La bufala dei batteri del Surveyor

La colonia batterica ritrovata in una telecamera recuperata dal Surveyor 3 fu, in realtà, una contaminazione

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di Oliver Melis

Il Surveyor 3 fu il terzo lander lunare lanciato dagli Stati Uniti verso la Luna. Lanciato il 17 aprile del 1967 tramite il razzo vettore Atlas-Centaur per raccogliere informazioni ambientali utili per le successive missioni Apollo, venne immesso direttamente in una traiettoria di impatto con la Luna.

Dopo un volo senza intoppi, toccò la superficie della Luna il 20 aprile nel Mare Cognitium. Il suo allunaggio fu molto movimentato, alcune rocce con un elevato potere riflettente confusero il radar di bordo e il razzo non si spense all’altezza corretta. la conseguenza portò la sonda a rimbalzare per due volte, raggiungendo i 10 metri di altezza con il primo rimbalzo e 3 metri con il secondo, successivamente allunò.

La sonda aveva a bordo un braccio robotico che utilizzò per scavare delle trincee nel suolo lunare allo scopo di fotografarlo e studiarne la consistenza e composizione. All’arrivo della notte lunare, il 3 maggio 1967, la sonda fu spenta per preservare la carica delle batterie; tuttavia, alla successiva alba lunare, dopo 14 giorni terrestri, la sonda non si riattivò più.

Il sito dove si trovava il Surveyor 3 fu visitato in seguito dagli astronauti dell’Apollo 12 che approdarono sul suolo Lunare il 19 Novembre 1969: Pete Conrad e Alan Bean raccolsero alcuni strumenti dalla sonda (fra cui la telecamera) e li riportarono a Terra.



Al rientro la scoperta: sulla fotocamera smontata dalla sonda lunare Surveyor vi era una colonia di batteri Streptococcus mitis, di origine terrestre. Da lì la deduzione che la fotocamera si fosse accidentalmente contaminata prima del lancio e che la colonia batterica fosse sopravvissuta per 2 anni e mezzo sulla Luna, resistendo al lancio, al vuoto dello spazio, alle temperature lunari glaciali, nonché alla scarsità, o forse alla totale assenza, di nutrimento.

Nel 2011, poi, un gruppo di ricerca guidato da John Rummel, presidente del Panel on Planetary Protection del Committee on Space Research (Cospar), l’organizzazione scientifica interdisciplinare dedicata al progresso internazionale in tutte le aree di ricerca scientifica effettuata con veicoli spaziali, ha svelato, in collaborazione con studiosi della Nasa stessa, il mistero della colonia di batteri: gli astronauti continuarono a contaminare la fotocamera al rientro a terra, quindi le analisi effettuate dopo la missione riscontrarono batteri che provenivano dagli astronauti stessi.

Lo stesso Rummel afferma infatti :”[Gli astronauti] trovarono solo la propria contaminazione”.

Questa scoperta tronca di netto la teoria di chi sostiene che i semi della vita sono sparsi nell’universo e che quindi non abbia senso cercare l’origine della vita, perché questa è antica quanto la materia stessa.

Il mistero è stato svelato analizzando cosa realmente è successo in quel periodo. Infatti si è capito che coloro che parteciparono alle analisi dell’epoca indossavano dei camici con le maniche corte, che lasciavano scoperte le braccia con la parte finale delle maniche al di sopra del misuratore che poteva fungere da sorgente di inquinamento batterico.

La scoperta della contaminazione serve da monito per le missioni future, soprattutto quelle che mirano a riportare campioni da Marte; Rummel infatti precisa: “Nel controllare le contaminazioni, dobbiamo essere estremamente più attenti di quanto fu fatto con la fotocamera di Surveyor 3, altrimenti i campioni che verranno da Marte potrebbero risultare ricoperti di ‘vita terrestre’ al loro rientro, impedendoci di scoprire se abbiamo portato sul nostro pianeta vita di Marte. Possiamo e abbiamo il dovere di fare un lavoro migliore con i campioni che rientreranno dalla missione su Marte”.

La presunta sopravvivenza sul suolo lunare di una colonia batterica terrestre trovata sulla fotocamera di Surveyor 3 è dunque un falso.

Gli scienziati lo hanno dimostrato ponendo fine a un mistero decennale, rivelando la loro scoperta al meeting ‘The Importance of Solar System Sample Return Missions to the Future of Planetary Science’, sponsorizzato dal Planetary Science Division and Lunar and Planetary Institute della Nasa, che si è tenuto nel Marzo 2011 in Texas (Usa).

Fonte: www.space.com; http://www.nextme.it; Wikipedia.

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