Cambiamento climatico: un nuovo studio determina il possibile impatto sulle paludi costiere

Il nuovo studio sul cambiamento climatico è stato effettuato dalla Tulane University e pubblicato su Nature Communications

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Un nuovo studio della Tulane University, pubblicato su Nature Communications, offre uno sguardo sul possibile impatto del cambiamento climatico sulle zone umide costiere tra 50 anni o più nel futuro. Gli scienziati sono solitamente costretti a fare affidamento su modelli computerizzati per prevedere gli effetti a lungo termine dell’innalzamento dei mari. Una serie di circostanze inaspettate ha però consentito un esperimento nel mondo reale lungo la costa del Golfo degli Stati Uniti.

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Cambiamento climatico: l’umanità è in pericolo?

Una vasta rete di quasi 400 siti di monitoraggio è stata istituita lungo la costa della Louisiana dopo i gravi danni causati dagli uragani Katrina e Rita. Successivamente il tasso di innalzamento del livello del mare nella regione è salito a oltre 10 millimetri all’anno, almeno tre volte la media globale. Questo ha esposto la regione al tipo di innalzamento degli oceani non previsto fino al 2070 circa. L’aumento accelerato ha creato un’opportunità unica per determinare se le paludi possono sopravvivere a quel ritmo di inondazioni costiere.

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Torbjörn Törnqvist è Professore di geologia di Vokes presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente di Tulane. Lo studioso ha spiegato tramite alcune dichiarazioni riportate da Phys.org: “È il sogno di ogni ricercatore sul campo: possiamo praticamente viaggiare 50 anni nel futuro per dare un’occhiata a cosa c’è in serbo”.



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I ricercatori hanno utilizzato nuove tecniche sviluppate da scienziati europei per misurare l’innalzamento del livello del mare proprio al largo della costa con dati satellitari, qualcosa che prima non era disponibile. Il team, tramite opportune analisi, ha scoperto che quasi il 90% dei siti si trovava in una situazione allarmante.

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Guandong Li è  Ph.D. candidato in Scienze della Terra e dell’Ambiente a Tulane che ha guidato lo studio. Li ha affermato: “Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che un esperimento sull’impatto climatico viene condotto su una regione così vasta, sulla base di centinaia di stazioni di monitoraggio che hanno raccolto dati per circa 15 anni. Ciò ci ha anche permesso di studiare l’impatto climatico su un paesaggio fortemente influenzato dall’uomo, piuttosto che su un ecosistema incontaminato più resiliente”.
 

Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide più urgenti e complesse che l’umanità deve affrontare. Si tratta di un fenomeno causato principalmente dall’aumento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, dovute principalmente all’attività umana come l’uso dei combustibili fossili, l’industria e l’agricoltura intensiva.

Le conseguenze del cambiamento climatico includono l’aumento delle temperature globali, l’innalzamento del livello del mare, l’acidificazione degli oceani, eventi meteorologici estremi più frequenti e intensi, cambiamenti nei modelli di precipitazione e impatti significativi sulla biodiversità e sugli ecosistemi.

Il cambiamento climatico un giorno potrà portare a catastrofi immani come l’estinzione dell’umanità? Per rispondere a questa domanda è importante considerare diversi fattori. Se tale fenomeno continua ad accelerare senza un’azione significativa per mitigarlo, potrebbe provocare una serie di conseguenze negative che metterebbero a rischio la sopravvivenza umana. Tuttavia, è improbabile che il cambiamento climatico da solo possa essere la causa di estinzione degli esseri umani.

Le sue conseguenze possono compromettere la sicurezza alimentare, l’accesso all’acqua potabile, la stabilità economica e sociale e la salute pubblica, creando una serie di circt complesse che potrebbero mettere in crisi alcuni popoli del pianeta.

È quindi fondamentale affrontare il cambiamento climatico con urgenza e determinazione, adottando politiche e pratiche che riducano le emissioni di gas serra, proteggano gli ecosistemi vulnerabili, promuovano la resilienza e l’adattamento e investano in tecnologie pulite e sostenibili.

Tutto questo però non basta: è necessario un impegno globale e coordinato per affrontare questa problematica, coinvolgendo governi, imprese, organizzazioni internazionali e la società civile. Solo attraverso un’azione collettiva e determinata potremmo sperare di limitare gli impatti del cambiamento climatico e proteggere il nostro pianeta e le generazioni future.

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