Un rossetto a prova di mascherina

La pandemia ha riportato in auge la necessità di un rossetto che come recitava un vecchio slogan resti "Su di te, non su di lui"

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Il premio Nobel per la fisica per i suoi studi sui polimeri (macromolecole) il francese Pierre Gilles de Gennes ha scritto che una delle grandi sfide dei colloidi è nei rossetti. Questo cosmetico da sempre elemento di seduzione femminile è basato su pigmenti e cere che devono essere morbidi quando si depositano sulle labbra ma non devono trasferirsi durante un bacio.
La sfida del rossetto sta proprio li, deve trasferire il pigmento sulle labbra ma non depositarsi su bicchieri, labbra, tovaglioli con cui viene a contatto, contemporaneamente deve essere di facile rimozione quando si decide di tornare “acqua e sapone”.
Il problema ha subito un’impennata in epoca di pandemia con la necessità di indossare le mascherine protettive. Già nelle prime settimane di riapertura post lockdown le case produttrici hanno iniziato a pubblicizzare rossetti no transfer, garantendo la portabilità anche sotto la mascherina.
Non si tratta di un problema nuovo, già mezzo secolo fa la chimica Hazel Bishop aveva inventato un sistema misto di pigmenti e coloranti che aumentava la durata del prodotto sulle labbra riducendo il trasferimento su altre superfici. Lo slogan con cui venne lanciato recitava: “Su di te, non su di lui”. Il rossetto della Bishop ebbe un grande successo commerciale pur avendo il limite che seccava molto le labbra.

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Negli anni è stato introdotto l’isododecano, un olio volatile, che veicola il trasferimento del colore sulle labbra per poi evaporare riducendo il trasferimento sulle altre superfici. L’uso dei polimeri ha permesso di creare sottilissime pellicole in grado di trattenere il colore sulla pelle. Parallelamente si è sviluppato il settore dei cosiddetti “test di qualità” tra i quali quello che è passato alla storia come “test del bacio” ideato da Revlon per reclamizzare l’efficacia dei suoi prodotti.
Provare per credere e se non avete sottomano il “partner” adatto per questo test potere sempre baciarvi una mano, il risultato sarà lo stesso.
 
fonte: Le Scienze, agosto 2020, edizione cartacea

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