SETI a caccia di sonde aliene

Le sonde aliene si nasconderebbero in un particolare tipo di asteroidi detti "co-orbitali", cioè asteroidi che orbitano attorno al Sole sullo stesso percorso orbitale del nostro pianeta

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Sonde aliene potrebbero nascondersi all’interno del nostro sistema solare dagli albori dell’umanità.

Lo ipotizza il Dr. James Benford del Microwave Sciences a Lafayette. Benford ha presentato un documento dal titolo “Looking for Lurkers : Co-Orbiters come SETI Observables“, pubblicato sull’Astronomical Journal nel settembre dell’anno scorso.

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Benford sa benissimo che la sua ipotesi può sembrare folle, ma spiega che non possiamo escludere la presenza di sonde aliene nascoste da migliaia se non da milioni di anni sugli asteroidi che periodicamente si avvicinano alla Terra.

Se la sua ipotesi non è teoricamente valida, allora la nostra galassia non ospita nessuna forma di vita intelligente a parte la nostra.

Le sonde aliene secondo Benford si nasconderebbero in un particolare tipo di asteroidi detti “co-orbitali”, cioè asteroidi che orbitano attorno al Sole sullo stesso percorso orbitale del nostro pianeta.

Questi asteroidi sarebbero il nascondiglio ideale per le sonde aliene perché si avvicinano ogni anno alla Terra più di ogni altro oggetto celeste tranne la Luna.

Le sonde aliene ancorate sugli oggetti co-orbitali potrebbero nascondersi a occhi indiscreti ma potrebbero accedere agevolmente all’energia del Sole che le manterrebbe attive per migliaia di anni.

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Benford non esclude che le sonde aliene potrebbero osservare il nostro pianeta da tempi immemori.

Potrebbero rispondere a un segnale intenzionale o potrebbero non farlo, a seconda delle motivazioni aliene a noi sconosciute“, afferma un comunicato stampa sul documento di Benford.

I lurker probabilmente saranno sonde robotiche, come le nostre sonde Voyager e New Horizons“.

Le sonde aliene sarebbero dei “lurker”, cioè sarebbero presenti nella nostra comunità, ma si limiterebbero a registrare ogni tipo di comunicazione senza partecipare attivamente al dialogo.

Qualsiasi macchina, anche la più sofisticata non può durare in eterno e questo vale anche per le sonde aliene che potrebbero essere nascoste in qualche punto del sistema solare.

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Ecco cosa leggiamo nel documento di Benford: “Forse le sonde ci stanno ascoltando e aspettano che le troviamo. Oppure, sempre se esistono, potrebbero limitarsi ad osservare e riferire a chi le ha mandate“.

Benford spiega che se una sonda aliena venisse trovata, potremmo semplicemente filmarla o fotografarla mandandogli un messaggio per dirle: “ti vediamo” in modo da svegliare la sonda dal suo stato di inattività. L’idea è ispirata al concetto di utilizzare una sonda Bracewell per consentire alle civiltà distanti di comunicare.

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L’idea di Benford è semplice, cercare sonde aliene all’interno del sistema solare è fondamentale per capire se esiste un’intelligenza extraterrestre in grado di viaggiare tra le stelle.

Se non troveremo nulla, dovremo pensare che nessuno è venuto a studiare la vita sulla Terra anche se la sua esistenza è evidente nello spettro della nostra atmosfera da almeno un miliardo di anni“, ha spiegato Benford.

2016 HO3 è il quasi-satellite più piccolo, più vicino e più stabile della Terra. Potrebbe nascondere sonde aliene?

2016 HO3 noto anche come “compagno costante della Terra” è stato scoperto il 27 aprile 2016 dal telescopio Pan-STARRS 1 su Haleakala, Hawaii. Il piccolo satellite, con un diametro di un centinaio di metri, orbita intorno alla Terra ogni anno mentre il nostro pianeta orbita attorno al Sole. È rimasto stabile per almeno 100 anni e lo rimarrà per molte centinaia di anni ancora.

2016 HO3 non è un pericolo per l’umanità in quanto si mantiene a non meno di 38 volte la distanza media della Luna. Benford ritiene che dovremmo studiare questo tipo di asteroidi o “oggetti co-orbitali” sia nello spettro elettromagnetico, delle microonde e della luce, sia usando il radar planetario.

Non serve molta energia per arrivare su 2016 HO3 dall’orbita terrestre, quindi non sorprende che la China National Space Administration (CNSA) abbia annunciato l’intenzione di inviare una sonda sul piccolo asteroide, raccogliere dei campioni e riportarli sul nostro pianeta. La missione potrebbe essere lanciata nel 2024.

La teoria di Benford avrà fatto storcere il naso a molti ma non dobbiamo dimenticarci che anche il genere umano negli ultimi decenni ha inviato sonde verso i pianeti del sistema solare e studia il modo di inviarne una verso le stelle.

Se non trovassimo nulla dovremmo pensare che la nostra galassia non ospita forme di vita intelligente in grado di lanciare veicoli spaziali verso le altre stelle. Questo sarebbe apparentemente, un brutto colpo per le speranze che riponiamo nello sviluppare i viaggi interstellari.

O più semplicemente le sonde aliene non sono ancora giunte nelle nostre vicinanze, oppure sono così ben nascoste che non le troveremo mai.