La dama di ferro, Teodolinda regina di Monza

Amatissima dal suo popolo, bella, diplomatica, colta, intraprendente la regina Teodolinda seppe donare grandezza alla città di Monza

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Amatissima dal suo popolo, bella, diplomatica, colta, intraprendente, Teodolinda fu la regina che seppe donare grandezza alla città di Monza

Thiod, termine gotico che significa popolo, nazione e Linde che significa Tiglio. “Dolce verso il popolo” oppure “Scudo per il popolo” entrambe queste definizioni rappresentano la  regina, Teodolinda. Figlia del duca dei Bavari, principessa di stirpe regale, discendente da parte materna dei Letingi.

Teodolinda (Ratisbona 570-Monza 22 Gennaio 627) nel 589 sposò il re Authari per via di un’alleanza politica. Sembra che il re Authari si travestì da ambasciatore Longobardo e andò in Bavaria per conoscere la sua futura sposa.

Come la vide si fece offrire una coppa di vino e nel prenderla le sfiorò il viso con un dito dalla fronte alla bocca, si innamorò subito di lei. Sembra che anche Teodolinda ricambiasse i sentimenti di Authari.

Dopo un anno da questo incontro, celebrarono il loro matrimonio.

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Subito dopo, però, Authari partì per una campagna di conquista e morì nel 590 in circostanze oscure, forse per avvelenamento a Pavia. I longobardi chiesero alla loro regina di continuare a regnare e scegliersi un nuovo re.

Una leggenda narra che Teodolinda espresse il desiderio di sposare Agilulfo, di Torino, così gli scrisse una lettera dove gli chiedeva di sposarlo. Andò a Lomello per incontrarlo, si fece portare una coppa di vino, bevve un sorso e gli porse il resto.

Agilulfo si inginocchiò e le baciò la mano, in segno di rispetto, ma lei gli rispose che invece di baciarle la mano avrebbe dovuto baciarle la bocca.

Agilulfo e Teodolinda ebbero un figlio, Adaloaldo, futuro re longobardo e primo ad essere stato battezzato nella piena fede cattolica. Teodolinda convertita da tempo alla fede cattolica ebbe una profonda influenza sulle politiche del marito, che contrariamente a lei era pagano.

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Agilulfo morì nel maggio del 616 lasciando il titolo al figlio Adaloaldo ancora minorenne, ma già associato al trono dal 604 per consolidare il  suo diritto dinastico. Con il sostegno di Sundrant, comandante militare di Agilulfo, Teodolinda assunse di fatto la reggenza.

Durante il suo governo la regina intensificò i buoni rapporti con la Chiesa cattolica ed a costo di scontentare una parte dei duchi longobardi assunse un atteggiamento comprensivo e di sostegno  verso i bizantini, al tempo impegnati a combattere contro gli avari ed i persiani.

Nel 624 infine il malcontento esplose ed il ventiquattrenne Adaloaldo venne detronizzato e morì nel 626. Un anno dopo si spense anche sua madre, Teodolinda, che di fatto aveva continuato a governare il regno insieme al figlio, anche dopo la sua maggiore età, fino alla sua deposizione.

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La regina  fece erigere a Monza una ricca basilica dedicata a San Giovanni Battista a cui donò molti oggetti d’arte e reliquie.

Teodolinda dopo la sua morte fu sepolta nella Basilica di San Giovanni e poi traslata nel nuovo Duomo di Monza, dove fu venerata dal popolo come una beata, anche se la chiesa non ne ha mai confermato il culto.

La sua fama raggiunse l’apice dopo la celebre serie di affreschi con le storie della regina Teodolinda, ciclo pittorico che costituisce il più ampio esempio italiano di gotico internazionale.

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Con la morte di questa donna intraprendente e all’avanguardia si concluse il periodo monzese dei re Longobardi.