La strage di Nantes: che fine ha fatto Xavier?

A Nantes si è svolto uno dei crimini più efferati e che ha sconvolto la Francia e che prende il nome dell'antica città: la strage di Nantes. Molti ancora sono i quesiti a cui dare risposta

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Siamo a Nantes, antica e bella città francese sulla Loira, patria di Jules Verne. È il 5 aprile del 2011. Un esattore bussa al numero 55 di Boulevard Schumann, un bel viale alberato in un quartiere borghese. Deve riscuotere 20.000 euro dal padrone di casa, l’imprenditore Xavier Dupont de Ligonnès. Nessuno gli risponde e, dopo qualche tentativo, l’uomo se ne va.
L’indomani è una ragazza a bussare alla porta: è la fidanzatina di Arthur, figlio ventenne di Xavier, preoccupata per il suo silenzio, ma anche in questo caso nessuno le apre la porta. La ragazza è meravigliata di non sentire nessun rumore, neanche i due cani della famiglia abbaiano. Dopo un po’ torna a casa sua.
L’8 aprile Xavier si collega dall’indirizzo IP di casa sua al forum cattolico integralista cite-catholique.com e invia anche una email a suo cognato, un messaggio tranquillo e banale.
L’11 aprile il liceo privato dove studiano i figli minori di Xavier, Anne di 16 anni e Benoit di 13, riceve una lettera con la quale i ragazzi vengono ritirati dalla scuola, insieme col pagamento delle rette ancora in sospeso; lo stesso giorno la lettera di dimissioni di Agnès, moglie di Dupont, arriva al preside della scuola in cui la donna insegna catechismo: lui cerca di raggiungerla per telefono per avere spiegazioni, senza riuscirci.
Negli stessi giorni amici e parenti della famiglia ricevono una lettera dattiloscritta, senza firma, nella quale Xavier e Agnès annunciano la loro prossima partenza per gli Stati Uniti. Si recheranno laggiù per vivere sotto copertura ed esercitare un’attività di spionaggio per conto della DEA (l’agenzia federale americana che combatte il traffico di droga). I destinatari delle lettere sono basiti: è mai possibile che un’attività tanto delicata, che dovrebbe rimanere segreta, venga annunciata così tranquillamente?
Il 13 aprile, finalmente, una negoziante del luogo che conosce bene Agnès avvisa la polizia della scomparsa della famiglia, ma un primo sopralluogo non dà nessun riscontro: la casa è pulita e in ordine, gli armadi sono quasi tutti vuoti. Nessuna traccia di violenza.
Manca una delle auto dei Dupont, una Citroen C5. Si tratta di una berlina a 5 posti: com’è possibile che sei persone coi loro bagagli, più due grossi labrador, siano andati via con quell’auto?
Il 19 aprile viene aperta un’inchiesta per disparition inquiétante (scomparsa preoccupante). Due giorni dopo, nel corso di una ennesima perquisizione, sepolti sotto un balcone vengono rinvenuti i resti di Agnès e dei suoi quattro figli, in pigiama, avvolti in delle coperte, sistemati in sacchi di juta e ricoperti di calce viva per accelerarne la decomposizione e attenuarne l’odore. Anche i due labrador sono stati abbattuti e sepolti nei pressi.
Solo Xavier manca all’appello.
Vediamo ora un po’ più da vicino i protagonisti di questo dramma.
Xavier Dupont de Ligonnès ha cinquant’anni: appartiene a un’antica famiglia nobile francese ed è un imprenditore. Ha creato successivamente molte piccole attività di mediocre successo. Si trova in un momento delicato, sommerso dai debiti e dai fallimenti professionali, costretto a chiedere prestiti ad amici e parenti.
Ha sposato nel 1991 Agnès Hodanger, anche lei di ottima famiglia, già madre di un bambino, Arthur, che Xavier adotta come figlio: dal matrimonio nascono altri tre bambini, Thomas, Anne e Benoit.
La famiglia è apparentemente perfetta: quattro bei ragazzi, educati, rispettosi, bravi a scuola. I due minori studiano in scuole private cattoliche, la domenica vanno tutti a messa coi genitori.
Si scopre che un anno prima della tragedia, due amici di Xavier avevano ricevuto una sua lettera di questo tenore: “Se mi va male ho solo due soluzioni: sparire con la mia macchina o dar fuoco alla baracca quando tutti dormono. Dovrò prendere una decisione definitiva: suicidarmi da solo o fare un suicidio collettivo…”. Non si conoscono le reazioni dei destinatari di questa strana missiva.
Il 21 aprile vengono praticate le autopsie sui corpi, e da queste risulta che Agnès e i suoi figli sono stati drogati prima di morire e quindi uccisi con due colpi di carabina calibro 22 (posseduta da Xavier) a bruciapelo.
I parenti, che vogliono riconoscere i morti, vengono caldamente dissuasi, e solo il giorno dopo il giudice dà il permesso di inumazione. Questo rafforza nella madre e nella sorella di Xavier il dubbio che non si tratti, in realtà, dei corpi dei loro cari. Il funerale ha luogo nel massimo riserbo il 28 aprile e quindi i corpi vengono cremati.
Intanto le ricerche di Xavier sono partite. Non si tarda a trovare le tracce dell’uomo: sembra che Dupont de Ligonnès, come Pollicino, si diverta a lasciare le sue briciole dappertutto: non è il viaggio di un fuggiasco, ma di un turista.
La Rochelle, Tolosa, Pontet in Vaucluse, Roquebrune: il viaggio di Xavier si snoda attraverso la Francia meridionale, l’uomo soggiorna in hotel, pranza al ristorante, sempre usando la sua carta di credito, ritira denaro al bancomat mostrandosi tranquillamente alla telecamera.
Una camera di sorveglianza dell’hotel Formule 1 (catena francese di alberghi economici situati sulle autostrade e sulle strade statali) lo riprende la sera del 14 aprile, quando ancora la strage non è stata scoperta.
Roquebrune è l’ultimo luogo certo nel quale Xavier sia stato visto. La Citroen C5 viene ritrovata nel parcheggio dell’hotel.
Il 29 aprile un’importante battuta di ricerca viene effettuata nella zona, soprattutto sul Massif des Maures, nei pressi di Roquebrune, senza risultato. Vengono impiegati anche speleologi per perquisire le caverne, molto numerose sulla montagna.
Nel 2015 degli escursionisti scoprono nella Foresta di Bagnols, vicino a Roquebrune, delle ossa umane vicino ai resti di una specie di accampamento, dove vengono ritrovati anche altri oggetti tra cui una rivista datata 2011. L’analisi del DNA sui resti, però, dimostrerà che le ossa non sono di Xavier ma di uno sconosciuto.
L’11 ottobre 2019, lo scoop: il giornale Le Parisien annuncia in prima pagina l’arresto dell’Uomo più ricercato di Francia all’aeroporto di Glasgow, in Scozia.
L’emozione, in Francia, è grande: ma l’indomani arriva la doccia fredda: l’uomo arrestato a Glasgow è un altro. Le sue impronte digitali hanno solo piccole somiglianze con quelle di Xavier, e dopo qualche tempo l’analisi del DNA dà la risposta definitiva.
A tutt’oggi, l’affaire Dupont de Ligonnès è ancora aperto. Recentemente una puntata della serie tv Netflix Unsolved mysteries è stata dedicata a questa strana storia.
Fonti:

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