Dante e la sua nascita

La vita del più grande poeta italiano è incredibilmente avvolta nel mistero e spesso dobbiamo attingere alle sue opere per saperne qualcosa

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La vita di Dante Alighieri il poeta più importante della storia italiana è incredibilmente piena di zone d’ombra, se non proprio oscure, questo nonostante il nostro fosse un personaggio diventato famoso già nel corso della sua vita.
La sua data di nascita ci viene rivelata dal Boccaccio, uno dei primi ad occuparsi della biografia di Dante. Nel suo Trattatello in laude di Dante, colloca la nascita dell’Alighieri nel 1265. Questa data Boccaccio la ricava dalla testimonianza di un amico e servitore del poeta, quando lui, nell’ultima parte della sua vita, era in esilio a Ravenna.
Ser Piero, questo il nome del prezioso testimone, afferma che Dante, quando era già sul letto di morte, gli aveva confidato che a maggio di quell’anno, avrebbe compiuto 56 anni. Dante morì il 14 settembre del 1321, pertanto la data di nascita corrisponde al maggio del 1265.
Per quanto riguarda il giorno esatto l’unico indizio lo ricaviamo dal Paradiso dove l’autore afferma di essere nato quando il Sole era in Gemelli, vale a dire nella seconda quindicina di maggio. Non ci sono dubbi invece che Dante sia nato a Firenze, lo conferma lui stesso nel canto XXIII dell’Inferno, ma anche nel Convivio e nel De Vulgari Eloquentia.
Per quanto riguarda il nome di battesimo, Dante era un nome piuttosto comune a Firenze, anche se in realtà il nome con cui il poeta viene registrato all’atto della nascita è Durante. Come abitudine piuttosto diffusa a Firenze ed in generale nella Toscana le persone spesso venivano conosciute con il diminutivo, per l’appunto, nel nostro caso, Dante.
Ed è con questo nome che non soltanto sarà conosciuto ma il poeta fiorentino si firmerà per tutta la vita. La prova che in origine però il vero nome fosse Durante si ricava da un documento notarile del 9 gennaio 1343 (Dante è morto da una ventina d’anni) nel quale Iacopo di Dante riscatta un terreno a suo tempo confiscato al padre.
In questo atto per la prima ed ultima volta si fa riferimento a “Durante, olim vocatus Dante”. E’ probabile che questo nome non provenisse dal ramo paterno ma da quello di monna Bella, la madre di Dante, dove era molto comune.
fonte: Dante, di A. Barbero

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