L’italiana Samantha Cristoforetti sarà la prima donna europea a comandare la Stazione Spaziale Internazionale

L'astronauta italiana Samantha Cristoforetti nel 2022 diventerà la prima donna europea a ricevere il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS)

734

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti nel 2022 diventerà la prima donna europea a ricevere il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Cristoforetti, popolarmente nota in Italia come AstroSam, assumerà il comando durante la spedizione 68, secondo quanto annunciato dall’Agenzia spaziale europea (ESA).

Come membro della missione Crew-4, l’astronauta milanese sarà lanciata con gli astronauti della NASA Kjell Lindgren e Bob Hines sulla ISS dalla Florida su una navicella spaziale SpaceX Crew Dragon.

Tornare alla Stazione Spaziale Internazionale per rappresentare l’Europa è di per sé un onore” – afferma Cristoforetti – “Sono onorata della mia nomina alla carica di comandante e non vedo l’ora di attingere all’esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare una squadra molto capace in orbita”.

L’astronauta 44enne – prima donna italiana nello spazio – sarà la terza donna comandante della ISS al mondo dopo due americane, Sunita Williams e Shannon Walker.

---L'articolo continua dopo la pubblicità---

Samantha Cristoforetti, ex pilota dell’Aeronautica Militare italiana ed ora in forza direttamente all’Agenzia Spaziale Europea, detiene il record di permanenza nello spazio di un astronauta europeo (199 giorni, 16 ore), e fino a giugno 2017 deteneva il record per il più lungo volo spaziale singolo di una donna.

Samantha Cristoforetti (Milano, 26 aprile 1977) è un’astronauta, aviatrice e ingegnere italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.

Con la missione ISS Expedition 42/Expedition 43 del 2014-2015 ha conseguito il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni), quest’ultimo superato nel settembre 2017 dalla statunitense Peggy Whitson a sua volta superata nel 2019 dalla collega Koch.

Nata a Milano nel 1977, è originaria di Malé (Trento), dove è cresciuta. Nel 1994 decide di approfondire il proprio percorso scolastico trasferendosi negli Stati Uniti d’America dove, grazie al programma Intercultura, frequenta per un anno la Saint Paul Central High School di Saint Paul, Minnesota. Compie gli studi superiori dapprima a Bolzano e poi a Trento, conseguendo anche la laurea magistrale in ingegneria meccanica all’Università tecnica di Monaco di Baviera, in Germania nel 2001.

---L'articolo continua dopo la pubblicità---

Nel 2001 inizia la sua carriera come pilota dell’Accademia Aeronautica, arrivando fino al grado di Capitano.

Nell’ottobre 2004 consegue la laurea triennale in Scienze Aeronautiche, presso l’ex Facoltà di Scienze Politiche, oggi Dipartimento di Scienze Politiche, dell’Università Federico II di Napoli con 110/110 e lode. La Cristoforetti, ha frequentato l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli.

Nel maggio 2009 è stata selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e dopo 5 anni diventa la prima astronauta donna di nazionalità italiana a effettuare un volo spaziale.

---L'articolo continua dopo la pubblicità---

L’11 giugno 2015 dopo 199 giorni e qualche ora sulla Stazione Spaziale Internazionale è avvenuto il rientro sulla Terra, in Kazakistan, alle 15:44 ora italiana.

Nel settembre 2015 è stata nominata ambasciatrice UNICEF durante un evento organizzato dall’Aeronautica Militare.

Ha due figli con il compagno Lionel Ferra, francese ed anch’egli ingegnere.

---L'articolo continua dopo la pubblicità---

Nel 2001 è ammessa all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, uscendone nel 2005 come ufficiale del ruolo navigante normale e con laurea in scienze aeronautiche presso l’Università Federico II a Napoli. Durante l’accademia si distingue come allieva modello, ricevendo il premio della sciabola d’onore, assegnato a chi viene riconosciuto come primo della classe per tre anni consecutivi.

Successivamente, nel 2005 e 2006, si specializza negli Stati Uniti d’America con il programma Euro-NATO Joint Jet Pilot Training (ENJJPT) presso la Sheppard Air Force Base di Wichita Falls in Texas, dove diventa pilota da guerra e viene assegnata al 132º Gruppo Volo del 51º Stormo di Istrana in Italia.

Nel suo curriculum operativo figura il servizio presso il 61º Stormo di Galatina, il 32º Stormo (Aeroporto di Amendola) e il 51º Stormo di Istrana, prima nell’ambito della Squadriglia Collegamenti (2007-2008) e poi del 132º Gruppo Cacciabombardieri (2009), e l’abilitazione al pilotaggio degli aeromobili Aermacchi SF-260, Cessna T-37 Tweet, Northrop T-38 Talon, Aermacchi MB-339A, Aermacchi MB-339CD e AMX International AMX.

A dicembre 2019 ha annunciato il congedo dall’Aeronautica Militare, in concomitanza col termine della ferma obbligatoria di 19 anni che la legava al corpo delle forze armate.

Cristoforetti Astronauta

A maggio 2009 è selezionata come astronauta dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) come prima donna italiana e terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001), risultando tra i sei migliori di una selezione alla quale avevano preso parte 8 500 tra uomini e donne.

La prima missione cui Cristoforetti prende parte, della durata di circa 6-7 mesi, è denominata ISS Expedition 42/43 Futura e prevedeva, il 23 novembre 2014, il raggiungimento della Stazione Spaziale Internazionale a bordo di un veicolo Sojuz; si tratta della prima missione di una donna italiana nello spazio e del settimo astronauta italiano, preceduta sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) da Umberto GuidoniPaolo NespoliRoberto Vittori e Luca Parmitano.

Nel programma della missione vi sono esperimenti sulla fisiologia umana, analisi biologiche e la stampa 3D in assenza di peso in modo da sperimentare anche la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la stazione stessa senza dover dipendere dagli invii da terra.

Samantha Cristoforetti testa in prima persona i dispositivi innovativi del programma Drain Brain sviluppati dal prof. Paolo Zamboni del Centro Malattie Vascolari dell’Università degli Studi di Ferrara sulla diagnosi gravitazionale del ritorno venoso cerebrale in telemedicina.