Il ruolo dei consulenti sulla sicurezza sul lavoro nelle aziende

L’attività dei consulenti sulla sicurezza sul lavoro è indispensabile per consentire al datore di lavoro di garantire gli standard di sicurezza più elevati

410

Nel corso degli ultimi anni nelle aziende la figura del consulente per la sicurezza sul lavoro è diventata sempre più presente e importante. L’attività dei consulenti sulla sicurezza sul lavoro, in effetti, è indispensabile per consentire al datore di lavoro di garantire gli standard di sicurezza più elevati. La consulenza richiesta varia a seconda della visione adottata dalle imprese e della loro conoscenza dei problemi che devono essere risolti. Fino ad ora ai consulenti per la sicurezza sul lavoro si richiedeva soprattutto di sostenere le aziende attraverso le nuove norme.

Cosa offre Sicurya

Se vuoi conoscere una realtà che da anni si occupa di consulenza per la sicurezza sul lavoro, fai click qui: potrai scoprire le soluzioni di Sicurya, una società che punta a garantire un approccio organico e coordinato per la gestione di molteplici materie. Alle consulenze tecniche specifiche si affiancano le attività di formazione e informazione, ma anche le elaborazioni di documenti: sono tutte soluzioni su misura, frutto di un impegno quotidiano che si traduce in professionalità e passione. Sicurya si propone come un importante punto di riferimento sul mercato, capace di generare valore per tutti i clienti con cui interagisce.

---L'articolo continua dopo la pubblicità---

Che cosa fa un consulente per la sicurezza sul lavoro

Uno dei principali compiti di un consulente per la sicurezza sul lavoro consiste nel persuadere le aziende per cui presta servizio a modificare l’approccio dei dipendenti verso la sicurezza. Egli deve esaminare le situazioni lavorative, fornire le informazioni pertinenti e verificare i rischi; non può mancare, poi, l’indicazione delle misure di sicurezza a cui si deve ricorrere per rimediare ai rischi. Ormai sono passati più di dieci anni da quando è entrato in vigore il Decreto Legislativo 81 del 2008. Ecco perché è impellente l’esigenza di gestire e di organizzare con parametri differenti la consulenza sulla sicurezza.

La revisione dei ruoli

Occorre, in buona sostanza, rivedere sotto molti aspetti il ruolo che i consulenti ricoprono. Tutto il personale di un’azienda va coinvolto nella gestione della sicurezza, a prescindere dal livello di riferimento e dalla funzione svolta. A tale scopo può essere utile costituire dei gruppi di lavoro che rendano possibile individuare gli obiettivi di sicurezza: team da coinvolgere per capire quali azioni vanno messe in atto, sia a livello collettivo che da parte del singolo.

Cosa deve cambiare

Per tutti i reparti è necessario stabilire i parametri che devono essere adottati per gestire la sicurezza nelle aree di pertinenza relative. Per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno di mettere in atto un processo di formazione costante che coinvolga tutte le persone che hanno un ruolo in azienda. Esse, così, potranno beneficiare di una capacità migliore di avvertire i rischi in corso. Rischi di cui potrà essere segnalata la presenza, così che possa essere maturata una capacità più efficace di ricorrere alle condotte di prevenzione più appropriate. Muta, così, il modo di operare dei consulenti per la sicurezza sul lavoro: la loro attività di controllo e di monitoraggio deve essere presa in considerazione dai lavoratori come un modo per trovare delle soluzioni, oltre che come un’occasione potenziale di apprendimento.

La funzione di controllo

Seguendo questa strada, ci potrà essere una evoluzione della funzione di controllo, la quale andrà a integrarsi in tutte le procedure. Il controllo, così, diventa un vero e proprio indicatore del livello di efficacia assicurato dalle aziende in quanto sistemi produttivi. Le malattie professionali, così come gli incidenti e gli infortuni, rappresentano degli indicatori di un funzionamento non adeguato dei sistemi gestionali.

La situazione attuale

I consulenti per la sicurezza sul lavoro contribuiscono ad accrescere le conoscenze, ma non possono limitarsi a questo: devono, per esempio, favorire lo sviluppo delle abilità delle persone nel contesto della sicurezza. L’approccio nei confronti della sicurezza va cambiato, così che possano essere cambiati anche i modelli comportamentali. Sono gli obblighi procedurali e normativi a definire la condotta dei lavoratori e dei datori di lavoro, indicando le modalità attuative e gli indirizzi da rispettare. Va detto, però, che da soli essi non offrono motivazioni appropriate. Ecco perché chi assume un incarico consulenziale deve promuovere la sensibilità e l’attenzione verso tale questione in tutti i contesti in cui si opera.

---L'articolo continua dopo la pubblicità---