Il Solar Orbiter ha effettuato il suo primo passaggio ravvicinato del Sole

Il Solar Orbiter ha cominciato la sua fase di crociera, che gli permetterà di avvicinarsi ancora di più alla superficie del Sole, a circa 42 milioni di chilometri, molto più vicino di Mercurio rispetto alla stella.

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Il Solar Orbiter dell’Agenzia spaziale europea ha effettuato il suo primo passaggio ravvicinato del Sole, avvicinandosi a 77 milioni di chilometri dalla superficie della nostra stella.
Il primo perielio del veicolo spaziale, ossia il punto nell’orbita più vicino al Sole, era all’incirca la metà della distanza tra la nostra stella e la Terra.
Daniel Müller, scienziato del progetto Solar Orbiter dell’Agenzia spaziale europea, ha comunicato che “la sonda ha avuto il suo primo incontro ravvicinato alle 3.35 del mattino, ora solare orientale (07.35 UTC)”. Le riprese effettuate con i telescopi, che sono situati a bordo della sonda e che saranno rilasciate a luglio, sono le immagini più ravvicinate mai catturate fino ad ora del Sole, aggiungendo che “non abbiamo mai fatto foto al sole da più vicino di così”.
Il Solar Orbiter, la cui missione è una collaborazione congiunta tra l’Agenzia spaziale europea e la NASA, è stato lanciato a febbraio per riuscire a studiare il Sole, ed è dotato di 10 strumenti in grado di osservare la corona della nostra stella, ossia la sua atmosfera, i poli e il disco solare. Il Il Solar Orbiter è dotato di strumenti in grado di misurare i campi magnetici del Sole e il vento solare, il flusso energizzato di particelle emesse dalla stella, che spazza tutto il nostro sistema solare.
Gli scienziati spiegano che l’importanza di comprendere il campo magnetico del Sole e il vento solare sono fondamentali, perché essi influiscono sul clima spaziale, e di conseguenza sul pianeta Terra, interferiscono con i nostri sistemi in rete, come i GPS, con le comunicazioni, e persino con gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Il campo magnetico del Sole è così potente da riuscire a estendersi oltre a Plutone, fornendo un percorso per il vento solare che attraversa direttamente l’intero sistema solare.
Daniel Müller ha dichiarato che “i nostri telescopi a raggi ultravioletti hanno la stessa risoluzione spaziale del Solar Dynamic Observatory (SDO) della NASA, che è in grado di catturare immagini ad alta risoluzione del Sole da un’orbita vicino alla Terra. Attualmente la sonda si trova a metà distanza tra il Sole e la Terra, e le nostre immagini posseggono una risoluzione doppia, rispetto alla SDO durante questo perielio”.
Il Solar Orbiter ha cominciato la sua fase di crociera, che gli permetterà di avvicinarsi ancora di più alla superficie del Sole, a circa 42 milioni di chilometri, molto più vicino di Mercurio rispetto alla stella.
I quattro strumenti posizionati esternamente sul veicolo spaziale, e quindi direttamente esposti all’ambiente esterno, sono già pienamente attivi per riuscire a misurare le proprietà del vento solare lungo il percorso della sonda. Inoltre, sono in grado di testare l’ambiente attorno al veicolo spaziale, mentre gli altri sei strumenti forniscono quello che viene definito il telerilevamento.
ESA - Solar Orbiter
“il Solar Orbiter, dopo un ultimo passaggio intorno alla Terra, che effettuerà nel 2021, si avvicinerà alla parte illuminata dal Sole di Mercurio, quindi al pianeta più interno del sistema solare. Successivamente, la missione utilizzerà la gravità di Venere per riuscire a lasciare il piano eclittico del sistema solare, fase in cui cercherà di esplorare e catturare le immagini delle regioni polari del Sole, un luogo mai visto prima d’ora”.