Trovati in Antartide resti di pinguini risalenti ad almeno 800 anni fa

Il riscaldamento globale sta facendoci scoprire molte cose inaspettate sull'Antartide

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Un biologo che lavora al largo del Mare di Ross, in Antartide, si è imbattuto in un assortimento di resti di pinguini di Adelia, alcuni dei quali sembravano essere morti solo di recente, ma dalle analisi è emerso che questi pinguini erano in realtà piuttosto antichi e riemersi alla vista a causa dello scioglimento dei ghiacci causato dal riscaldamento globale.

Come ha spiegato in una dichiarazione rilasciata dalla Geological Society of America, il suo team ha scavato in tre di questi tumuli, utilizzando metodi simili agli archeologi, per recuperare tessuti conservati di ossa di pinguino, piume e gusci d’uovo. Emslie ha dichiarato che il terreno era “molto secco e polveroso“, e che ha rinvenuto un numero abbondante di resti di pinguini.

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La datazione al radiocarbonio dei resti ha confermato i sospetti di Emslie: i resti erano molto vecchi, nonostante il loro aspetto recente. Quello che non si aspettava era quanti anni avessero.

I risultati hanno mostrato che i resti sono in realtà antichi e che rappresentano tre periodi diversi di occupazione dei pinguini di Adelia in Antartide, il più antico dei quali risale a circa 5.000 anni fa, mentre l’occupazione più recente si è conclusa circa 800 anni fa, secondo il documento pubblicato sulla rivista Geology.

Emslie sostiene che in quell’area vi furono le condizioni ideali per i pinguini tra i 4.000 e 2.000 anni fa, poiché si trattò un periodo caldo di “maggiore produttività marina”. Alla fine, tuttavia, ciascuna delle tre occupazioni documentate terminò, probabilmente a causa dell’aumento della copertura nevosa sul promontorio o dell’invasione del ghiaccio marino causato dalle temperature di raffreddamento. I pinguini lasciarono cadaveri che si coprirono di neve e ghiaccio, e rimasero preservati fino ad ora.

Come sottolinea il documento, la temperatura annuale nel Mare di Ross è aumentata da 1,5 a 2 gradi Celsius dagli anni ’80, mentre le immagini satellitari dell’area scattate dal 2013 mostrano che il promontorio roccioso sta diventando sempre più visibile mentre la neve e il ghiaccio si sciolgono.