La matematica nega che il segnale arrivato da Proxima Centauri sia artificiale

Secondo la matematica, è altamente improbabile che una civiltà intelligente si trovi su Proxima centauri

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Un segnale radio proveniente da Proxima centauri annunciato nel dicembre 2020 ha tenuto con il fiato sospeso la comunità scientifica e non solo. A registrare l’emissione radio sospetta gli astronomi del radiotelescopio Parkes in Australia. in seguito, i ricercatori del Breakthrough Listen hanno consultato i dati sul segnale – Breakthrough Listen Candidate 1 (BLC1) – e hanno notato le stesse curiose caratteristiche.

La comunità scientifica ha voluto mettere subito in chiaro che il segnale potrebbe essere semplicemente un fenomeno naturale e non un’emissione di origine intelligente. La stessa risposta è giunta anche da Amir Siraj e dal Prof. Abraham Loeb dell’Università di Harvard dopo aver condotto una valutazione di probabilità su BLC1.

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Come gran parte dei segnali radio candidati scoperti finora, questo sembra essere un segnale di origine naturale.

Lo studio che descrive i risultati ottenuti da Siraj e LoebIl principio copernicano esclude BLC1 come segnale radio tecnologico dal sistema Alpha Centauri“, è in fase di revisione per la pubblicazione su The Astrophysical Journal LettersSiraj, studente di astrofisica ad Harvard, è stato l’autore principale dello studio mentre il prof. Loeb, professore di astronomia ad Harvard e consulente di Siraj, è il co-autore.

Il principio copernicano, che  prende il nome dal famoso astronomo Nicolaus Copernicus afferma che gli abitanti della Terra non occupano una posizione privilegiata nell’Universo e che la nostra prospettiva è probabilmente rappresentativa della norma.

Applicato al cosmo, il principio copernicano (o principio cosmologico) afferma che i pianeti come la Terra e la vita che ospita sono probabilmente rappresentativi della norma.

Gli astronomi hanno annunciato il rilevamento di BLC1 il 18 dicembre 2020, registrato dal radiotelescopio Parkes in aprile e maggio 2019. Questo segnale, estremamente curioso, era un’emissione a banda stretta estremamente nitida, a 982 megahertz (MHz). Inoltre, il segnale sembrava subire uno spostamento di frequenza coerente con un pianeta che orbita attorno alla sua stella madre.

Queste caratteristiche hanno considerare la possibilità che potesse essere un segnale di origine artificiale inviato da Proxima b. Una fonte anonima coinvolta nello studio del segnale è arrivata addirittura a dire che questo potrebbe essere il candidato più forte dai tempi del “Wow! Signal” rilevato dal Big Ear Observatory nel 1977.

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Proxima b, è l’esopianeta più vicino alla Terra, è ritenuto un pianeta simile alla Terra per composizione e dimensioni in orbita all’interno della zona abitabile di Proxima Centauri. Da quando la sua esistenza è stata confermata nel 2016, gli astronomi hanno osservato questo sistema per scoprire di più sulle possibili condizioni di abitabilità su questo pianeta. Queste osservazioni hanno portato alla rilevazione di una Super-Terra nel gennaio del 2020, confermata nel luglio successivo.

Nel loro studio, Siraj e il Prof. Loeb hanno applicato il Principio Copernicano per determinare la probabilità statistica che una civiltà extraterrestre avanzata su Proxima b possa essere responsabile della trasmissione BLC1.

Siraj e Loeb, dopo aver applicato il principio copernicano, hanno calcolato che la probabilità che, attualmente, esista una civiltà che trasmette onde radio nel sistema stellare più vicino, ha una probabilità di circa uno su cento milioni.

Anche se la soluzione trovata da Siraj e Loeb deluderà molti ottimisti del contatto, resta un buon motivo per continuare la ricerca. Come spiegato da Siraj, l’umanità esiste  solo da 200.000 anni. Possediamo il tipo di tecnologia avanzata che può consentire di inviare o ascoltare messaggi interstellare da circa un secolo.

Questo è un altro aspetto del Principio Copernicano / Cosmologico, che sostiene che le condizioni nell’Universo (in particolare quelle che danno origine alla vita) sono state coerenti nel tempo e che l’umanità non sta vivendo in un’epoca speciale. Ipotizzare che stiamo ricevendo una trasmissione da una civiltà a pochi anni luce da noi quando non abbiamo mai ricevuto nulla da loro in precedenza non è statisticamente valido.

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