Trovato un uovo di coccodrillo che anticipa la comparsa di questa specie di almeno 40 milioni di anni

Il ritrovamento è avvenuto all'interno di un antico nido su una scogliera del Portogallo occidentale. Secondo i paleontologi, sulla base delle dimensioni, sarebbe l'uovo fossile di un antenato del coccodrillo lungo oltre due metri

2006

Il ritrovamento è avvenuto all’interno di un antico nido su una scogliera del Portogallo occidentale. Secondo i paleontologi, sulla base delle dimensioni, sarebbe l’uovo fossile di un antenato del coccodrillo lungo oltre due metri.

I coccodrilli comparvero sulle Terra insieme ai dinosauri circa 200 milioni di anni fa, resistettero all’estinzione di massa che coinvolse i grandi rettili ed oggi è un predatore diffuso in molte regioni del mondo. Secondo  João Russo, paleontologo della Universidade Nova de Lisboa, Portogallo, la scoperta di questo uovo di crocodylomorpha (il più vecchio di un animale strettamente imparentato con il coccodrillo moderno) risalente a 152 milioni di anni fa, nel tardo giurassico, permette di retrodatare di almeno 40 milioni di anni la comparsa di questa specie.

Il paleontologo portoghese ha aggiunto che i crocodylomorpha, rispetto ai coccodrilli moderni, erano molto più diversificati morfologicamente ed occupavano nicchie ecologiche ed alimentari diverse.

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crocodilomorfi sono un superordine di rettili arcosauri. In questo gruppo sono classificati tutti i moderni coccodrilli e i loro parenti estinti. Alcuni membri erano caratterizzati da un morso estremamente potente: in alcune specie la forza mascellare poteva arrivare a 444.000 N per 5000 kg/cm2.

Dagli anni novanta in poi, l’ordine dei coccodrilli (Crocodylia) è stato studiato a fondo, e si è così scoperto che la linea che ha condotto ai coccodrilli attuali, denominata Crurotarsi, era costituita non solo dai coccodrilli che conosciamo oggi, ma anche da molte linee filogenetiche ora estinte, estremamente diversificate e adattate a vari ambienti. È stato perciò proposto il superordine Crocodylomorpha, in modo che potesse raggruppare anche queste forme.

Le prime forme, derivate da un animale simile al piccolo Gracilisuchus, sono apparse nel corso del Triassico medio (circa 225 milioni di anni fa) e quindi sono antiche quanto i primi dinosauri: questi primi “coccodrilli” sono chiamati sfenosuchi (Sphenosuchia). Erano animali terrestri di costituzione snella, e alcune forme erano bipedi. I protosuchi (Protosuchia), apparsi qualche milione di anni più tardi, erano quadrupedi e leggermente più grandi.

Durante il Giurassico si svilupparono un gran numero di forme che invasero i mari, un tempo raggruppate nel gruppo artificiale dei Mesosuchia. Tra le forme marine da ricordare i teleosauridi (Teleosauridae) e i metriorinchidi (Metriorhynchidae), questi ultimi così adattati alla vita marina da possedere zampe trasformate in pinne e code simili a quelle dei pesci. Una forma, Dakosaurus andiniensis, possedeva un cranio costruito per attaccare altri rettili marini.

Nel Cretaceo, ulteriori linee evolutive portarono alla comparsa di forme erbivore (come Simosuchus, Chimaerasuchus e Adamantinasuchus), forme semiacquatiche giganti (come Sarcosuchus), forme simili a “iene rettiliane” (Libycosuchus) e forme compiutamente terrestri (gli Ziphosuchia, come Notosuchus e Baurusuchus). Esistevano anche forme adatte a cacciare grandi prede terrestri (come Uberabasuchus e Mahajangasuchus).

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Altri gruppi relativamente diffusi nel Giurassico, nel Cretaceo e nel Paleocene furono i Dyrosauridae (acquatici e con il muso allungato), i Trematochampsidae (robuste forme predatrici), i Gobiosuchidae (specie asiatiche molto primitive), gli Atoposauridae (di dimensioni molto piccole), i Pholidosauridae (forse ancestrali ai veri coccodrilli) e i Goniopholididae (simili nell’aspetto agli attuali coccodrilli). In Sudamerica, i crocodilomorfi poterono svilupparsi in totale isolamento anche durante il Cenozoico, e diedero origine a forme terrestri e predatrici quali Sebecus.

I primi veri coccodrilli (Eusuchia) apparvero solo nel Cretaceo inoltrato: nel 2005 è stato descritto in Australia Isisfordia duncani, un animale di medie dimensioni ritenuto prossimo all’antenato comune di tutti i coccodrilli più evoluti.

Storicamente, tutti i coccodrilli estinti o viventi venivano indiscriminatamente classificati nell’ordine Crocodylia. Ora è chiaro che questo raggruppare animali così diversi in un unico “calderone” è stato un errore, a causa dell’unicità della morfologia dei coccodrilli. L’ordine Crocodylia, al giorno d’oggi, è usato per contenere le specie viventi e alcune specie estinte strettamente imparentate, come i mekosuchini (Mekosuchinae) dell’Oceania.

Il vecchio “Crocodylia” era diviso in quattro sottordini:

  • Eusuchia (i coccodrilli in senso moderno)
  • Mesosuchia (“coccodrilli di mezzo”)
  • Protosuchia (“proto-coccodrilli”)
  • Sphenosuchia (coccodrilli ancestrali)

I mesosuchi sono oggi considerati un gruppo parafiletico contenente tutta una serie di forme molto differenti fra di loro, oggi raggruppate insieme ai Crocodylia nel grande gruppo dei Mesoeucrocodylia. La classificazione dei coccodrilli e dei loro parenti estinti, di per sé molto confusa, non è ancora stata chiarita: il solo taxon attualmente considerato valido a livello di ordine è Crocodylia, che raggruppa le tre famiglie viventi di gavialidi, alligatoridi e crocodilidi, più qualche altra famiglia estinta strettamente imparentata. La grande maggioranza dei coccodrilli fossili non è ancora stata classificata in ordini definiti. Pertanto, gruppi come sfenosuchi, protosuchi e zifosuchi sono ancora da studiare.

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