Fortezze dell’età della pietra ritrovate in Siberia

In Siberia sono stati ritrovati insediamenti caratterizzati da fortezze risalenti ad 8.000 anni fa

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Sono stati ritrovati insediamenti preistorici in Siberia, in Russia, che hanno rivelato che i cacciatori-raccoglitori che vi hanno vissuto 8.000 anni fa hanno costruito complesse strutture difensive. Sono le fortezze più antiche del mondo. Il ritrovamento di fortificazioni così antiche pone degli interrogativi sulla comprensione precedente delle prime società umane.

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Ritrovate in Siberia fortezze risalenti ad 8.000 anni fa

Il ritrovamento delle fortezze in Siberia ha suggerito che l’agricoltura non è stata l’unico motivo che ha spinto le persone a iniziare a costruire insediamenti permanenti.

Amnya è una delle fortezze dell’età della pietra più settentrionale dell’Eurasia e si trova su un promontorio creato dal fiume Amnya. È collocata appena ad est dei Monti Urali, a circa 2.500 km a nord-est di Mosca.

Gli archeologi hanno condotto un lavoro sul campo nel sito nel 2019 e hanno identificato 10 siti con la presenza di fortezze dell’età della pietra che includono case a fossa circondate da muri di terra e palizzate di legno.



Gli abitanti preistorici hanno praticato la pesca e la caccia di alci e renne con lance con punte di ossa e pietra e hanno conservato l’olio di pesce e la carne in eccesso in ceramiche decorate. Altre comunità di cacciatori-raccoglitori in tutto il mondo nell’età della pietra, tra cui la penisola coreana e la Scandinavia, hanno sviluppato grandi insediamenti vicino all’acqua.

Le corse annuali di pesci e le mandrie migratorie hanno probabilmente giocato un ruolo cruciale nella decisione del popolo preistorico di Amnya di stabilirsi nella taiga siberiana.

Gli insediamenti carattrerizzati dalle fortezze, che si affacciano sui fiumi, potrebbero essere serviti come luoghi strategici per avvistare una buona pesca. La concorrenza derivante dalla crescita della popolazione e dallo stoccaggio delle risorse potrebbe aver avuto un ruolo nella necessità di pianificare e costruire fortezze così antiche.

Attraverso esami archeologici dettagliati ad Amnya, abbiamo raccolto campioni per la datazione al radiocarbonio, confermando l’età preistorica del sito e stabilendolo come il forte più antico conosciuto al mondo“, ha spiegato la coautrice Tanja Schreiber, archeologa presso l’Istituto di archeologia preistorica di Berlino .

I nostri nuovi esami paleobotanici e stratigrafici hanno rivelato che gli abitanti della Siberia occidentale hanno condotto uno stile di vita sofisticato basato sulle abbondanti risorse dell’ambiente della taiga“.

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Le fortezze di Amnya sono più antiche di 1.000 anni rispetto ai più antichi recinti e fortificazioni associati alle comunità agricole, trovati nell’Europa centrale, nell’Egeo e nel Levante.

Tra le fortezze e i castelli in pietra riconoscibili, la più antica del mondo è la Cittadella di Aleppo in Siria. È considerata la fortezza più grande del mondo ed è abitata da 4.500 anni.

Le fortezze di Amnya hanno suggerito che lo sviluppo delle società da semplici a complesse non è stato un processo lineare nella storia umana.

Le nuove date sono state ottenute con la tecnologia al radiocarbonio e sono state utilizzate dai ricercatori come base per una rivalutazione della cronologia e dell’organizzazione degli insediamenti. Valutati nel contesto del mutevole panorama sociale e ambientale della taiga, Amnya e siti con fortezze simili possono essere intesi come un aspetto di una strategia di adattamento più ampia.

La costruzione di fortezze da parte di gruppi di raccoglitori è stata osservata sporadicamente in altre parti del mondo in varie regioni, principalmente costiere, dalla tarda preistoria in poi, ma l’inizio molto precoce di questo fenomeno nell’entroterra della Siberia occidentale non ha eguali.

Questo fenomeno, in gran parte sconosciuto ai ricercatori internazionali, può contribuire alla rivalutazione critica delle narrazioni dei percorsi lineari verso il cambiamento sociale sempre più esplorate nei dibattiti sia scientifici.

Contestualizzando le nuove informazioni cronologiche e le prove strutturali delle caratteristiche architettoniche e della disposizione di questo complesso, sono stati studiati i vari scenari che potrebbero spiegare l’emergenza improvvisa e senza precedenti di mondi diversificati di vita di cacciatori-raccoglitori nella taiga della Siberia occidentale 8000 anni fa.

I resoconti del comportamento difensivo nelle società non agricole sono relativamente rari, e l’argomento rimane in gran parte assente in altrettanti studi sui cacciatori-raccoglitori e sull’archeologia dei conflitti.

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È soprattutto nelle Americhe che le indagini sull’architettura difensiva dei cacciatori-raccoglitori sono progredite, lasciando sempre più indietro i quadri (neo-)evoluzionisti e comportamentisti e, invece, concentrandosi sull’economia politica, sugli approcci anarchici e post-umanisti.  Gli studi in lingua russa, soprattutto descrittivi-positivistici o etnostorici, sull’argomento hanno ricevuto finora poca attenzione a livello internazionale.

Amnya  è considerata un sito di fortezze dell’età della pietra più settentrionale conosciuta in Eurasia e, sulla base delle prove attuali, anche uno dei siti abitativi fortificati più antichi del mondo.

 

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