L’assurda pratica del respirianesimo

Sono molte le persone che per qualche oscuro motivo si lasciano convincere ad attuare la pratica del respirianesimo ignorandone le ovvie conseguenze, che portano spesso alla morte

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Ci sono persone che seguono un grande numero di di teorie “alternative” o di credenze pseudo scientifiche ma la pratica del respirianesimo è probabilmente tra la più assurde e se portate all’estremo, letali.

I respiriani che seguono tale pratica o, breatharians in inglese affermano di poter vivere senza assumere cibo e acqua. I respiriani pretenderebbero, quindi, di sopravvivere nutrendosi unicamente di luce e di aria oltre al “prana”, una presunta energia vitale il cui concetto è preso in prestito dall’induismo.

Gli adepti di questa che è una vera e propria setta religiosa, sostengono di poter “riprogrammare” il loro corpo mediante la pratica della meditazione così da poter fare a meno di nutrirsi. 

Ovviamente la pratica del respirianesimo è una balla colossale, la privazione prolungata di cibo e acqua porta inevitabilmente nel giro di una decina di giorni a gravi conseguenze che possono portare alla morte per deperimento organico.

Se al digiuno prolungato si aggiunge l’astinenza totale all’assunzione di acqua, la morte può inevitabilmente sopraggiungere in pochi giorni. Gli appartenenti a questa setta, che sono in Europa poche migliaia di persone, circa 3000, affermano di poter vivere di sola luce e aria, ma mente sapendo di mentire alimentandosi di nascosto. Nessun essere vivente può sopravvivere per lunghi periodi di tempo senza assumere cibi o acqua.



Morire a causa della pratica del respirianesimo

Qualcuno ha portato la pratica del respirianesimo all’estremo, purtroppo. Questo qualcuno risponde al nome di Timo Degen, tedesco e maestro d’asilo. Il signor Timo nel 1997 ha conosciuto la pratica del “breatharianesimo” attraverso un sito web. Dopo tre settimane di digiuno, il povero Timo è entrato in coma ed è morto.

La stessa sorte è toccata a Lina Marcia Roslyn Morris, una cinquantatreenne australiana “convertita” alla pratica del respirianesimo da una coppia. Lina ha iniziato ad alimentarsi di sola “aria“, ma non per molto, anche Lina è morta dopo sette giorni, la coppia responsabile della sua assurda conversione è stata condannata per omicidio.

Sono molte le persone che per qualche oscuro motivo si lasciano convincere ad attuare la pratica del respirianesimo ignorandone le ovvie conseguenze che portano spesso alla morte. Nel 1999 anche la scozzese Verity Lin ha subito la stessa fine. Lin, fattasi sedurre dal solito sito web “respiriano” ha deciso di farne parte iniziando a praticare lo stesso scellerato stile di vita.

Pratiche di meditazione e religiose hanno portato Lin a morire dopo una settimana dopo la sua “conversione”.

Di rado i “guru” del respirianesimo hanno messo alla prova in pubblico l’efficacia del respirianesimo. L’unico caso documentato risale al 1999, quando la trasmissione australiana “60 minutes” seguì per una settimana una delle principali esponenti del “respirianesimo”Ellen Grave, conosciuta con il nome di “Jasmuheen”.

Dopo il primo giorno di monitoraggio la donna manifestò evidenti sintomi di disidratazione. “Jasmuheen” dichiarò di sentirsi disturbata dall’inquinamento, lo staff della trasmissione televisiva decise di trasferire l’esperimento in montagna, in una zona dall’aria decisamente più pura e salutare.

Ma nonostante l’ambiente certamente incontaminato e lontano dai fumi tossici della città la disidratazione peggiorò e “Jasmuheen” iniziò a perdere sensibilmente peso ed avere seri problemi di linguaggio. 

Al quarto giorno di digiuno totale il programma venne interrotto dai medici che temevano una grave compromissione dei reni della Grave e conseguenze ancora più drammatiche per la famosa “guru” della pratica del respirianesimo.

Non sappiamo quali meccanismi scattino affinché migliaia di persone seguano pedissequamente questa assurda e pericolosa pratica che può portare alla morte. Gli stessi guru sono i primi a “barare” nutrendosi lontano da occhi indiscreti e giustificando il loro comportamento come “innocenti scappatelle”.

Certo, possono capitare quando si segue un certo percorso di vita che prevede di nutrirsi solo di luce, aria e “prana”, un po poco per le abitudini radicate che tutti gli organismi viventi hanno, la necessità di nutrirsi e di dissetarsi.

Ovviamente, ogni persona ragionevole sa che senza mangiare e senza bere in segreto non ci sarebbe più un solo respiriano vivo sulla faccia della Terra. 

Anche in Italia la stampa ha dato visibilità a questa pratica folle. L’edizione torinese del Corriere della Sera online, l’11 aprile 2018 ha pubblicato la notizia di due donne torinesi che affermavano di nutrirsi di energia, dando credito e spazio a quella che è una vera e propria bufala. Investito da critiche e denunce il giornale è tornato prontamente sui suoi passi.

Anche alcuni programmi televisivi hanno il loro carico di colpe. Nel 2’15 la trasmissione televisiva di Italia 1Openspace aveva dato ampio risalto alla pratica del respirianesimo. Anche i media hanno le loro gravi responsabilità nel diffondere in maniera ambigua una pratica anti scientifica che può portare alla morte degli adepti.

Appare assolutamente evidente che occorre affrontare certi temi con assoluta attenzione e prudenza, perché si deve tenere conto della psicologia delle persone che entrano in queste vere e proprie sette. Il profilo degli adepti ci dice che persone vivono in una situazione di fragilità psichica ed emotiva.

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