Difendere la Terra dai NEO con il sistema tethered

Alcuni di questi asteroidi relativamente vicini al nostro pianeta sono definiti da un'altro acronimo PHA o potentially hazardous asteroids che tradotto significa "asteroidi potenzialmente pericolosi".

4025

Nei pressi dell’orbita terrestre ci sono migliaia di NEO, acronimo di Near-Earth Objects. I NEO sono corpi del Sistema Solare la cui orbita può intersecare quella della Terra. Tutti i NEO hanno la distanza del perielio inferiore a 1,3 UA.
I NEO sono suddivisi in categorie: alcune migliaia di asteroidi near-Earth, le comete la cui orbita si avvicina alla Terra, le sonde orbitanti intorno al Sole e i meteoroidi abbastanza grandi da essere intercettati nello spazio prima di colpire la Terra. Alcuni di questi asteroidi relativamente vicini al nostro pianeta sono definiti da un’altro acronimo PHA o potentially hazardous asteroids che tradotto significa “asteroidi potenzialmente pericolosi“.
Questa tipologia di asteroidi in caso di impatto con la Terra possono causare danni molto gravi alle infrastrutture e alla vita.
La comunità scientifica è concorde sul fatto che le collisioni di asteroidi con la Terra avvenute in passato hanno avuto un ruolo molto importante nel disegnare la storia geologica e biologica del pianeta.
Fin dagli anni ’80, l’interesse verso i NEO è cresciuto grazie alla consapevolezza del potenziale rischio di impatti di questo tipo di oggetti con il nostro pianeta. Uno studio scientifico ha dimostrato che Stati Uniti e Cina sono le nazioni più vulnerabili ad un impatto di un meteorite, proprio per questo si studiano delle metodiche per mitigare gli effetti di queste collisioni o evitarle del tutto.
Un nuovo articolo pubblicato su EPJ Special Topics, scritto da Flaviane Venditti, Dipartimento radar planetari, Osservatorio di Arecibo, Università della Florida centrale, suggerisce di utilizzare un guinzaglio per collegare un asteroide potenzialmente pericoloso ad un’altro.
L’originale  metodo suggerito da Flaviane Venditti e dai suoi colleghi prevede l’uso di un cavo proposto in precedenza per altri scopi, come ascensori spaziali / lunari e sistemi satellitari collegati da cavi come il satellite Tethered tenuto al guinzaglio dallo Shuttle cou un “tether”. Questo sistema permetterebbe di collegare un PHA pericoloso a un altro asteroide di dimensioni minori, cambiando così il centro di massa del sistema in modo da spingere il PHA in un’orbita più sicura.
Ogni soluzione di mitigazione dell’impatto del PHA racchiude un proprio insieme di rischi e benefici. Un notevole rischio associato a tecniche di mitigazione “ad alto impatto“, come la detonazione di esplosivi sulla superficie del PHA, è la frammentazione.
Questo rende i metodi che alterano gradualmente l’orbita di un PHA che non comportano la frammentazione, una prospettiva più sicura. Il sistema tether comporta un rischio ridotto di causare frammentazioni in piccoli pezzi di un PHA che potrebbero impattare sulla Terra, cosa che potrebbe essere portare a danni diffusi.
Utilizzando l’asteroide Bennu per eseguire dei test simulati, il team ha calcolato la dinamica di un tale sistema di attacco per una varietà di diverse condizioni iniziali, concludendo che sarebbe possibile utilizzarlo come sistema di difesa planetario. Il team suggerisce inoltre che il sistema potrebbe essere utile sia nello studio che nel potenziale mining di NEO e altri asteroidi.
Uno degli svantaggi probabili di tale metodo è il fatto che potrebbe richiedere un tempo di realizzazione più lungo rispetto ai metodi che prevedono sistemi diversi in grado di fornire rapidamente energia cinetica a un PHA per modificarle l’orbita. Pertanto, la catalogazione di tali oggetti è necessaria se si vorrà in futuro utilizzare la metodica.
Fonte: Phys.org