Scheletro di Mammut lanoso rinvenuto in un lago dell’artico russo – video

Sulla penisola dello Yamal, nell'estremo nord della Siberia settentrionale sopra il circolo polare artico, sono stati recentemente trovati i resti, straordinariamente ben conservati di un esemplare adulto di mammut lanoso che vagava sulla Terra almeno 10.000 anni fa.

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Il Mammut Lanoso (mammuthus Primigenius) fu una specie di pachiderma, evolutosi dal precedente mammut delle steppe, estremamente adatta al clima gelido che si estinse oltre 5.000 anni fa nel Pleistocene, in Europa, Asia e Nord America. Questo grande proboscidato, dalle dimensioni simili a quelle di un elefante asiatico, era caratterizzato principalmente da zanne grandi di circa 4 metri, ricurve verso l’alto che utilizzava soprattutto come spazzaneve per raggiungere la vegetazione di cui si nutriva.

Per sopportare il freddo intenso delle glaciazioni sviluppò una folta pelliccia irsuta e un notevole spessore di grasso sottocutaneo. Una gobba di grasso sulle spalle costituiva una ulteriore riserva energetica. Le orecchie, contrariamente a quanto accade agli elefanti dei climi caldi che le utilizzano per dissipare il calore, erano piccole, mai superiori ai 30 centimetri.

La sua storia è molto complessa, sappiamo che sopravvisse a lungo, quasi fino ai giorni nostri, grazie alle migrazioni attraverso le quali seguiva il freddo, ma furono proprio le migrazioni che lo condussero all’isolamento ecologico che, unito al cambiamento climatico e alla difficile convivenza con l’uomo posero fine all’esistenza di questa specie.

La scoperta

Sulla penisola dello Yamal, nell’estremo nord della Siberia settentrionale sopra il circolo polare artico, nelle secche del lago Pechevalovato, a circa 25 chilometri dal villaggio di Seyaha, sono stati recentemente trovati i resti, straordinariamente ben conservati di un esemplare adulto di mammut lanoso che vagava sulla Terra almeno 10.000 anni fa. I ricercatori del Centro scientifico per gli studi sull’Artico non sono stati ancora in grado di stabilire l’età precisa del mammut al momento del decesso.



Da quanto emerso dai media russi la scoperta è avvenuta il 23 di Luglio.

Secondo gli scienziati, si tratta di uno scheletro intero di un Mammut Lanoso. Frammenti di scheletro con alcuni resti di tessuti molli sono stati trovati dagli abitanti locali, che hanno riportato in superficie una parte del cranio, le mandibole inferiori, alcune costole e un pezzo di caviglia con i legamenti ancora intatti. Gli specialisti ritengono che ci siano altri resti dello scheletro molto probabilmente incorporati nel limo ad una profondità maggiore, il che richiederà attrezzature speciali e tempo per essere recuperati. Non si esclude che in quell’area potrebbero esserci anche i resti di molti altri mammut.

Uno scienziato di un museo locale, ha affermato che è insolito trovare così tante ossa appartenenti a una singola specie e conoscerne l’esatta provenienza, anche se ad oggi esiste un solo cervello di mammut lanoso conservato al mondo, rinvenuto tra i resti mummificati di Yuka, un giovane mammut scoperto nel 2014 in Yakutia.

I resti del bestione che verranno estratti dal permafrost saranno trasportati in aereo a Salekhard per tutti gli approfondimenti del caso, mentre gli scienziati realizzeranno una mappa dettagliata di eventuali altri resti.

Il capo del villaggio di Seyakha, Stanislav Vanuito, in contatto con gli scienziati, ha affermato che i pastori di renne vedono spesso ossa di mammut intorno al villaggio e che la zona è ricca di resti di questo tipo.
Ultimamente, i ritrovamenti di resti di mammut nel nord della Russia sono diventati più frequenti a causa del riscaldamento globale e dello scioglimento del permafrost.

Fonte: Reuters

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