Periartrite al braccio: ecco 6 terapie efficaci

La periartrite al braccio è una patologia che interessa la spalla e il braccio e col tempo può diventare invalidante

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La Periartrite al braccio, chiamata anche malattia di Duplay, dal nome del chirurgo francese Simon-Emmanuel Duplay che nel 1872 fu il primo a scriverne, interessa le fasce muscolari, i tendini e le articolazioni della spalla, è una patologia che colpisce la spalla e il braccio, e di manifesta con un dolore crescente e un progressivo blocco dell’arto interessato.

Il quadro patologico attende principalmente a cinque tipologie:

  • Conflitto acromio-omerale;
  • Spalla dolorosa acuta conseguente a tendinite calcificante dei muscoli sopraspinato e sottospinato;
  • Rottura della cuffia dei rotatori;
  • Tendinite del capo lungo del bicipite brachiale;
  • Capsulite adesiva o “spalla congelata“.

Periartrite al braccio: come si manifesta

I sintomi della patologia emergono gradualmente e principalmente sono caratterizzati da dolore acuto e severo e senso di rigidità a livello della spalla. La periartrite al braccio può durare anche tre anni, e generalmente si evolve con esito positivo.

Il dolore e il blocco delle fasce muscolari interessate compromettono qualsiasi movimento, anche il più semplice, come il vestirsi, avere cura dell’igiene personale o guidare.

La sua evoluzione, secondo gli esperti, si distingue in tre fasi:



  • fase di congelamento;
  •  fase congelata;
  • fase di scongelamento;

La fase di congelamento è il primo step della malattia che, come è già stato detto, manifesta il suo quadro sintomatologico in maniera graduale. Essa può durare da 6 a 9 mesi e prevalentemente si riconosce da un forte dolore alla spalla; la rigidità articolare, invece, inizia a dare le prime avvisaglie. Il dolore si acuisce con il movimento, in particolare durante le ore notturne, se si dorme appoggiati alla spalla interessata.

La fase congelata della periartrite  può durare da 4 a 12 mesi, durante la quale la sofferenza che accompagna la spalla si attenua, mentre cresce la rigidità osteo-muscolare.

La fase di scongelamento, infine, può durare da 6 mesi ad anche 2 anni, e come suggerisce il nome stesso, si tratta di quella fase in cui si assiste alla piena regressione di tutti i sintomi che hanno caratterizzato le fasi precedenti.

Periartrite al braccio: le terapie

Per poter scegliere il trattamento più adeguato, sarà importante non trascurare la gravità dei sintomi. I trattamenti possono essere più o meno invasivi, a seconda delle caratteristiche del paziente:

  1. La somministrazione di farmaci anti-infiammatori, come il paracetamolo o i FANS. Questi farmaci agiscono contro l’infiammazione e riducono il dolore;
  2. La fisioterapia. Allevia la sintomatologia grazie ad esercizi di allungamento e rinforzo dei muscoli della spalla, ed esercizi per il miglioramento della mobilità dell’articolazione scapolo omerale.
  3. L’iniezione di un corticosteroide direttamente nell’articolazione interessata. I corticosteroidi sono dei potenti farmaci antinfiammatori; l’iniezione di un corticosteroide direttamente in articolazione, quindi, ha un importante effetto antidolorifico.
  4. L’idro-distensione articolare. Praticata in anestesia locale, consiste nell’iniezione direttamente nell’articolazione sofferente di una soluzione fisiologica, con lo scopo di distendere la capsula articolare e renderla meno rigida.
  5. La manipolazione della spalla in anestesia generale. Si attiva la mobilizzazione dell’articolazione scapolo omerale con lo scopo di “sciogliere” i tessuti cicatriziali presenti sulla capsula articolare.
  6. La chirurgia. Prevede un intervento in artroscopia (artroscopia della spalla), tramite cui il chirurgo elimina il tessuto cicatriziale presente sulla capsula articolare dell’articolazione scapolo omerale. Il ricorso alla chirurgia in presenza della periartrite alla spalla è molto raro ed è riservato soltanto ai casi clinici che non traggono alcun beneficio dai precedenti trattamenti.

Naturalmente  sarà importante rivolgersi al medico condotto di fiducia che a sua volta indirizzerà il paziente verso un valido specialista che saprà consigliare le terapie più adatte. Questo articolo non vuole sostituire il lavoro prezioso e fondamentale della professione medica, ma ha il solo scopo di fornire una panoramica sulla malattia.

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