa renderli marroni.

Il mistero dei diamanti rosa della miniera di Argyle dal punto di vista geologico e della genesi

La miniera di Argyle si distingue anche per la sua posizione insolita e il tipo di roccia in cui i diamanti sono stati trovati; situata ai margini di un continente anziché al centro, dove tipicamente emergono i diamanti, e ospitata in una formazione vulcanica nota come lamproite olivinica anziché nelle più comuni formazioni di kimberlite, la miniera di Argyle sfida le convenzioni e arricchisce la nostra conoscenza della geologia dei diamanti

La miniera di Argyle non è solo un luogo di straordinaria bellezza e ricchezza, ma anche un sito di grande interesse scientifico, come detto poc’anzi è situata ai margini del Lago Argyle, una posizione geografica insolita per l’estrazione dei diamanti in quanto tipicamente, le miniere di diamanti si trovano al centro dei continenti, dove le condizioni geologiche sono favorevoli alla loro formazione, tuttavia la miniera di Argyle sfida questa norma, essendo situata ai suoi margini e contenendo una formazione vulcanica di roccia chiamata lamproite olivinica, diversa dalla più comune kimberlite.

La storia geologica della miniera di Argyle è profondamente intrecciata con la storia della Terra stessa, anche in questo caso, come abbiamo accennato, circa 1,3 miliardi di anni fa, durante la disgregazione del supercontinente Nuna, si verificarono condizioni uniche di calore e pressione che hanno portato alla formazione dei diamanti rosa.

Queste condizioni hanno distorto la struttura cristallina dei diamanti preesistenti, piegando la loro griglia in modo da conferire loro la caratteristica colorazione rosa, ed è interessante notare che una forza eccessiva avrebbe potuto trasformarli in diamanti marroni, ma la giusta quantità di pressione ha creato le condizioni perfette per i diamanti rosa.

La ricerca condotta da Hugo Olierook, un ricercatore senior presso la Curtin University in Australia, ha rivelato che la formazione rocciosa di Argyle è 100 milioni di anni più vecchia di quanto si pensasse in precedenza, con un’età di 1,3 miliardi di anni. Questa scoperta ha fornito nuove intuizioni su come i movimenti continentali su larga scala siano fondamentali per portare i diamanti di vari colori in superficie.

La chiusura della miniera di Argyle nel 2020 è stata un evento significativo, non solo per il mercato dei diamanti ma anche per la comunità scientifica. La miniera ha prodotto oltre 865 milioni di carati di diamanti grezzi, tra cui diamanti bianchi, blu, viola, rosa e rossi. La sua chiusura è stata dovuta a una diminuzione della fornitura di diamanti e a condizioni economiche sfavorevoli, tra cui un aumento dei costi operativi

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