La colonizzazione della Luna

La NASA ha annunciato che 2 astronauti, un uomo e una donna, scenderanno sulla Luna. Nel 2017, Donald Trump ha firmato una direttiva per riportare gli astronauti americani sulla Luna e inviarli verso altre destinazioni

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A molti sembra una folla assurda e insensata, ma sono stati elaborati piani per colonizzare la Luna. La NASA ha annunciato che 2 astronauti, un uomo e una donna, scenderanno sulla Luna. Nel 2017, Donald Trump ha firmato una direttiva per riportare gli astronauti americani sulla Luna e inviarli verso “altre destinazioni”. La Nasa ha affermato che mirerà a farlo entro il 2028. Ma recentemente l’amministrazione ha ordinato all’agenzia spaziale di anticipare la prima missione al 2024, per rispondere così alle ambizioni lunari cinesi.

Questa volta, la Nasa vuole fare le cose in modo diverso. La Luna fa parte di un ambizioso progetto di esplorazione dello spazio profondo, compresa la conquista di Marte, quindi parte del piano è stabilire un avamposto lunare.

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“Non torneremo sulla Luna per lasciare bandiere e impronte e poi non ci torneremo per altri 50 anni“, ha detto l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine. “Andremo in modo sostenibile, per restare, con lander, robot, rover ed esseri umani”. 

Ma la Nasa potrà organizzare in sicurezza la missione entro la scadenza, dato che l’hardware critico non è stato né costruito né testato?

“Sarà rischioso”, afferma John Logsdon, professore emerito di scienze politiche e affari internazionali alla George Washington University di DC. Ma aggiunge: “Se non siamo disposti ad accettare un certo livello di rischio, dovremmo restare a terra. Il problema è bilanciare il rischio con l’attività “.

Le missioni lunari effettuate della Nasa presero il nome dal dio greco Apollo. Le prossime missioni prenderanno il nome di Artemis,  in onore della mitica sorella gemella, di Apollo. Inoltre, ci sono già speculazioni sull’identità della prima donna che camminerà sul suolo lunare.
Parte della missione Artenis è studiare la possibilità di colonizzare il nostro satellite, utilizzando materiali estratti dal suolo per costruire strutture dove gli astronauti possano vivere, studiare e lavorare. Un possibile habitat potrebbe essere realizzato utilizzando dei cilindri (nella foto Sotto) che proteggeranno gli astronauti dalle radiazioni e dagli sbalzi termici. Sarebbero costruiti con la regolite, formata da sedimenti, polvere e frammenti di materiale che compongono lo strato più esterno della superficie della Luna.
Sulla Terra la regolite ha origine dalla degradazione delle rocce causata dall’azione degli organismi e dall’attività erosiva degli agenti esogeni. Le motivazioni della sua presenza su suolo lunare (e marziano) sono invece da ricercarsi in primo luogo negli impatti con meteoroidi e nella conseguente frammentazione di grandi rocce in detriti di dimensioni sempre più piccole.Gli scienziati ritengono che la regolite potrebbe essere utilizzata per realizzare i mattoni, che si cuoceranno in speciali forni solari. Ma l’habitat lunare oltre a proteggere gli occupanti dalle radiazioni e dagli sbalzi estremi della temperatura deve disporre di un’atmosfera respirabile e di acqua per le varie esigenze.
Per questo la colonia lunare verrebbe realizzata all’interno di un cratere ricco di ghiaccio dal quale si potrebbero estrarre  l’ossigeno e l’idrogeno. Gli scienziati chiamano la colonia “Moon Village”. La NASA sta pensando di utilizzare la Luna come base per lanciare gli astronauti verso Marte già nel prossimo decennio.Le colonie avranno bisogno anche di energia, sia per la loro realizzazione, sia per il loro funzionamento. L’energia verrà fornita da pannelli solari e probabilmente da piccoli generatori nucleari che assicureranno luce e calore nelle lunghe notti lunari.Ma gli astronauti dovranno arrivare sulla Luna e dovranno avere la possibilità di tornare sulla Terra in sicurezza, per questo a breve verrà testato un nuovo vettore chiamato Space Launch Sistem o SLS.
Al vettore SLS si integrerà la capsula Orion, che trasporterà gli astronauti fino all’orbita lunare, dove la capsula effettuerà l’aggancio con il LEM. A differenze del vettore Saturno V il lanciatore storico della NASA che trasportava in un unico lancio il LEM , la capsula di comando e il modulo di servizio, per il rientro.  Il progetto del SLS. garantirebbe un carico utile di 70 000 kg in orbita bassa grazie a tecnologie riprese da quelle dello Space Shuttle.La versione finale del SLS, quello che porterà le prime tre missioni Artemis sulla Luna avrà una capacità di carico di 95 000 kg verso l’orbita terrestre bassa. Tre aziende sono incaricate della costruzione del lanciatore: Boeing sta costruendo il core centrale (primo e secondo stadio), Aerojet- Rocketdyne i motori RS-25 che lo alimenteranno, e Northrop Grumman i booster laterali a propellente solido.Lo Space Launch System è composto da due stadi, ed è alto 95 metri nella sua versione base.
Attualmente ne è prevista una seconda versione con un secondo stadio più potente ed una terza dove sono aggiornati e migliorati anche i booster laterali. L’ultima versione porterebbe un carico utile in orbita terrestre bassa di 130 000 kg e in orbita lunare superiore ai 45 000 kg, L’utilizzo della terza versione, se non verrà annullata, è prevista per il 2030.
Fonte: https://www.tmz.com/2020/12/12/astronauts-home-house-moon-colony-village