Scoperto in Siberia un nuovo sinkhole

Un nuovo cratere profondo 30 metri e largo circa 20 metri quasi perfettamente simmetrico si è aperto nella tundra siberiana, probabilmente a causa della presenza del metano al di sotto del permafrost. La scoperta è stata effettuata quest'estate da una troupe televisiva russa che stava sorvolando la zona

2022

Un nuovo cratere profondo 30 metri e largo circa 20 metri quasi perfettamente simmetrico si è aperto nella tundra siberiana, probabilmente a causa della presenza di una bolla di metano al di sotto del permafrost. La scoperta è stata effettuata quest’estate da una troupe televisiva russa che stava sorvolando la zona.
Questo tipo di fenomeno, definito in inglese “sinkhole”, si sta verificando da un po’ di tempo, e il numero dei crateri trovati nella regione siberiana è di 9 con quello che è stato scoperto quest’estate. Il primo cratere, scoperto nel 2013, si trova nei pressi di un giacimento di petrolio nella penisola di Yamal, nel Nord-ovest siberiano. I climatologi stanno monitorando tutti i crateri per riuscire a capire se esiste un nesso tra la loro origine con i cambiamenti climatici.
Sempre più spesso sta accadendo che lo scioglimento del permafrost faccia emergere i crateri formatasi al di sotto dello strato ghiacciato. Esistono molte ipotesi e leggende sulla formazione dei crateri anche molto fantasiose, tra cui troviamo la caduta di un meteorite che avrebbe formato il cratere, fino ad arrivare all’atterraggio di un UFO.
Gli scienziati ritengono invece che i crateri potrebbero essere il risultato dell’improvviso crollo delle colline o dei rigonfiamenti della tundra siberiana, che si formano quando lo scioglimento del permafrost provoca un accumulo di metano sotto la superficie, oppure che si siano formati a causa dell’esplosione di bolle di metano intrappolate nel ghiaccio, che una volta sciolto rivela le profonde aperture nel terreno.
Gli studiosi stanno analizzando da tempo il fenomeno che attualmente rimane ancora avvolto nel mistero. Infatti, al momento non se ne sa molto poiché ci sono ancora pochissimi studi che hanno indagato queste formazioni. Una cosa certa è che il fenomeno è favorito dall’aumento delle temperature. Infatti, gli scienziati sono molto preoccupati per il rilascio nell’atmosfera del gas precedentemente contenuto nei crateri, che va così ad aggiungersi alle emissioni di gas serra contribuendo al “Global Warming”.
Evgeny Chuvilin, esperto di permafrost del Skolkovo Institute of Science and Technology, ha spiegato che: “Al momento non abbiamo ancora nessuna prova sicura su come si siano formati i crateri né quanti ne esistano in totale. La scoperta dei crateri fino adesso è avvenuta in maniera del tutto casuale, visto che in quel luogo generalmente si trovano solamente i pastori con le loro mandrie al pascolo nel periodo invernale, che molto spesso non si preoccupano di segnalarli. Al momento abbiamo solo segnalazioni frammentarie da parte di gente del posto che afferma di aver sentito un rumore o visto fumo e fiamme”.
I crateri nel corso di uno, massimo due anni, si riempiono di acqua creando così dei piccoli laghetti che diventano difficili da distinguere dai comuni laghi dell’Artico. Evgeny Chuvilin ritiene che: “Il ghiaccio che si trova situato al di sopra dei crateri di solito si forma abbastanza rapidamente, per questo motivo è molto difficile che si possa osservare il fenomeno mentre sta accadendo. Infatti, tutti i crateri sono stati scoperti quando la voragine si era già totalmente aperta”.