5 motivi per tornare sulla Luna e restarci

Oggi, dopo quasi 50 anni da quando l'ultimo uomo ha messo piede sulla Luna, c'è un crescente consenso tra le agenzie spaziali, compagnie private e ricercatori sulla necessità di tornarci di nuovo, e questa volta per restarci

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5 motivi per tornare sulla Luna
5 motivi per tornare sulla Luna

Oggi, dopo quasi 50 anni da quando l’ultimo uomo ha messo piede sulla Luna, c’è un crescente consenso tra le agenzie spaziali, compagnie private e ricercatori sulla necessità di tornarci di nuovo, e questa volta per restarci.

Negli ultimi anni, la comparsa di nuovi attori commerciali che sono entrati nella corsa allo spazio ha reso l’esplorazione spaziale nel suo insieme più economicamente sostenibile e le agenzie nazionali quali NASA, ESA, JAXA e molte altre hanno ripreso in mano e accelerato i piani per l’esplorazione lunare. da qui deriva la nuova spinta verso la Luna culminata, per ora, con la prima missione del programma Artemis della NASA in corso in questi giorni.

Discorso a parte meriterebbe l’agenzia spaziale cinese che da molti anni sta portando avanti il suo piano di esplorazione spaziale con progressi lenti ma costanti, arrivando negli ultimissimi anni a mettere in orbita una propria stazione spaziale e ad essere l’unico paese ad atterrare sulla Luna, sia pure con mezzi robotici, negli ultimi cinquant’anni, riuscendo perfino a riportare sulla Terra campioni di suolo lunare con la missione automatica Chang’e 5.

Tuttavia, per quanto questi sviluppi siano entusiasmanti, quali sono le loro implicazioni per il nostro futuro nello spazio? Ecco 5 motivi per cui dovremmo tornare sulla Luna e restarci…

La Luna è il nostro vicino più prossimo nello spazio

La Luna è a soli 384.400 km da noi. Si tratta di meno del 5% della distanza tra la Terra e il Sole e visitarla, visto che lo abbiamo perfino già fatto cinquant’anni fa con tecnologie molto meno performanti di quelle disponibili ora, è alla nostra portata.

Cinquant’anni fa, quasi chiunque avrebbe scommesso che nel 2022 la Luna sarebbe stata abitata da esseri umani industriosi e che sarebbe stata un centro industriale, di ricerca e turistico, oltre che un Hub per altre destinazioni nello spazio profondo, come Venere e Marte.

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Le ragioni per cui ciò non è avvenuto sono prevalentemente di ordine economico e sociale. Al grande entusiasmo che seguì le prime missioni coronate dal successo del programma Apollo, seguì un certo disinteresse dell’opinione pubblica dovuto principalmente alla crisi economica che attanagliò l’occidente a metà degli anni ’70 e successivamente nessuna amministrazione se la sentì di spendere miliardi di dollari in un’impresa apparentemente fine a se stessa ma, oggi, grazie alla comparsa di compagnie private che hanno, per così dire, ottimizzato i costi, visitare la Luna è una sfida minore, sia dal punto di vista tecnologico che economico rispetto ad alcuni decenni faall’esplorazione di altri pianeti più lontani da noi.

La Luna dispone di risorse intonse e garantisce un ambiente ideale per la ricerca scientifica e tecnologia ed è senz’altro un’ottima base per mettere in pratica le tecnologie e le procedure che saranno necessarie per missioni più lontane nello spazio profondo.

Le missioni sulla Luna sono una porta d’accesso a destinazioni più lontane

La Luna non è solo la destinazione più vicina, ma anche un trampolino di lancio che può aiutarci a sviluppare e testare nuove tecnologie di esplorazione. Testarle in un ambiente a bassa gravità come la Luna può ridurre il rischio e il costo dello sviluppo e dell’impiego in ambienti più difficili. La distanza ridotta della Luna la rende anche un eccellente terreno di prova e di addestramento per altre missioni di lunga durata.

Ad esempio, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stata utilizzata come banco di prova per missioni spaziali di lunga durata. Una base lunare sarebbe un banco di prova ancora migliore per quelle tecnologie. Ciò consentirebbe di individuare e risolvere più facilmente eventuali criticità o problemi con le tecnologie.

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C’è molta scienza da fare sulla Luna

La Luna è un luogo ideale per studiare la storia del sistema solare. La sua superficie è costituita per lo più dai detriti lasciati dalla formazione del Sistema Solare oltre 4,5 miliardi di anni fa. Il fatto che non ha atmosfera e la sua superficie non è stata rimescolata dalla tettonica a placche, come invece è avvenuto, e avviene, sulla Terra permetterà agli scienziati di capire molto di più sull’origine del sistema solare.

Questo può aiutarci a capire meglio da dove veniamo e dove stiamo andando. L’invio di sonde robotiche sulla Luna consente di raccogliere un’enorme quantità di dati ma nulla eguagli la raccolta sul campo. Potremo individuare vene di minerali ed imparare a sfruttarli localmente, inviando sulla Terra la metria prima o prodotti finiti; per questo, anche se gran parte del lavoro potrà essere svolto tramite sistemi automatizzati, saranno necessari ingegneri e tecnici.

La ricerca a bassa gravità ha già dato dei frutti interessanti nell’ambiente limitato della Stazione Spaziale Internazionale, i progressi che potremo fare nella chimica, nella medicina ed in un’infinità di altri campi. La presenza abbondante di Elio-3, un isotopo (lunare) non radioattivo che parrebbe essere il combustibile ideale per produrre energia nucleare in maniera sicura e pulita sulla superfie lunare, aprirà la strada allo sviluppo dei reattori a fusione nucleare di seconda generazione.

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Addestrerà la prossima generazione di astronauti e ingegneri

Andare sulla Luna in modo sicuro, a lungo termine e sostenibile metterà alla prova le nostre capacità tecnologiche. Richiederà nuovi modi di lavorare e collaborare tra agenzie e organizzazioni spaziali, inaugurando, forse, un’era di pace tra le nazioni. Sfruttare le risorse della Luna non sarà facile, soprattutto all’inizio. Questo sarà un ottimo banco di prova per nuovi modi di lavorare e ci aiuterà a costruire le competenze e le capacità di cui abbiamo bisogno per le missioni più lontane, verso Marte, forse Venere e, successivamente, verso gli asteroidi, le lune di Giove e Saturno.

La Luna potrebbe essere una miniera d’oro per la scienza e il commercio

Se la presenza di ghiaccio d’acqua verrà confermata nell’abbondanza prevista, la Luna potrà raggiungere, con il tempo, una quasi completa autonomia, dal ghiaccio si può ricavare non solo l’acqua ma anche ossigeno ed idrogeno, utili per respirare (ovviamente) ma anche come propellente per le astronavi che un giorno faranno la spola con il Lunar Gateway, una stazione spaziale in orbita lunare che dovrebbe essere completata nel 2028, e con la Terra; senza contare che lanciare un’astronave verso il sistema solare esterno dalla Luna sarebbe molto più economico che dalla terra.

La Luna, inoltre, potrà essere una vera miniera d’oro non solo per la scienza ma anche a livello commerciale: sarà possibile svolgervi un’ampia gamma di attività scientifiche e commerciali che andranno dall’estrazione  di materie prime, alla raffinazione delle stesse fino alla produzione di prodotti finiti. Da quanto ne sappiamo sulla Luna sono presenti titanio, oro, palladio, iridio, uranio ma anche minerali comuni come il ferro, il nichel e l’alluminio.

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Non si può poi dimenticare l’industria del turismo. Già ora le compagnie private come SpaceX e Blue Origin organizzano viaggi turistici nello spazio e a breve anche alla stazione spaziale internazionale. C’è da scommettere che appena i costi saranno accessibili saranno molte di più le compagnie private che vorranno sfruttare i panorami del nostra satellite e la bassa gravità a fini turistici.

Conclusione

In realtà sono molti di più i motivi validi per tornare e rimanere sulla Luna. È la destinazione più vicina, più facile e più economica del sistema solare. Sarà davvero la nostra porta per lo spazio, l’occasione per cambiare radicalmente la nostra economia e, un giorno non lontanissimo, ci darà la possibilità di fare in modo che non ci siano più carenze di materie prime.

Potremo diventare una specie interplanetaria.