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Cos’è la leva finanziaria e come si può sfruttare

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La leva, in pratica il livello di rischio con cui si opera, è un prestito temporaneo concesso dal broker al trader. Grazie alla leva è possibile aprire una transazione di un importo superiore con un ammontare minore di capitale investito. La leva è il moltiplicatore che indica il valore di una posizione rispetto all’importo investito.

Per comprendere la leva finanziaria il modo più semplice è ricorrere ad un esempio di come questa influisce sul potenziale di profitto o perdita. Se fai trading senza leva e investi 1.000 euro, per ogni oscillazione dell’1% del mercato puoi guadagnare o perdere 10 euro, che equivale all’1% di 1.000 euro.

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Con la leva, se investi gli stessi 1.000 euro e fai trading usando la leva x10, il valore in euro della tua posizione è pari a 10.000 euro.

L’1% di 10.000 equivale a 100, quindi per ogni movimento dell’1% del mercato puoi guadagnare o perdere 100 euro; aumentano le possibilità di conseguire guadagni importanti ma anche quelle di perdere molto più rapidamente.

Quando si apre una posizione, è possibile decidere se si desidera o meno utilizzare la leva. Diversi strumenti hanno diversi importi massimi di leva, questo in base alla piattaforma su cui si opera e alle leggi dello stato in cui è basata la piattorma.

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha stabilito i seguenti limiti di leva:

x30 per coppie di valute principali (come EUR/USD)
x20 per coppie di valute non principali (come EUR/NZD), Oro e indici principali
x10 per materie prime diverse dall’Oro e indici azionari minori
x5 per CFD in azioni e ETF
x2 per criptovalute

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I 5 errori da non fare con la leva finanziaria

Sempre più persone stanno operando sul mercato dei cambi ma anche CFD in azioni come sulle materie prime e sulle criptovalute, questo perché il trading online è ormai accessibile a tutti e con la leva finanziaria bastano anche capitali limitati per poter sperare di conseguire discreti guadagni.

Ognuno avrà le proprie ragioni per operare sul forex, ma la leva finanziaria è una delle ragioni più popolari per cui le persone scelgono di iniziare ad investire online.

La leva finanziaria è molto importante nel Forex e nel trading con i CFD, ma…

  • Che cos’è esattamente la leva?
  • Come funziona la leva finanziaria?
  • Come calcolare la leva finanziaria?
  • È possibile fare trading senza leva?
  • Qual è la leva finanziaria migliore?
  • Quale leva finanziaria dovrei scegliere nel mercato azionario?

In questo articolo, esamineremo più da vicino come funziona la leva finanziaria nel Forex, come calcolarla, i suoi vantaggi e svantaggi, e un elenco di possibili applicazioni e restrizioni

Ricapitolando: la leva Finanziaria Cos’è

La leva finanziaria nel trading è uno strumento che permette di investire per un valore nominale superiore al valore delle risorse utilizzate.

In altre parole, la leva finanziaria è un modo per un trader di commerciare in volumi molto più grandi di quelli che possiede, utilizzando solo il proprio capitale. Di conseguenza, è possibile accedere a mercati spesso inaccessibili.

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Come funziona la leva finanziaria

Ecco la formula della leva finanziaria nel forex trading:

Leva = Dimensione della posizione / Patrimonio netto

Una volta che la posizione è aperta al mercato, la leva finanziaria si evolve costantemente, in quanto dipende dal capitale.

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Se realizzi un profitto sulle tue posizioni sul Forex, la tua leva diminuisce con l’aumentare del capitale e se sei in perdita sulle posizioni attuali, la leva aumenta.

Esempio:

  • Patrimonio netto = 1000 euro.
  • Dimensione della posizione (valore del contratto) = 5000 Euro
  • Effetto leva = 5000 EUR (valore del contratto) / 1000 EUR (capitale proprio) = 5

Le funzioni della Leva finanziaria

L’obiettivo principale della leva finanziaria è quello di utilizzare meno capitale proprio nell’investimento di uno strumento finanziario.

Come detto in precedenza, la leva finanziaria permette ai trader di aprire posizioni che sono significativamente più grandi del patrimonio impiegato. In pratica, si tratta di un prestito o di un credito concesso dalla piattaforma su cui si opera.

Questo strumento permette ai trader di operare con molto di più di quello che hanno effettivamente nel loro conto e potenzialmente di ottenere maggiori profitti sul mercato.

Naturalmente, lo stesso principio vale per le perdite: un trader rischia di perdere il suo deposito molto più rapidamente utilizzando la leva finanziaria. Per questo motivo il trading delle valute con margine dovrebbe essere praticato con cautela.

Il trading con la leva finanziaria è noto anche come trading sul margine.

Come calcolare il margine trattenuto?

Il margine trattenuto, ossia l’importo dei fondi che dobbiamo mettere in garanzia, è il risultato della divisione del valore nominale del contratto per la leva finanziaria.

Il trading con la leva finanziaria non aumenta i profitti o le perdite di per sé, ma permette di:

  • aprire un numero maggiore di operazioni
  • aumentare il valore nominale delle operazioni

Questo aumenta indirettamente il profitto o la perdita potenziale.

Il trading sul margine significa che il broker chiede una % del valore nominale come garanzia al momento dell’apertura dell’operazione. In altre parole:

  • Per un investimento di 1000 euro, se il livello di leva finanziaria è 1:20, il margine richiesto è di 50 euro

Attenzione, però, il trading con la leva finanziaria è considerato un’arma a doppio taglio, in quanto i conti con maggiore leva finanziaria nel Forex sono influenzati da grandi cambiamenti di prezzo, il che aumenta le possibilità di raggiungere uno stop out (facendo trading a volumi più elevati).

Pertanto, una buona gestione del rischio è essenziale quando si ha a che fare con strumenti a leva finanziaria.

Vediamo ora un esempio pratico.

Esempio di leva finanziaria

Nel nostro esempio vogliamo acquistare 5 lotti in EUR USD (valore nominale di 1 lotto = 100 000 euro)

Non prenderemo in considerazione i costi per il nostro esempio:

  • Prezzo d’acquisto 1.10000
  • Prezzo di vendita 1.10250
  • Aumento di pip= 25
  • Saldo del conto trading 10 000
  • Contratti acquistati: 5
  • Valore nominale dell’investimento 5 x 100 000= 500 000 Euro
  • Fabbisogno di margine per 1 lotto con una leva di 1:100 = 100 000 / 100 = 1000 Euro
  • Margine richiesto per 5 lotti = 5 x 1000 = 5000 euro
  • Valore pip 10 USD, quindi aprendo 5 lotti si vincono 50 USD per ogni pip
  • Profitto 25 x 50 = $1250
  • Redditività: 25%.

Lo stesso varrebbe in caso di perdite.

Le caratteristiche del trading su Leva finanziaria

Un modo semplice per capire la leva finanziaria nel trading è quello di confrontarla con un mutuo concesso dalla banca per l’acquisto di una casa.

In un mutuo, la banca presta una somma di denaro in modo che tu possa acquistare una casa

Nel trading con leva finanziaria, il broker presta una somma di denaro che, insieme ai tuoi fondi, ti permette di accedere ad un certo volume di investimenti.

Queste sono le similitudini tra mutui e leva finanziaria Forex. Ma vediamo perchè queste due realtà sono molto diverse. La leva finanziaria nel trading:

  • non è fruttifera
  • non ha una data di scadenza
  • Non ha nessuna tassa di apertura o di chiusura, ma spese di manutenzione

Sviluppiamo queste caratteristiche un po’ di più.

Scadenza della Leva Finanziaria

Le operazioni a margine (con leva) non hanno un margine predefinito. Tuttavia, è possibile che in determinate circostanze il broker richieda di aumentare la garanzia (il margine) o di chiudere le posizioni (stop-out).

Vediamo i concetti chiave:

Margin Call

Attraverso la margin call, il broker avvisa che il margine è sceso al di sotto del livello minimo richiesto. Questo di solito accade quando le posizioni aperte si muovono in contrasto con le aspettative.

Per ricevere una margin call, il livello di margine deve arrivare a corrispondere al capitale proprio.

Stop Out

Il livello di stop out nel Forex è il punto specifico in cui si verifica una chiusura forzata delle posizioni aperte in Metatrader, a causa di una diminuzione del margine libero, il che significa che le posizioni aperte non possono più essere sostenute.

Immagina di avere un conto di trading con un broker dove il livello di margin call è del 100% e il livello di stop out è del 50%.

Il tuo saldo è di 10 000 e apri una posizione con un margine di 1 000.

1) Se la perdita su questa posizione raggiunge i 9000, il capitale proprio sarà di 10 000 – 9000 = 1000. Questo è il 100% del margine utilizzato, quindi il broker emetterà un margin call.

2) Quando la perdita raggiunge il 9500 e il capitale proprio è 10000 – 9500 = 500 (cioè il 50% del livello di margine utilizzato), lo stop out salterà e il broker chiuderà la posizione con una perdita, per evitare ulteriori perdite in futuro.

ESMA e Leva Finanziaria Forex

Nell’agosto 2018 l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato nuovi requisiti in materia di leva finanziaria, abbassando il livello di leva finanziaria consentito ai trader retail:

  • 1:30 (3,33% di margine richiesto) per le principali coppie di valute
  • 1:20 (requisito di margine del 5%) per i CFD su indici (principali), coppie di valute minori e CFD in oro
  • 1:10 (10% di margine richiesto) per altri CFD su indici e metalli
  • 1:5 (20% di margine richiesto) per i CFD su azioni e altre attività sottostanti
  • 1:2 (50% di margine richiesto) per i CFD su criptovalute

Le principali coppie di valute definite dall’ESMA sono le seguenti:

  • Tutte le coppie di valute che includono le seguenti valute: Dollaro USA (USD), Euro (EUR), Yen giapponese (JPY), Sterlina britannica (GBP), Dollaro canadese (CAD) o Franco svizzero (CHF).

Tutte le altre coppie di valute sono considerate coppie minori.

Quali sono gli indici principali (leva fino a 20) e quali sono gli indici minori (leva fino a 10)?

Secondo la definizione dell’ESMA del 27/03/2018, i più importanti indici borsistici sono

  • FTSE 100, CAC 40, DAX 30, DJI 30, SP 500, NQ 100, Nikkei 225, ASX 200 e STOXX 50.

Tutti gli altri indici sono considerati titoli minori.

Prima dell’agosto 2018 in Europa, la leva finanziaria non era limitata e ogni broker poteva offrire la leva finanziaria che desiderava. Questo non è più possibile e la leva per i clienti al dettaglio è al massimo di 1:30.

I clienti professionali possono avere una leva maggiore se il broker concede loro uno status professionale.

Qual è la miglior leva finanziaria?

Prima di utilizzare qualsiasi livello di leva, si consiglia di avere una buona comprensione del suo funzionamento e delle sue conseguenze.

Ti stai chiedendo quale sia la leva migliore?

  • 1:5
  • 1:30
  • 1: 500

Come regola generale, più a lungo si vuole mantenere aperta la posizione, più piccola dovrebbe essere la leva.

Questo sarebbe logico, in quanto le posizioni lunghe vengono solitamente aperte quando sono attesi grandi movimenti di mercato. Tuttavia, quando si cerca una posizione lunga, si vuole evitare di far saltare lo stop out a causa delle fluttuazioni del mercato.

D’altra parte, quando un trader apre una posizione che si prevede duri pochi minuti o addirittura secondi, il suo obiettivo principale è quello di ottenere il massimo profitto in un tempo limitato.

Croce e delizia della leva

Ma la leva finanziaria espone anche alle perdite nello stesso modo. Pertanto, i piccoli trader commettono già un primo errore quando pensano che operare con una leva eccessiva riduca solo i loro esborsi per il singolo investimento, consentendo l’estrema diversificazione del portafoglio, a tutela dai rischi.

Non è così.

Se opero con una leva 50:1, basterà una perdita del 2% per perdere l’intero margine depositato e se vorrò continuare a operare sullo stesso titolo, il broker mi chiederà il reintegro, sollecitazione anche nota in gergo come “margin call”.

Attenzione, però, a commettere l’errore di pensiero opposto, ovvero a credere che la leva finanziaria “amplifichi” le perdite. No, essa espone alla stessa perdita massima che si sosterrebbe investendo senza leva. Ad esempio, se opero con leva 50:1 e deposito un margine di 100 euro, mi sto esponendo per un capitale effettivo di 5.000 euro, che è la somma massima di denaro che rischio di perdere, la stessa del caso in cui investissi integralmente con esborso cash.

Esiste il modo per contenere le perdite, magari limitandole al margine depositato. Come? Impostando uno “stop loss”, vale a dire la chiusura dell’investimento al raggiungimento di una soglia di prezzo. In questo modo, conosco sin dall’inizio quale sarà la perdita massima che potrei accusare. Tuttavia, qua subentra un terzo errore comune tra i piccoli trader, vale a dire di impostare uno “stop loss” troppo vicino al prezzo di apertura della posizione, per cui piccole variazioni finiscono per determinarne la chiusura e di infliggere perdite piccole, ma certe, anche nel caso di un trend a noi avverso solo momentaneamente. In pratica, accettando perdite troppo basse, rischiamo di perdere l’opportunità che il titolo recuperi in direzione opposta e ci frutti un guadagno o ci infligga almeno perdite inferiori.

La psicologia del trader

E veniamo proprio al quarto errore: non accettare le perdite. Quando si entra sui mercati, si pensa che essere bravi significhi essenzialmente azzeccarle tutte. Nulla di più falso. Non esiste un solo investitore al mondo, di qualsiasi dimensione, che non riporti anche quotidianamente perdite.

La bravura è determinata dalla capacità “nel tempo” o, se vogliamo, “in media” di maturare profitti superiori alle perdite.

Come conseguenza di questo pensiero sbagliato, l’improvvisato trader, non appena subisce il primo rosso, o smette di operare o si ostina a investire sullo stesso titolo per un malinteso senso di orgoglio, come per trovare conferma della bontà della propria analisi iniziale.

Infine, l’errore opposto: vuoi per bravura, vuoi per fortuna, si realizzano i primi guadagni.

Il trader si convince di essere un Warren Buffett e inizia a farsi prendere la mano, ritenendo che il proprio fiuto possa fare a meno di una solida analisi propria o di un’attività di consulenza, come quella offerta il più delle volte dalle stesse piattaforme di trading.

E qui s’imbocca la strada per il “ciaone” al capitale, come quando un giocatore al Lotto riscuote la vincita e la ripunta su un’altra schedina, pensando di replicare il colpo di fortuna, ma tornando a casa depresso e a mani vuote. A

l contrario, non solo il trader dovrebbe seguire quotidianamente l’evoluzione sui mercati, ma anche possedere una buona dose di conoscenze macroeconomiche, imprescindibili per capire la direzione che assumono i prezzi degli assets al verificarsi degli eventi.

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