Egitto, gli archeologi avrebbero scoperto la mummia di Nefertiti

Nefertiti, un nome che da sempre evoca fascino, leggenda e mistero: era la moglie del faraone eretico Akhenaton

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Egitto, gli archeologi avrebbero scoperto la mummia di Nefertiti
Egitto, gli archeologi avrebbero scoperto la mummia di Nefertiti

Nefertiti, un nome che nel corso della storia ha sempre evocato leggenda, fascino e mistero. La leggendaria moglie del faraone eretico Akhenaton, la cui memoria sembra essere stata perduta tra le sabbie del tempo.

Ebbene, ora giunge l’incredibile notizia (da confermare): gli archeologi avrebbero finalmente scoperto la mummia della sovrana d’Egitto. Ad affermarlo il famoso egittologo Zahi Hawass.

Il professor Zahi Hawass sta attualmente studiando la mummia e non avrebbe dubbi circa l’identità di Nefertiti. Come informa Newsweek.com l’egittologo in questione studia da anni la storia egiziana e scava antiche tombe. In precedenza è stato inoltre ministro di Stato per gli affari delle antichità in Egitto. Al momento Hawass sta preparando una mostra intitolata “Figlie del Nilo”, incentrata sulle donne nell’Egitto dei faraoni.

Hawass non ha dubbi: ‘È la mummia di Nefertiti’

Intervistato dal quotidiano spagnolo El Independiente, Zahi Hawass ha mostrato la sua sicurezza riguardo al fatto che la mummia che sta attualmente studiando si rivelerà essere quella di Nefertiti. La conferma potrebbe esserci tra uno, massimo due mesi. Nefertiti, il cui nome completo era Neferneferuaten Nefertiti, visse tra il 1370 e il 1330 a.C. circa. Sposata con il faraone Akhenaton, fu la regina dell’Antico Egitto durante un periodo di grande ricchezza e fu la madre di Tutankhamon, noto anche come Re Tut.

Sarebbe succeduta al marito

Alcuni credono che dopo la morte del marito, Nefertiti abbia governato come regina, anche se altri non sono d’accordo. Zahi Hawass sarebbe un sostenitore di tale tesi. L’egittologo ha spiegato di stare cercando ancora due cose: la tomba e il corpo della regina d’Egitto. Inoltre: “Credo davvero che Nefertiti abbia governato l’Egitto per tre anni dopo la morte di Akhenaton sotto il nome di Smenkhkare” ha detto Hawass. Sebbene siano stati scoperti i resti mummificati di più faraoni e importanti figure dell’antico Egitto, Nefertiti deve ancora essere identificata ufficialmente.



La misteriosa mummia di un bambino

Zahi Hawass ha dichiarato: “Abbiamo già il DNA delle mummie della XVIII dinastia, da Akhenaton ad Amenhotep II o III e ci sono due mummie senza nome etichettate KV21a e b”. Lo studioso ha poi annunciato che il prossimo ottobre sarà confermata la scoperta di della mummia di Ankhesenamun, moglie di Tutankhamon, e di sua madre, Nefertiti. L’egittologo ha specificato che nella tomba KV35 c’è anche un bambino di 10 non ancora identificato. Potrebbe trattarsi del figlio di Akhenaton e, quindi, del fratello di Tutankhamon. Se così fosse il problema posto da Nefertiti potrebbe essere risolto. Zahi Hawass è sicuro di sé: “Una delle due mummie senza nome potrebbe essere Nefertiti”.

Il processo di mummificazione

Secondo lo Smithsonian Museum, gli antichi egizi mummificavano i corpi dei loro morti più importanti in un lungo processo che richiedeva fino a settanta giorni. In primo luogo, tutti gli organi interni, tranne il cuore, venivano rimossi per rallentare il decadimento, utilizzando strumenti appositamente agganciati per estrarre il cervello in pezzi dal naso. Gli organi venivano messi in un altro contenitore e sepolti con il corpo. Dopo questo passaggio, il corpo veniva completamente disidratato utilizzando un sale speciale chiamato natron. Come spiega i portale Chimica 404, il natron è capace di rimuovere l’acqua dai tessuti impedendo la putrefazione. Quindi i corpi furono avvolti nel lino e deposti in un sepolcro.

C’è ancora molto da scoprire

Nonostante sia stata fonte di grandi dilemmi e ricerche per oltre un secolo, si pensa che rimangano un numero enorme di mummie e tesori sconosciuti dell’antico Egitto. Zahi Hawass ha spiegato che finora è stato trovato appena il 30% di tutto ciò che è sepolto. Di recente una missione ha trovato inoltre alcune tombe all’interno di diverse case ad Alessandria. Hawass ha affermato che l’Egitto moderno è fondato su quello antico e di conseguenza l’eredità rimasta nascosta è immensa.

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