In Gran Bretagna sono cresciuti i timori per i cambiamenti climatici

Le forti tempeste atlantiche che hanno investito il Regno unito nel mese di febbraio aumentato la consapevolezza dei cambiamenti climatici nella popolazione.

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Secondo il Met Office il mese scorso è stato il febbraio più piovoso nel Regno Unito, battendo ogni record dal 1862.
Il Regno Unito ha avuto una media di precipitazioni di 209,1 mm il mese scorso, arrivando a toccare il 237% in più rispetto alla media, considerando i dati raccolti dal 1981 al 2010 per il mese di febbraio.
Un sondaggio effettuato suggerisce che quasi un quarto delle persone ritiene che il cambiamento climatico sia “una questione urgente da affrontare per il Regno Unito. Inoltre le persone che hanno partecipato al sondaggio, che sono 1.401, hanno dimostrato che la preoccupazione per i cambiamenti climatici è letteralmente raddoppiata dal 2016.
Su gran parte del Regno Unito il passaggio delle tempeste Ciara, Dennis e Joerge, nel mese di febbraio, ha causato precipitazioni che hanno rovesciato un enorme quantità d’acqua.
La tempesta Dennis è riuscita a raggiungere la seconda posizione nel database di dati presi dal 1891 ad oggi, per quanto riguarda le precipitazioni medie registrate in un giorno. Le tempeste Ciara e Jorge sono riuscite a comparire per la quantità di piogge nelle medie di precipitazioni del Regno Unito.
Il dott. Mark McCarthy, capo del National Climate Information Center ha dichiarato che “Avere tre eventi così estremi nel corso dello stesso mese è eccezionalmente raro”.
Lo studio effettuato dal Met Office è riuscita a dimostrare, grazie ad una serie di prove, che le precipitazioni estreme che avvengono nel Regno Unito sono un fattore di rischio significativo, e che i cambiamenti climatici hanno aumentato di molto la quantità di eventi con precipitazioni estreme.
Uno studio effettuato dall’Understanding Risk Group dell’Università di Cardiff, che si è basato su 1.401 persone intervistate a livello nazionale, dimostra che l’impatto dei cambiamenti climatici desta una crescente preoccupazione. Secondo lo studio il 23% degli intervistati ha affermato che il cambiamento climatico è il problema più urgente per il Regno Unito per i prossimi due decenni, secondo solo alla Brexit che raggiunge il 25%.
Il sondaggio rivela anche che la preoccupazione per i cambiamenti climatici è aumentata, arrivando a toccare la quota del 40% degli intervistati, il doppio rispetto al 2016, che hanno inoltre dichiarato di essere molto o addirittura estremamente preoccupati per la situazione climatica. Nel gruppo campione è stato rivelato che lo scetticismo era molto basso, il 64% degli intervistati ha dichiarato che la Gran Bretagna sta già subendo gli effetti del cambiamento climatico, dato decisamente mutato rispetto al 41% registrato nel 2010.
Il prof. Nick Pidgeon, uno degli autori dello studio, ha affermato che “La crescita dell’attivismo e la copertura mediatica del problema dei cambiamenti climatici, hanno fatto si che i risultati ottenuti, riguardanti la crescente preoccupazione per il clima, non mi sorprendesse poi molto”. Tuttavia, è rimasto davvero sorpreso dall’atteggiamento delle persone nei confronti dei cambiamenti climatici, come le ondate di calore o il riscaldamento, radicalmente cambiato in confronto al sondaggio effettuato nel 2013.
Pidgeon ha dichiarato alla BBC News che “nell’ultimo sondaggio effettuato era abbastanza chiaro che le persone non vedessero le ondate di calore come parte del cambiamento climatico nel Regno Unito. Ora la situazione è notevolmente cambiata, fattore molto importante sia per la politica che per le persone”.

Cambio del paradigma

Il prof. Nick Pidgeon afferma che il sondaggio, effettuato nell’ottobre 2019 e quindi molto prima della diffusione globale del coronavirus, rileva che la preoccupazione per i cambiamenti climatici si stanno inculcando nelle menti delle persone. Inoltre, si sta verificando un cambiamento di paradigma, che sta portando ad una maggiore consapevolezza ambientale nella società.
I risultati dello studio, finanziato dal consiglio della ricerca britannica, saranno utilizzati dal comitato per i cambiamenti climatici, che si occupa di fornire consulenza al governo del Regno Unito in questa materia.
La dott.ssa Kate Lonsdale, co-campionessa del programma di resilienza climatica del Regno Unito, ha osservato che “Il consenso scientifico riguardante l’aumento delle probabilità e della gravità dei rischi climatici è sempre più evidente. Ogni giorno che passa si nota sempre di più che le persone in Gran Bretagna vedono in modo tangibile l’aumentare dei rischi dei cambiamenti climatici nelle loro vite, ma sopratutto lo vedono come una cosa che sta già accadendo e non in futuro lontano o in altri luoghi”.
L’arrivo delle tre tempeste nel mese di febbraio ha portato ad enormi difficoltà nei sistemi fluviali e provocato l’allagamento di migliaia di case nello Yorkshire, nel Galles e nelle Midlands occidentali.
John Curtin, direttore esecutivo della gestione delle inondazioni e dei rischi costieri dell’Agenzia per l’ambiente, ha affermato che le precipitazioni da record e il livello dei fiumi hanno messo a dura prova tutte le difese contro le alluvioni nella nazione, che comunque sono state in grado di proteggere più di 80.000 case. Nonostante ciò John Curtin ha aggiunto che “Ogni casa allagata è un immane tragedia personale, e con un clima così che cambia in modo veloce, bisognerà diventare sempre più resistenti alle inondazioni”.

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