Impronte umane: hanno 90000 anni le più antiche del mediterraneo

La scoperta straordinaria di un team internazionale di archeologi in Marocco, che ci racconta la storia dell’Homo sapiens, le caratteristiche fisiche e sociali degli esseri umani più antichi del Mediterraneo

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Impronte umane

Ti sei mai chiesto come fosse la vita dei nostri antenati? Come si muovevano, cosa facevano, dove andavano? Grazie alla scienza, possiamo avere qualche indizio su questi interrogativi, anche se a volte le risposte sono molto frammentarie e difficili da interpretare.

Una delle fonti più preziose per ricostruire la storia dell’umanità sono le impronte umane, le tracce lasciate dai piedi dei nostri progenitori sul terreno; le impronte umane ci raccontano non solo come erano fisicamente gli esseri umani del passato, ma anche come si comportavano, come si relazionavano, come si adattavano all’ambiente.

Impronte umane

Recentemente, un team internazionale di archeologi ha fatto una scoperta straordinaria in questo campo. Lungo la costa del Marocco, vicino alla città di Larache, hanno trovato le impronte umane più antiche mai scoperte nell’Africa settentrionale e nel Mediterraneo meridionale. Risalenti a circa 90.000 anni fa, sono anche “tra le impronte più antiche attribuite all’Homo sapiens in tutto il mondo”, come scrivono gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Le impronte umane di Larache sono state rinvenute in un’area di spiaggia che si estende per circa 2.800 metri quadrati (30.000 piedi quadrati), ed in totale, i ricercatori hanno contato 85 impronte umane, di cui 76 ben conservate e 9 parziali. Basandosi sulla forma, dimensione e posizione delle impronte, il team ha concluso che fossero state realizzate dai piedi dell’Homo sapiens, la specie a cui apparteniamo noi.



Le impronte umane appartenevano a almeno cinque individui, che probabilmente camminavano insieme o in gruppi separati. Tra questi, c’erano un bambino piccolo, di circa 3 anni, un bambino più grande, di circa 8 anni, un adolescente o un adulto di piccola taglia, di circa 15 anni, un adulto di taglia media, di circa 25 anni, e un adulto estremamente alto, di circa 35 anni. Quest’ultimo individuo era un maschio con un’altezza di 189 centimetri (6 piedi e 2 pollici), eccezionalmente alto per un essere umano preistorico.

Le impronte mostrano che gli individui camminavano a passo normale o veloce, seguendo una direzione sud-ovest. Alcune impronte sono sovrapposte, indicando che alcuni individui hanno camminato sulle tracce di altri, ed alcune sono anche più profonde di altre, suggerendo che alcuni individui erano più pesanti o esercitavano più pressione sul terreno.

Come sono state conservate queste impronte umane?

Impronte umane
Zona del ritrovamento

La maggior parte dei siti archeologici come questo contengono meno di qualche dozzina di impronte, il che rende le 85 impronte di Larache ancora più affascinanti. Per apprezzare appieno la scoperta, bisogna pensare alle circostanze uniche che hanno permesso che un piede umano venisse impresso nel terreno e poi conservato per decine di migliaia di anni.

Le impronte umane di Larache sono state lasciate su una spiaggia sabbiosa, in prossimità di una laguna, con il terreno che era umido e morbido, favorendo la formazione delle impronte. Poco dopo, il livello del mare si è alzato, coprendo le impronte con uno strato di sedimenti marini.

Questo strato ha protetto le impronte dall’erosione e dalla distruzione, creando una sorta di calco naturale, successivamente, il livello del mare si è abbassato, esponendo nuovamente le impronte all’aria, ed infine, nel 2019, una tempesta ha rimosso parte dei sedimenti, rivelando le impronte agli occhi degli archeologi.

Per dare una data certa alle tracce, i ricercatori hanno utilizzato la luminescenza stimolata otticamente, questa tecnica all’avanguardia mostra quanto tempo fa un granello di sabbia è stato esposto alla luce solare, mostrando così per quanto tempo quella sezione di sedimento è rimasta sepolta. Ciò ha rivelato che le impronte furono lasciate circa 90.300 anni fa, con un margine di errore di circa 7.600 anni in ogni caso.

Qual è il significato della scoperta?

“Le impronte di Larache rappresentano una scoperta importante. In effetti, nessun altro sito nel Nord Africa ha restituito impronte risalenti al Pleistocene o al Pliocene.

scrivono gli autori dello studio, i quali in seguito aggiungono:

Sono, quindi, le impronte umane più antiche in questa regione e tra le impronte più antiche attribuite all’Homo sapiens in tutto il mondo”

Impronte umane

La scoperta di queste impronte umane ha diverse implicazioni per la comprensione della storia dell’umanità. Innanzitutto, ci dice che l’Homo sapiens era presente nel Nord Africa e nel Mediterraneo meridionale molto prima di quanto si pensasse, questo in quanto finora, i resti fossili più antichi di esseri umani in Nord Africa erano stati trovati in un sito montuoso chiamato Jebel Irhoud, risalenti a circa 300.000 anni fa.

Tuttavia, nessuna prova era stata ancora trovata nella regione di Larache, circa 250 chilometri (156 miglia) a nord verso la costa. Le impronte umane di Larache colmano questa lacuna, mostrando che l’Homo sapiens si era diffuso lungo la costa del Marocco già 90.000 anni fa.

Oltre a quanto precedentemente detto, la scoperta ci dice qualcosa sulle caratteristiche fisiche e comportamentali degli esseri umani di allora. Le impronte mostrano che gli individui avevano una statura e una corporatura simili a quelle degli esseri umani moderni, con una notevole variabilità individuale.

Le impronte umane mostrano anche che gli individui si muovevano in gruppi, probabilmente legati da vincoli familiari o sociali, e mostrano infine che gli individui sfruttavano le risorse della costa, forse per cacciare, pescare, raccogliere o semplicemente per spostarsi.

Infine, la scoperta ci dice qualcosa sul contesto ambientale e climatico in cui vivevano gli esseri umani di allora, in quanto testimoniano che la costa del Marocco era diversa da quella attuale, con un livello del mare più basso e una laguna più estesa, poi testimoniano anche che il clima era più umido e mite di quello attuale, favorendo la crescita di una vegetazione più rigogliosa.

Le impronte testimoniano infine che il paesaggio era soggetto a frequenti cambiamenti, dovuti alle variazioni del livello del mare, alle tempeste e all’azione umana.

Impronte umane

Le impronte umane di Larache sono una testimonianza eccezionale della presenza e dell’attività dell’Homo sapiens nel Nord Africa e nel Mediterraneo meridionale circa 90.000 anni fa. Questa scoperta ci aiuta a ricostruire la storia dell’umanità, mostrandoci come erano, come si comportavano e come si adattavano gli esseri umani del passato.

Questi reperti sono anche una testimonianza della fragilità e della preziosità del patrimonio archeologico, che richiede una protezione e una valorizzazione adeguata, infine sono una testimonianza della bellezza e della meraviglia della natura, che ci regala delle sorprese e delle scoperte sempre nuove.

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