Google sta rapidamente onorando i suoi recenti impegni di implementare maggiori capacità di intelligenza artificiale generativa nei suoi servizi dedicati a foto e video. Questa espansione sta interessando in modo significativo sia YouTube Shorts che Google Foto, portando nuove e potenti funzionalità agli utenti.

Le novità dell’IA su YouTube Shorts
Per quanto riguarda YouTube, Google sta rilasciando la prima serie di funzionalità di intelligenza artificiale generativa specificamente per YouTube Shorts. Sebbene queste innovazioni si rivolgano inizialmente ai creatori di contenuti, è probabile che un pubblico più ampio possa presto interagire con video generati dall’IA. Il CEO di YouTube, Neal Mohan, aveva già anticipato questa integrazione di IA generativa negli strumenti per i creatori di Shorts all’inizio dell’estate. Precedentemente, esistevano già strumenti per la generazione di sfondi video, ma la fase attuale si concentra sulla creazione di nuovi elementi video a partire da un semplice prompt di testo.
I creatori di Shorts avranno la possibilità di utilizzare una foto esistente come base per generare un video completamente nuovo tramite l’IA. YouTube sta anche introducendo una raccolta di effetti generativi facilmente applicabili, accessibili direttamente dalla fotocamera di Shorts. Per supportare gli utenti nell’esplorazione di queste nuove capacità, l’azienda ha lanciato un hub dedicato all’IA, che fungerà da punto di riferimento per tutti gli strumenti di intelligenza artificiale di YouTube, fornendo anche esempi e suggerimenti utili per la creazione di contenuti basati sull’IA.
Non solo YouTube shorts, ma anche Google Foto, un servizio ampiamente integrato nella maggior parte dei telefoni Android, sta ricevendo funzionalità di generazione video basate sull’intelligenza artificiale. Questo espande ulteriormente le capacità di editing e creazione di contenuti per un’ampia base di utenti.
È importante notare che, in entrambi i casi, sia per YouTube Shorts che per Google Foto, le attuali funzionalità di intelligenza artificiale sono basate sul modello Veo 2. Nonostante le entusiasmanti dimostrazioni del più potente Veo 3 all’evento I/O di maggio 2025, quest’ultimo non è ancora stato implementato in queste nuove funzionalità pubbliche.
L’IA generativa di Google: un’espansione in corso
Google sta progressivamente estendendo le sue capacità di intelligenza artificiale generativa ai prodotti di punta per foto e video. Sebbene le attuali implementazioni si basino principalmente sul modello Veo 2, l’azienda ha piani ambiziosi per un aggiornamento significativo e un’espansione geografica nel prossimo futuro.
Attualmente, tutte le funzionalità video basate sull’IA di YouTube sono alimentate dal modello Veo 2. Tuttavia, Google prevede di effettuare la transizione al più potente Veo 3 entro la fine dell’estate, promettendo un salto di qualità nelle capacità generative. Le funzionalità IA per YouTube Shorts sono al momento disponibili esclusivamente per gli utenti negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, ma l’azienda ha confermato l’intenzione di estendere la disponibilità a un numero maggiore di Paesi in futuro.
Anche Google Foto sta ricevendo un insieme di nuove funzionalità di IA generativa, sebbene con un’implementazione inizialmente più contenuta. A partire da oggi, gli utenti di Foto negli Stati Uniti inizieranno a sperimentare una suite di strumenti simile a quella di YouTube. L’applicazione acquisirà la capacità di trasformare foto in brevi video, anch’essa basata sul modello Veo 2. Per queste animazioni, le opzioni saranno limitate a “Movimenti delicati” o alla funzione “Mi sento fortunato”, che applica un’animazione casuale. Nelle prossime settimane, Google Foto introdurrà inoltre la funzione “Remix”, una collezione di stili predefiniti che gli utenti potranno selezionare e applicare rapidamente alle proprie immagini, offrendo nuove possibilità creative.
Mentre YouTube Shorts si sta configurando come un vero e proprio “parco giochi” dell’IA, Google Foto si arricchirà di una nuova scheda “Crea”. Questa scheda avrà una funzione analoga, elencando in modo prominente tutti gli strumenti di IA generativa all’interno dell’app, rendendoli più visibili e accessibili agli utenti. La scheda “Crea” sarà implementata a partire da agosto e, per il momento, sarà disponibile unicamente negli Stati Uniti.
L’impegno per contenuti responsabili
Google sta rafforzando il proprio impegno verso la trasparenza e la sicurezza nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa, un aspetto cruciale nell’era della proliferazione di contenuti digitali. L’azienda sottolinea con determinazione l’integrazione della sua tecnologia di watermarking digitale SynthID in tutte le immagini e i video prodotti tramite intelligenza artificiale. Questa strategia mira a consolidare la fiducia degli utenti e a mitigare i rischi associati alla manipolazione dei contenuti.
L’adozione di SynthID rappresenta un passo significativo verso la distinzione tra contenuti reali e generati dall’IA. In teoria, questa tecnologia di watermarking rende notevolmente più difficile spacciare per autentici i materiali creati artificialmente. Si tratta di un’impronta digitale invisibile, ma rilevabile, incorporata direttamente nel contenuto, che ne attesta l’origine generativa.
Questo strumento, sebbene già importante per i video basati sul modello Veo 2, acquisirà una rilevanza ancora maggiore con l’imminente transizione a Veo 3, la cui qualità superiore nella generazione video potrebbe rendere i contenuti IA quasi indistinguibili da quelli reali senza un adeguato sistema di identificazione. La capacità di discernere la provenienza di un video o un’immagine diventerà quindi fondamentale per la credibilità delle informazioni online.
Google ribadisce il suo impegno in analisi di sicurezza costanti volte a prevenire l’uso improprio dei suoi modelli video di intelligenza artificiale. Questo include un monitoraggio proattivo e lo sviluppo di contromisure per arginare tentativi di manipolazione o diffusione di disinformazione. Tuttavia, l’azienda è consapevole che questa vigilanza, per quanto rigorosa, potrebbe non essere sempre sufficiente a fermare gli individui o i gruppi più determinati, spesso definiti “troll”, che cercano di sfruttare le nuove tecnologie per scopi malevoli.
La corsa tra lo sviluppo di strumenti IA e la prevenzione del loro abuso è una sfida continua che richiede un‘evoluzione costante delle strategie di sicurezza e un impegno collaborativo tra sviluppatori, piattaforme e utenti. L’introduzione di SynthID e l’attenzione alla sicurezza riflettono la crescente consapevolezza di Google riguardo alle responsabilità etiche legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, ponendo le basi per un futuro digitale più trasparente e affidabile.

















