Tre vaccini per la Covid-19 pronti per la fase finale della sperimentazione

Sembra che nel corso dell’estate il governo federale degli Stati Uniti finanzierà tre studi clinici di fase III per altrettanti vaccini sperimentali per il nuovo coronavirus.

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Voci diffuse si rendono sempre più ottimiste sulla possibilità di un imminente vaccino in arrivo. Non a caso, sembra che nel corso dell’estate il governo federale degli Stati Uniti finanzierà tre studi clinici di fase III per altrettanti vaccini sperimentali per il nuovo coronavirus.
Ognuno di questi potenziali vaccini, in fase finale, sarà sottoposto a 30.000 volontari proprio per accertarne la sicurezza e l’efficacia. Questo è, in sintesi quanto dichiarato dal Wall Street Journal, che conclude affermando come solo la metà dei partecipanti, riceverà un’iniezione di vaccino; mentre l’altra metà un siero con principi attivi inerti (placebo).
Il vaccino, sviluppato da Moderna Inc inizierà la sua fase III di sperimentazione a luglio; seguito subito dopo da quelli sviluppati da AstraZeneca e Johnson & Johnson.
Normalmente, per quanto si voglia dire, un vaccino richiede anni e diversi test per comprovare la sua efficacia e la sua sicurezza e per ottenere il permesso di commercializzazione di solito occorrono anni. Ma i vaccini contro il coronavirus sono stati sviluppati e testati su una linea temporale ampiamente accelerata. Soprattutto considerando lo scenario gravissimo al quale si guarda con perplessità e preoccupazione.

VACCINI COVID-19: perché la comunità scientifica è ottimista

C’è un sacco di ottimismo nella nostra comunità sul fatto che un vaccino potrebbe essere possibile; ma noi ora siamo molto concentrati sul fatto che quanto diciamo, deve essere soprattutto dimostrato negli studi clinici”. Sostiene John Mascola, direttore della ricerca sui vaccini presso l’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive.
Una considerazione affermata con decisione, in una recente conferenza alla presenza del WSJ.
Durante un processo di ricerca clinica le fasi sono davvero tante. E soprattutto tutte necessarie. Infatti, quando un farmaco o un vaccino, devono ricevere l’approvazione della comunità medico scientifica, e l’approvazione sulla base delle normative che ne disciplinano il rilascio, sono fondamentali i diversi processi esecutivi.
La fase 0, nella fattispecie il punto di partenza,  studia come il corpo umano elabora un farmaco. Come reagisce allo stesso e in che modo il processo di assimilazione comporti benefici o possibili rischi.
La fase 1 identifica gli effetti collaterali pericolosi – se ce ne sono – e altri problemi relativi alla sicurezza e agli studi di fase 2 che rilevano se il farmaco tratta effettivamente la condizione che dovrebbe, cioè se il determinato farmaco sperimentale sia in grado di curare o controllare la patologia di riferimento.
Infine, c’è la fase 3: ovvero, test su larga scala, che confrontano il farmaco o il vaccino con una terapia o una sostanza, priva di principi attivi specifici.
Molti farmaci – purtroppo – non raggiungono mai questa fase finale del processo; quindi il fatto che tre vaccini COVID-19 siano già pronti per questa fase è un segnale promettente per la lotta al nuovo coronavirus e per porre fine a questa pandemia.
“Vogliamo utilizzare tutte le risorse del paese nel miglior modo possibile, al fine di ottimizzare la ricerca; ma anche per migliorare ogni singolo aspetto in modo da ottenere una risposta il più rapidamente possibile”. Ha dichiarato Fred Hutchinson, specialista di  vaccini del Centro di ricerca sul cancro a  Larry Corey del WSJ.

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