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Shinigami: il dio della morte giapponese

La figura dello shinigami è divenuta famosa nell'ultimo ventennio grazie a fumetti e cartoni giapponesi. Da cosa ha origine tale divinità correlata alla morte?

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Chi è appassionato di anime e manga e ha avuto l’occasione di seguire serie come Bleach, Soul Eater e Death Note, si sarà interfacciato sicuramente con la figura dello shinigami. Esso simboleggia la morte nella mitologia giapponese, un po’ come il tristo mietitore nella cultura occidentale. Se la morte nella tradizione europea è vista come una figura scheletrica incappucciata, con tanto di falce in mano, lo shinigami si differenzia da tale singola figura in quanto è in tutto e per tutto una divinità. A differenza dell’angelo della morte nella religione cristiana, gli shinigami sono inoltre molteplici. Come precisa il blog di Io e il Giappone, la figura dello shinigami è di origine relativamente recente, in quanto non abbiamo prove della sua esistenza nel pantheon giapponese prima dell’era Meiji, età di forte rinnovamento portata dall’imperatore Mutsuhito. 

Lo shinigami: una figura originariamente cinese?

Secondo un’altra versione, lo shinigami non sarebbe una divinità di origine giapponese. Non a caso, in Giappone non vi è un preciso culto della morte (shi, in lingua locale, che può significare anche il numero 4) ma è possibile che tale genere di psicopompo sia stato importato dalla Cina. Per la precisione, lo shinigami sarebbe una rielaborazione “casereccia” del Koshinin, conosciuto anche come Somujo, uno spirito che ha il compito di raccogliere le anime dei defunti. Il Koshinin è un traghettatore alla stregua di Caronte, poiché guida gli estinti dalla terra dei vivi fino al Meifu, il mondo degli spiriti. 

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Lo shinigami negli anime e manga

La figura dello shinigami è presente in molte serie e fumetti giapponesi. In Bleach, gli shinigami sono dei guerrieri dell’aldilà che hanno il compito di combattere spiriti maligni chiamati hollow e di guidare le anime dei morti in una sorta di paradiso chiamato Soul Society. In Death Note, gli shinigami sono divinità mostruose abitanti un mondo paralleo a quello dei vivi. Ognuno di loro è in possesso di un quaderno della morte (il Death Note, appunto) su cui segnano i nomi delle loro vittime. Il protagonista della serie, Light Yagami, acquisirà tale potere grazie allo shinigami Ryuk.

Nell’anime e manga di Soul Eater, esiste una scuola di “shinigami” sita nella Death Valley, in cui i ragazzi vengono addestrati a diventare guerrieri e “armi”. Il preside e fondatore della scuola è conosciuto come Lord Shinigami, un personaggio tanto simpatico quanto potentissimo, indossante una bizzarra maschera scheletrica. 

Il post-mortem secondo il folklore nipponico

Secondo alcune credenze giapponesi, ogni essere umano possiede un’anima, conosciuta anche come reikon. Quando una persona muore, il suo reikon si separa dal corpo per rimanere ancora sulla Terra in attesa degli onori funebri riservati alla persona in cui un tempo albergava. In seguito, lo spirito del caro estinto potrà ricongiungersi alle anime dei suoi familiari e antenati trapassati. 

L’anima del defunto tra bene e male

Le strade per l’anima di un morto sono due: se i suoi parenti ancora in vita onorano il defunto nella maniera opportuna, il suo spirito diverrà un protettore benevolo e fedele della famiglia, proteggendo i suoi cari ancora in vita da ogni pericolo. Ogni anno, nel mese di agosto, durante la celebrazione di Obon, l’anima tornerà a trovare i suoi cari. Tale festa è infatti dedicata ai defunti, durante cui i vivi rendono ai loro cari trapassati onori e ringraziamenti. 

C’è però un altro destino per il defunto: nel caso una persona muoia di morte violenta o improvvisa, oppure i funerali non vengano svolti o siano stati fatti, ma in maniera poco ortodossa, lo spirito del defunto diviene uno yurei. Chi ha visto film come The Ring o The Grudge sa di cosa stiamo parlando. Nell’arte e nella cinematografia, la tipologia più rappresentata dello yurei è l’onryo.

Come combattere uno yurei

La figura più tipica dello yurei/onryo è quella di una donna indossante un kimono bianco e avente lunghi capelli neri e uno sguardo demoniaco. Lo yurei, sempre nella sua forma di onryo, è uno spirito vendicativo, la reincarnazione del rancore di un morto. Esso perseguita all’infinito le proprie vittime e può prendere possesso di abitazioni, cose e persone. Tale spirito maligno può essere mandato via tramite la celebrazione di un funerale dignitoso, inizialmente mancato, oppure tramite esorcismo. 

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