L’estinzione dei Neanderthal

L'estinzione dei Neanderthal, avvenuta per cause ancora da comprendere, non ci lascia completamente all'oscuro e sono diverse le conoscenze che sono state acquisite su questa particolare specie umana

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Secondo un nuovo studio, l’estinzione dei Neanderthal sarebbe avvenuta molte migliaia di anni prima di quanto ritenuto. La datazione al radiocarbonio dei resti trovati all’interno della Spy Cave hanno fissato l’età dei reperti a 24.000 anni fa, un’epoca molto più recente rispetto all’ultima datazione che ha dato un risultato molto diverso.

I resti dei Neanderthal ritrovati nella grotta sarebbero molto più vecchi, di molte migliaia di anni. Il risultato indica che i resti risalgono a un’epoca compresa tra i 44.200 e i 40.600 anni fa.

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L’estinzione dei Neanderthal, avvenuta per cause ancora da comprendere, non ci lascia completamente all’oscuro e sono diverse le conoscenze che sono state acquisite su questa particolare specie umana.

L’Uomo di Neanderthal ha preso il nome dalla località dove per la prima volta nel 1856 furono trovati i suoi resti: la valle del fiume Neander in Germania. Visse nell’età paleolitica tra i 100 mila e i 35 mila anni fa. Durante il XX secolo, fossili di Neanderthal furono ritrovati in decine di siti europei e dell’Asia occidentale.

Il suo cranio era lungo e schiacciato, aveva la fronte bassa, le arcate sopraccigliari robuste, la bocca larga e il mento quasi assente.

Era di corporatura massiccia e di statura medio bassa. Mani e braccia dovevano essere particolarmente forti. Camminava in maniera eretta. L’uomo di Neanderthal abitava nelle caverne e fabbricava utensili con le ossa degli animali e costruiva armi in pietra. Usava le pelli degli animali per coprirsi dal freddo e costruire tende.

Era un cacciatore – raccoglitore, padroneggiava l’utilizzo del fuoco e cuoceva i cibi. L’uomo di Neanderthal viveva in gruppi familiari e sappiamo che seppelliva e onorava i defunti.

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Nell’ultimo periodo della sua esistenza ha convissuto con l’Homo sapiens. È scomparso circa 35 mila anni fa per cause non ancora certe.

Nel nuovo studio sull’estinzione dei Neanderthal, il co-autore Thibaut Deviese dell’Università di Oxford e dell’Università di Aix-Marseille ha dichiarato all’AFP che con il suo team è riuscito a sviluppare un metodo più preciso per la preparazione dei campioni, una tecnica in grado di eliminare gli agenti contaminanti.

Capire come è avvenuta l’estinzione dei Neanderthal e di altre specie umane è considerato un primo passo fondamentale verso una comprensione più completa della loro natura e delle loro capacità, nonché sul motivo per cui alla fine si sono estinti mentre i nostri antenati sapiens prosperavano.

La misura dell’estinzione dei Neanderthal

Il nuovo metodo utilizzato è basato ancora sulla datazione al radiocarbonio, a lungo considerata il gold standard della datazione archeologica, ma affina il modo in cui i campioni vengono raccolti.

Tutti gli esseri viventi assorbono il carbonio dall’atmosfera e dal cibo che consumano, compresa la forma radioattiva carbonio-14 , che ha un tempo di decadimento, o di “dimezzamento” noto.

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Poiché le piante e gli animali smettono di assorbire il carbonio-14 quando muoiono, la quantità contenuta nei loro resti al momento della datazione ci dice quanto tempo fa hanno vissuto.

Quando si tratta di ossa, gli scienziati estraggono la parte costituita da collagene perché è organica.

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“Quello che abbiamo fatto è fare un ulteriore passo avanti”, ha detto Deviese, poiché la contaminazione dall’ambiente di sepoltura o attraverso le colle utilizzate per il lavoro del museo può compromettere il campione.

Per ottenere una datazione corretta, il team ha cercato gli elementi costitutivi del collagene, le molecole chiamate amminoacidi, e in particolare i singoli amminoacidi specifici che potevano essere sicuri facessero parte del collagene.

Gli autori della ricerca hanno anche datato esemplari di Neanderthal da altri due siti belgi, Fonds-de-Foret ed Engis, riscontrando età comparabili.

Grazie alle nuove datazione il team, a due secoli dalla scoperta, è riuscito grazie alla nuova tecnica, a datare in maniera affidabile i resti del bambino di Neanderthal scoperto a Engis.

Il sequenziamento genetico è stato in grado di dimostrare che un osso della spalla di Neanderthal ritenuto risalire a 28.000 anni fa era invece fortemente contaminato da DNA bovino. Questo ha suggerito che l’osso era stato preservato con una colla a base di ossa di bovino.

“La datazione è cruciale in archeologia. Senza un quadro cronologico affidabile non possiamo essere veramente sicuri di comprendere le relazioni tra uomini di Neanderthal e Homo sapiens”, ha aggiunto il coautore Tom Higham dell’Università di Oxford.

Ai Neanderthal è stato attribuito la realizzazione e l’utilizzo di strumenti di pietra che è stato interpretato come un segno della loro grande intelligenza. Ma se l’estinzione dei Neanderthal viene retrodatata, occorre rivedere tutta la cronologia della realizzazione dei loro strumenti, per capire se sono stati realizzati effettivamente da queste specie estinte.