One-Way Mission to the Moon, la missione lunare di sola andata

Spronati dal discorso di Kennedy noto come "Discorso alla Rice University sullo sforzo spaziale della nazione", pronunciato il 12 settembre 1962, la NASA iniziò a lavorare all'ambizioso progetto per battere l'Unione Sovietica nella corsa alla conquista dello spazio organizzando una missione lunare entro la fine degli anni sessanta

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Nel 1961 gli USA si trovarono in netto svantaggio nella corsa alla conquista dello spazio, battuti dai sovietici che riuscirono a lanciare in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik I e il primo “cosmonauta”, il comandante Yuri Gagarin. Il Presidente John F. Kennedy pose allora un traguardo alla NASA e agli Stati Uniti: organizzare una missione lunare per inviare sul suolo del nostro satellite un gruppo di astronauti americani entro la fine del decennio.

Spronati dal discorso di Kennedy noto come “Discorso alla Rice University sullo sforzo spaziale della nazione”, pronunciato il 12 settembre 1962 dal presidente a una grande folla riunita al Rice Stadium di Houston, la NASA iniziò a lavorare all’ambizioso progetto per battere l’Unione Sovietica nella corsa alla conquista dello spazio organizzando una missione lunare entro la fine degli anni sessanta.


In quegli anni il programma Apollo, già sul tavolo da disegno come programma spaziale orbitante attorno alla Terra, venne rivisitato per attuare una missione lunare che avrebbe concesso agli Stati Uniti di inviare gli astronauti su suolo lunare e battere cosi i sovietici nella corsa allo spazio.

La NASA stava cercando un modo per portare gli astronauti sulla Luna e aveva un assoluto bisogno di farlo, con la ragionevole certezza di riportare sulla Terra l’equipaggio sano e salvo. Inoltre doveva organizzare la missione lunare prima che lo facessero i sovietici, gli USA non si potevano permettere di arrivare ancora una volta secondi.

La proposta per attuare una possibile missione lunare arrivò da due dipendenti della Bell Aerosystems Company. John M. Cord ingegnere progettista nella divisione Advanced Design e Leonard M. Seale, psicologo responsabile della divisione Human Factors.

Missione lunare di sola andata

I due scienziati nel 1962 svelarono la loro proposta di missione lunare all’Institute of Aerospace Sciences di Los Angeles. La missione venne denominata “One-Way Manned Space Mission”.

Il progetto di missione lunare proposto da Cord e Seale prevedeva che il veicolo spaziale. con un solo astronauta a bordo, seguisse un percorso di ascesa diretta verso la Luna. Il veicolo spaziale sarebbe stato lungo dieci metri per sette di diametro, con un peso a vuoto di meno della metà della capsula Mercury.

All’interno del veicolo spaziale, l’unico astronauta avrebbe portato con se una riserva d’acqua per 12 giorni, ossigeno per 18 e una riserva di emergenza per ulteriori 12 giorni, una tuta, uno zaino alimentati a batteria e tutti gli strumenti e le forniture mediche di cui avrebbe potuto avere bisogno.

L’astronauta solitario avrebbe impiegato circa due giorni e mezzo per compiere il viaggio e in seguito sarebbe sceso sul suolo Lunare. Una volta allunato avrebbe avuto poco meno di dieci giorni per installare l’habitat che gli avrebbe consentito di sopravvivere.

Il coraggioso astronauta avrebbe potuto usufruire di 4 moduli di carico con sistemi di supporto vitale preinstallati dotati di un reattore nucleare per generare l’energia elettrica necessaria.

Due moduli accoppiati sarebbero diventati l’alloggio principale, mentre gli altri, nascosti all’interno delle grotte lunari, una caratteristica che Cord e Seale presumevano dominasse il paesaggio lunare, avrebbero fornito la protezione necessaria dalle tempeste solari e dalle radiazioni ionizzanti dannose.

La missione lunare poteva ora iniziare, l’astronauta sarebbe rimasto sul suolo del nostro satellite per due anni prima che una nuova missione lo recuperasse per riportarlo, sano e salvo, sulla Terra. Cord e Seale ritenevano che la missione lunare potesse essere lanciata già nel 1965, un anno dove l’attività solare prevista sarebbe stata minima.

In quei due anni sarebbero stati realizzati veicoli spaziali più grandi e potenti, capaci di portare sulla Luna le astronavi Apollo con tre membri a bordo. Le missioni Apollo sarebbero partite alla fine del 1967.

La proposta di Cord e Seale era incredibilmente pratica. Dato che l’astronauta non sarebbe ripartito dalla superficie lunare, non avrebbe avuto bisogno di trasportare con se ne il carburante necessario, ne pesanti moduli di risalita, ne i pesanti scudi termici o i paracadute.

Trascorsi i due anni di missione lunare sarebbe stato “riacquisito” e riportato sulla Terra a bordo di un altro veicolo spaziale, sano e salvo. La missione lunare di sola andata era una proposta economica ed efficiente. Tuttavia era anche molto pericolosa.

La proposta di missione lunare non includeva esuberi; l’invio diretto non avrebbe dato all’astronauta solitario alcuna possibilità di interrompere la sua missione dopo il lancio. Avrebbe dovuto affrontare tutti gli eventuali problemi da solo, sapendo che non sarebbe stato in grado di fare un rapido ritorno sulla Terra in caso di incidenti.

La proposta ovviamente non venne mai accettata, poche settimane dopo l’annuncio della “missione di sola andata”, nel luglio del 1962 la NASA annunciò di aver scelto una modalità di invio più complicata ma più sicura chiamata Lunar Orbit Rendezvous (LOR) per le missioni Apollo.

Le missioni lunari Apollo portarono sul suolo Lunare 12 astronauti e tutti e 21 gli astronauti selezionati tornarono sulla Terra sani e salvi. La NASA riusci a salvare la vita ai tre membri dell’equipaggi della missione lunare Apollo 13 che fecero ritorno grazie alla genialità dei membri del controllo missione e al loro stesso coraggio.

Gli USA vinsero la sfida tecnologica e non solo con L’unione sovietica allargando l’orizzonte umano a dismisura.