Il cotognastro, la “super pianta” che assorbe l’inquinamento

Pare che la pianta del cotognastro possa contrastare l'inquinamento nelle strade super trafficate, non solo, dal mondo vegetale ci arrivano aiuti anche per combattere il surriscaldamento globale e le preoccupanti inondazioni

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Il cotognastro, la "super pianta" che assorbe l'inquinamento

Si chiama Cotognastro o scientificamente Cotoneaster ed è una pianta cespugliosa dalle foglie pelose che ci aiuta a combattere l’inquinamento atmosferico. E’ considerata una “super pianta” che può darci una mano a purificare l’aria sulle strade trafficate.

Gli scienziati della Royal Horticultural Society (RHS), un’istituzione di orticultura fondata nel Regno Unito nel 1804, hanno esaminato l’efficacia delle siepi per assorbire l’inquinamento atmosferico, confrontando diversi tipi di arbusti tra cui appunto il cotoneaster, il biancospino ed cedro rosso occidentale.

Questo interessantissimo studio fa parte del lavoro dell’organizzazione benefica per alleviare i problemi ambientali come l’inquinamento atmosferico, le inondazioni e le ondate di calore, aumentando i benefici di giardini e spazi verdi.

Il Cotognastro è più efficace del 20% rispetto alle altre piante

L’arbusto Cotognastro, comunemente detto cotonastro, comprende arbusti della famiglia delle Rosacee, con piccoli frutti simili a mele. La sua efficacia è stata sperimentata sulle strade con traffico intenso. Il Cotoneaster franchetii è risultato almeno il 20% più efficace nell’assorbire l’inquinamento rispetto ad altri arbusti, ma non ha fatto la differenza sulle strade più tranquille.

Il ricercatore capo, la dottoressa Tijana Blanusa, ha dichiarato: “Sulle principali strade cittadine con traffico intenso, abbiamo scoperto che le specie con chiome più complesse e più dense e foglie ruvide e pelose come il cotoneaster erano le più efficaci. Sappiamo che in soli sette giorni una siepe densa e ben gestita di 1 metro di lunghezza assorbirà la stessa quantità di inquinamento che un’auto emette su un viaggio di 500 miglia“.

Secondo la ricercatrice l’arbusto del cotognastro è l’ideale da piantare lungo le strade trafficate, in punti caldi di inquinamento, mentre in altre aree, dove le macchine passano meno e ci sono molti più punti verdi, sarebbe raccomandato un mix di specie.

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Si potrebbe contrastare l’inquinamento anche usando giardini privati

Secondo un sondaggio effettuato su 2.056 persone per la Royal Horticultural Society, è stato rilevato che un terzo degli intervistati, ovvero il 33%, è stato colpito pesantemente dall’inquinamento atmosferico anche nelle proprie abitazioni, però solo il 6% di questi sta adottando misure attive nei propri giardini per alleviare la problematica.

Tra gli intervistati, l’86% ha affermato di avere a cuore le questioni ambientali, mentre il 78% è preoccupato per il cambiamento climatico: Sulla base di tali dati la RHS spera di sfruttare tale interesse per incoraggiare le persone a pensare ad aiutare l’ambiente, partendo dal proprio giardino.

Edera e biancospino contro riscaldamento globale e inondazioni

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Il professor Alistair Griffiths, direttore della scienza e delle collezioni della RHS, ha dichiarato: “Identifichiamo continuamente nuove super piante con qualità uniche che, se combinate con altra vegetazione, forniscono maggiori benefici fornendo allo stesso tempo habitat tanto necessari per la fauna selvatica

Infatti è stato scoperto, ad esempio, che la copertura murale edera eccelle nel raffreddamento degli edifici, mentre il biancospino e il ligustro aiutano ad alleviare le intense piogge estive e ridurre le inondazioni localizzate. Se piantate in giardini e spazi verdi dove questi problemi ambientali sono più diffusi, si potrebbe fare una grande differenza nella lotta al cambiamento climatico.

Gli scienziati della RHS si stanno ora trasferendo nel centro di Hilltop, presso i giardini dell’ente di beneficenza a Wisley nel Surrey. Qui si dispone di strutture che consentiranno gli studiosi di aumentare la ricerca in queste aree, oltre a spazi espositivi e giardini che saranno un “laboratorio vivente“.

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Dalle piante arriva quindi un grandissimo aiuto per l’umanità e per la sopravvivenza del nostro pianeta Terra. Una grandissima scoperta questa dell’istituzione di orticultura del Regno Unito, in un momento storico in cui il problema del cambiamento climatico e dell’inquinamento è più attuale e preoccupante che mai. Più aree verdi creiamo, più piante mettiamo, più abbiamo la possibilità di purificare l’aria e contrastare le terribili inondazioni.

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