La prima legione romana

La nascita della legione romana che costituirà l'ossatura di un esercito invincibile per molti secoli

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La legione costituì l’unità di base dell’esercito di Roma e fu il principale strumento prima per l’espansione dell’Urbe e nei secoli per la difesa dell’impero. La leggenda vuole che la prima legione romana fu costituita dal leggendario Primo Re, Romolo.
Molto più probabilmente invece il nucleo originario di quello che diverrà un potente strumento di offesa nasce sotto il regno di Tullo Ostilio (670-638 a.e.v.) terzo re di Roma. Sotto questo sovrano che abitava una domus sulla sommità della Velia, si sviluppò la prima politica espansionista di Roma.
Per sostenere queste mire Tullo Ostilio chiede alle trenta curie in cui sono divisi i romani di fornire ciascuna una centuria (cento) di fanti e una decuria (dieci) di cavalieri. In termini pratici tremilatrecento soldati. E’ il nucleo della prima legione di Roma, dal quale si desume che all’epoca la sua popolazione fosse di poco superiore alle trentamila anime divise fra l’insieme di villaggi che costituiva l’antica Roma e la campagna.
Non ha ancora i caratteri di disciplina, organizzazione e tattica che la renderà uno strumento bellico capace di surclassare persino la falange macedone. In realtà è una massa disordinata, vociante, senza differenze di grado e insegne tra ufficiali e truppa, dove il re è spesso confuso in mezzo ai sudditi e dove ciascuno è armato con quanto ha trovato in casa: bastoni, vanghe, zappe, rasoi. Pochi posseggono spade e lance, non esistono elmi, corazze, armature. Quello che non manca a questo esercito apparentemente raccogliticcio, formato in grande prevalenza di pastori e contadini, è ferocia, determinazione e spirito di sacrificio.
I primi a farne le spese saranno gli abitanti della vicina Alba Longa, distante 12 miglia da Roma i cui contrasti dopo anni di ottimi rapporti si erano intensificati. Roma distruggerà Alba Longa radendola letteralmente al suolo. Il suo re subirà una pena efferata: viene legato con le gambe a due carri, che partono in direzione opposta.
I romani vincitori preferiranno riscrivere la storia e mistificare il massacro compiuto con la celebre leggenda degli Orazi e Curiazi, in cui un duello tra tre campioni di Roma e tre di Alba Longa, segna le sorti della guerra. Ricordiamo tutti come il mito racconta la vittoria di Roma: «Incerto e glorioso fu lo scontro e mirabile il suo esito finale. Poiché da una parte tre erano stati feriti [Curiazi], dall’altra due uccisi [Orazi], l’Orazio che era rimasto vivo aggiunse al valore l’inganno e per separare i nemici finse la fuga e li vinse, battendoli separatamente, nell’ordine in cui lo raggiungevano. Così si ebbe una vittoria per mano di uno solo, cosa assai rara, il quale però si macchiò di un assassinio contro il proprio sangue: aveva visto la sorella piangere sulle spoglie del fidanzato nemico [Curiazio]; vendicò questo amore di una vergine con la spada. Le leggi romane lo accusarono per il delitto, ma il valore [della sua vittoria] lo sottrassero alla pena e il delitto fu inferiore alla gloria.»
Prima di morire Tullo Ostilio e la sua prima legione sconfissero anche i fidenati e i sabini. La leggenda racconta che Tullo Ostilio impegnato in continue guerre, trascurò di onorare nella maniera dovuta gli dei che lo uccisero attraverso un fulmine.
Un’altra versione meno mitologica vorrebbe Tullo Ostilio assassinato da Anco Marzio, che sarà il quarto re di Roma. Comunque sia e tenuto in debito conto che i primi cinque re di Roma con ogni probabilità non sono mai esistiti come singole e reali persone, ma frutto di costruzioni mitologiche, la legione avrà davanti a se un futuro di successi unico nell’antichità.