Morìa di piante tropicali tra gli effetti di “El Niño”

El Niño in grado di influenzare i modelli meteorologici globali e le precipitazioni tropicali, inoltre, a causa di questi cambiamenti, unitamente ad altri fattori estremi, può causare la morte e il successivo abbattimento di molte piante.

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Una nuova ricerca è riuscita a scoprire che gli eventi legati a El Niño, un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale, nei mesi di dicembre e gennaio in media ogni cinque anni, sono spesso associati alla siccità che caratterizza le regioni tropicali più vulnerabili al mondo.
El Niño in grado di influenzare i modelli meteorologici globali e le precipitazioni tropicali, inoltre, a causa di questi cambiamenti, unitamente ad altri fattori estremi, può causare la morte e il successivo abbattimento di molte piante.

Kurt Solander, un ricercatore idrologo del gruppo computazionale di scienze della terra presso il laboratorio nazionale di Los Alamos e autore principale dell’articolo, spiega che “Abbiamo molte informazioni su El Niño, in termini di impatto sul clima e sulle risorse delle acque superficiali. Il nuovo studio che stiamo effettuando analizza in dettaglio come El Niño può influenzare la quantità di umidità nel suolo, che consente la crescita delle piante, la produzione del cibo che mangiamo e la quantità d’acqua che dalla terra viene reimmessa nell’atmosfera attraverso l’evaporazione”.

I colleghi di Kurt Solander, Brent Newman e Chonggang Xu, all’interno del documento hanno analizzato i cambiamenti avvenuti nel contenuto di umidità nel suolo ai tropici, dopo che erano avvenuti tre eventi del “Super El Niño” negli anni passati, esattamente nel 1982-83, nel 1997-98 e nel 2015-16.

Dalla ricerca è emerso che, durante questi anni, le diminuzioni dell’umidità del suolo più gravi e più consistenti sono avvenute nelle regioni del bacino amazzonico e nel sud-est asiatico marittimo. Questi cambiamenti, che sono risultati abbastanza significativi, sono stati identificati come un fattore responsabile della morte su larga scala di molte piante. Invece, nelle zone dell’Africa orientale tropicale durante i principali eventi di El Niño, si è verificato un effetto contrario, quindi un aumento dell’umidità del suolo.

El Niño-Linked Decreases In Soil Moisture Could Trigger Massive ...



Il team di ricercatori ha utilizzato i dati raccolti a livello globale, che si basano sui modelli computerizzati e sulle osservazioni satellitari storiche, dell’umidità del suolo nella parte superficiale del terreno. Effettuando un estrazione dei dati della zona di radicazione delle parte dei tropici umidi, i cambiamenti di umidità del suolo, che sono previsti durante il super El Niño, potrebbero essere esaminati su scala locale.

Il team, per riuscire a verificare l’accuratezza dei modelli satellitari e computerizzati, ha combinato insieme tutti i dati raccolti con le misurazioni locali presi nelle zone dei tropici. Così facendo, si sono potuti identificare dei modi per poter migliorare le stime dei cambiamenti di umidità nel suolo durante gli eventi di El Niño. Inoltre, hanno mostrato che le situazioni indotte da El Niño variavano da aumenti e diminuzioni significative a cambiamenti minimi, a differenza di ciò che accade durante gli anni in cui non avviene e alla posizione spaziale.

Gli eventi del Super El Niño avvengono generalmente ogni 15-20 anni, mentre gli altri, che variano da lievi a moderati accadono ogni tre o cinque anni. Le nuove informazioni raccolte possono, a breve termine, aiutare i governi e gli agricoltori presenti nelle aree colpite, a prepararsi per le conseguenze della diminuzione dell’umidità presente nel suolo, capendo così quali saranno le culture che avranno più bisogno d’acqua durante questi eventi.

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Kurt Solander ha dichiarato che “Gli scienziati possono riuscire a prevedere questi eventi con un moderato grado di attendibilità, con una tempistica che va dai tre ai sei mesi prima. I gestori delle risorse idriche, grazie alle nuove informazioni, possono ad esempio, regolarsi con la quantità d’acqua da tenere nei serbatoi, per riuscire a compensare le diminuzioni dell’umidità previste nelle culture agricole locali”.

Il lavoro fa parte di una ricerca ancora in corso che si occupa di studiare i modelli spaziali del riciclaggio delle precipitazioni, e che determina, in modo molto efficace, la quantità di umidità che le piante riescono ad espellere nell’atmosfera.

I ricercatori di Los Alamos, nelle regioni che presentano una densità vegetativa consistente, come il bacino amazzonico, sperano di riuscire a fornire informazioni sui feedback dell’umidità atmosferica dalla vegetazione, nel frattempo che le piante cercano di adattarsi al riscaldamento climatico globale, che a sua volta riuscirà ad aiutare i ricercatori a comprendere come le precipitazioni cambieranno su una scala globale.

Fonte: Phys.org 

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