La NASA vuole cercare tecnofirme aliene sui corpi del sistema solare

Descritta come prova dell'uso della tecnologia o dell'attività industriale in altre parti dell'Universo, la ricerca di tecnofirme è appena iniziata, ma potrebbe portare alla luce qualcosa di sorprendente senza molta spesa

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Dai siti degli incidenti UFO su altri pianeti e alieni che ci spiano dagli asteroidi, fino ad un radiotelescopio permanente installato sul lato più lontano della Luna. Questi sono alcuni dei possibili prossimi obiettivi della NASA secondo uno studio finanziato dalla NASA sulla ricerca della vita extraterrestre intelligente (SETI) che descrive in dettaglio come le future missioni della NASA potrebbero intenzionalmente cercare “tecnofirme” di civiltà aliene avanzate.

Descritta come prova dell’uso della tecnologia o dell’attività industriale in altre parti dell’Universo, la ricerca di tecnofirme è appena iniziata, ma potrebbe portare alla luce qualcosa di sorprendente senza molta spesa, afferma lo studio. 

Dopo aver più o meno cessato la sua ricerca di tecnofirme nel 1993 su pressioni della politica, la NASA è stata sempre più coinvolta nel SETI.

Pubblicato sulla rivista specializzata Acta Astronautica, lo studio include un elenco di ciò che le missioni della NASA potrebbero rilevare come “prova di vita extraterrestre” oltre la Terra. 

La cosa forse più intrigante che il documento suggerisce è che sonde interstellari potrebbero essere state inviate nel Sistema Solare molto tempo fa, forse durante l’ultimo incontro ravvicinato del nostro Sole con altre stelle.

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La stella più vicina al Sole in questo momento, Proxima Centauri, è distante oltre 4,2 anni luce, ma circa ogni 100.000 anni una stella arriva a quasi un anno luce dal Sole. Ci sono state quindi “decine di migliaia” di opportunità per tecnologie simili alla nostra di lanciare sonde nel nostro Sistema Solare, riferisce il documento. 

Tali artefatti potrebbero essere stati catturati dai corpi del Sistema Solare in orbite stabili o potrebbero anche essersi schiantati su pianeti, asteroidi o lune“, si legge nel documento. “Corpi con vecchie superfici come quelle della Luna o di Marte potrebbero ancora mostrare prove di tali collisioni“.

Il documento suggerisce 9 possibili scenari per le missioni che si occuperanno di caccia ad antiche tecnofirme aliene:

Missione 1: cercare siti di crash sulla Luna, Marte, Mercurio o Cerere

Le superfici di questi luoghi sono antiche e immutabili. Le prove di antichi impatti ed eventuali artefatti rimasti da questi potrebbero essersi conservate per un periodo compreso tra milioni e miliardi di anni, quindi dovremmo scansionare la Luna e Marte ad altissima risoluzione per trovare eventuali, possibili, segno di queste tecnofirme. 

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Missione 2: cerca l’inquinamento usando la Terra come modello

Come recentemente pubblicato per la NASA dagli stessi autori, il James Webb Space Telescope potrebbe individuare segni di gas CFC – una prova dell’esistenza di civiltà tecnologiche – attorno agli esopianeti se fosse 10 volte più comune che sulla Terra. Potrebbe anche individuare la presenza di biossido di azoto (NO2), un sottoprodotto della combustione o della tecnologia nucleare. 

Missione 3: individuazione di eventuali sfere di Dyson

I ricercatori della NASA hanno anche prospettato una “missione in grado di individuare calore residuo” capace di individuare le emissioni di calore di scarto tecnologico. Si tratterebbe di un’indagine a tutto cielo effettuata utilizzando un telescopio spaziale con sensibilità a molte bande infrarosse. 

Missione 4: costruire un radiotelescopio sul lato opposto della Luna

La ricerca delle tecnofirme finora è stata condotta in gran parte tramite la radioastronomia, e continua ad esserlo tramite il progetto Breakthrough Listen. Una parabola permanente sul lato più lontano della Luna, “radio-silenzioso”, sarebbe esente da contaminazione da emissioni radio umane, quindi consentirebbe ricerche super sensibili.

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Missione 5: cercare “lurkers” sugli asteroidi

Potremmo essere osservati da alieni nascosti su oggetti vicini alla Terra (NEO) ricchi di risorse, forse anche asteroidi che orbitano attorno al Sole con la Terra. 

Missione 6: preparare missioni di intercettazione di “intrusi interstellari”

‘Oumuamua e 2I / Borisov hanno attraverso il Sistema Solare senza che noi fossimo in grado di stabilire in modo definitivo la loro natura e le loro origini. Quindi dovremmo avere una missione di intercettazione pronta per il lancio la prossima volta che individueremo un oggetto interstellare che sta entrando nel sistema solare. Si pensa che con l’attivazione del nuovo osservatorio Vera C. Rubin, che avverrà nel corso di quest’anno, potremo avvistare più spesso e più facilmente i prossimi visitatori interstellari.

Missione 7: esaminare con attenzione i dati

Un più approfondito esame dei dati disponibili potrebbe darci la possibilità di rilevare prove di inquinamento atmosferico da attività tecnologiche così come eventuali cambiamenti nella luminosità degli esopianeti quando si presentano dal lato notturno. Queste sarebbero tecnofirme che, se rilevate, sarebbero estremamente convincenti.

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Missione 8: cercare in tutta la volta celeste eventuali emissioni laser

Brevi impulsi laser potrebbero essere ricercati nella luce visibile e in ampie regioni dell’infrarosso con un unico strumento. 

Missione 9: studiare i piccoli asteroidi

Alcuni asteroidi di diametro inferiore a 10 metri potrebbero essere artificiali, ma non abbiamo mai guardato cercando di capirlo. Qualsiasi cosa con superfici metalliche molto piatte polarizzerà la luce riflessa con un’elevata riflettività e dovrebbe essere abbastanza facilmente rilevabile da una ricerca attenta.