L’analisi delle rocce meteoritiche di Marte dimostra che le condizioni adatte alla vita potrebbero essersi realizzate prima di quanto pensassimo

Le condizioni adatte ad ospitare la vita potrebbero essersi realizzate già 4,2 miliardi di anni fa

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Un team internazionale di ricercatori ha dimostrato che la prima “vera possibilità” di sviluppo della vita su Marte si è avuta prima di quanto si pensasse finora, circa 4,2 miliardi di anni fa, quando finirono gli impatti di enormi meteoriti. I risultati di questo studio non solo chiariscono che Marte potrebbe avere avuto la possibilità di ospitare la vita ma potrebbero aiutare anche a capire quando questa potè affermarsi sulla Terra.

Lo studio,  Decline of giant impacts on Mars by 4.48 billion years ago and an early opportunity for habitability, è stato pubblicato sulla rivista Nature Geoscience.

I ricercatori suggeriscono che su Marte potrebbero essersi verificate le condizioni per ospitare la vita tra 4,2 e 3,5 miliardi di anni fa. Quasi mezzo miliardo di anni prima della datazione stabilita per le prime prove certe di vita sulla Terra.

Gli impatti di meteoriti giganti su Marte potrebbero aver effettivamente accelerato il rilascio di acqua liquida in superficie dall’interno del pianeta, preparando il terreno per le reazioni chimiche che portarono l’ambiente ad essere idoneo per la nascita della vita“, ha detto Desmond Moser. “Questo studio potrebbe indicarci le zone più interessanti per il prelievo di campioni marziani da riportare sulla Terra”.

Il professore di Scienze della Terra e Geografia ha spiegato che è noto che il numero e le dimensioni degli impatti dei meteoriti su Marte e sulla Terra diminuirono gradualmente dopo la formazione dei pianeti. Alla fine, gli impatti divennero piccoli e rarefatti, stabilendo condizioni di superficie che avrebbero potuto consentire lo sviluppo della vita.

È stato proposto che ci sia stata una fase “tarda” di pesanti bombardamenti su entrambi i pianeti che si è conclusa circa 3,8 miliardi di anni fa.

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Per lo studio, Moser e il suo team hanno analizzato i grani minerali più conosciuti prelevati nelle meteoriti che si ritiene siano cadute sulla Terra provenendo dagli altopiani meridionali di Marte. Questi grani antichi, fotografati fino ai livelli atomici, sono quasi immutati da quando si sono cristallizzati sulla superficie di Marte.

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In confronto, l’analisi di campioni prelevati da aree simili sulla Terra e sulla Luna mostra che più dell’80 per cento dei grani studiati contiene caratteristiche associate agli impatti, come l’esposizione a pressioni e temperature intense. Le analisi dei campioni di Terra, Marte e Luna sono state condotte presso l’esclusivo Zircon & Accessory Phase Laboratory, un centro nazionale occidentale guidato da Moser.

I risultati suggeriscono che il pesante bombardamento di Marte finì prima che si formassero i minerali analizzati, il che significa che la superficie marziana sarebbe potuta diventare abitabile nel momento in cui vi è apparsa abbondante acqua allo stato liquido, poco più di 4 miliardi di anni fa. Nello stesso periodo, anche sulla Terra era presente acqua allo stato liquido quindi è plausibile che l’orologio biologico del sistema solare sia partito molto prima di quanto precedentemente pensato.

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