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Riciclo o smaltimento della carta: come stabilire l’operazione più adatta?

Carta e cartone sono prodotti da raccogliere in specifici contenitori per la raccolta differenziata. La carta è un materiale particolarmente versatile e può essere riciclata fino a 7 volte. L’intero processo di riciclaggio deve però seguire un iter preciso, capace di coinvolgere sia le aziende che i cittadini

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Carta e cartone sono prodotti da raccogliere in specifici contenitori per la raccolta differenziata. La carta è un materiale particolarmente versatile e può essere riciclata fino a 7 volte. L’intero processo di riciclaggio deve però seguire un iter preciso, capace di coinvolgere sia le aziende che i cittadini.

Gli obiettivi primari sono due: ridurre la produzione di carta e favorire un processo virtuoso di riciclaggio della carta, così da riutilizzarla in altri campi. In Italia da anni si sta portando avanti un processo di dematerializzazione, finalizzato a contenere la produzione di carta e salvare i dati su pc e cloud. Il riciclo va eseguito secondo un processo virtuoso, capace di proteggere l’ambiente ed economizzare le risorse a disposizione.

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Quale normativa regolamenta lo smaltimento della carta?

La Comunità Europea ha classificato tutte le tipologie di rifiuto con un apposito CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) a seconda del suo processo produttivo, e per ognuno di essi è previsto uno specifico iter di smaltimento.

I rifiuti composti da carta e cartone, classificati con codice CER 20 01 01, rientrano nei rifiuti urbani. La legge che regolamenta lo smaltimento carta e cartone, ed in generale gli altri rifiuti, è la Direttiva 2008/98/CE, recepita in Italia con il D. lgs. 205/2010.

Come cambia la raccolta differenziata da paese a paese?

In ambito europeo la raccolta differenziata varia, anche in modo significativo, da paese a paese.

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La Finlandia ha scelto la via della privatizzazione, rilasciando degli incentivi a chi effettua una raccolta differenziata attenta e conforme alle normative.

La Slovenia ha aderito al programma Rifiuti Zero, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 63%.

In Estonia la gestione dei rifiuti è piuttosto variegata e prevede il coinvolgimento sia dei Comuni che dei privati. Quasi il 100% delle famiglie può fare affidamento sul sistema di raccolta porta a porta, da affidare al Comune o alle imprese private a propria scelta.

Anche in Irlanda, come in Finlandia, tutto è stato privatizzato. Succede l’esatto contrario in Austria, dove invece il processo è centralizzato e controllato.

E l’Italia? In tema di riciclo carta e cartone è uno dei paesi europei più virtuosi, secondo solo alla Germania in base a recenti statistiche. Per lo smaltimento è possibile affidarsi ad aziende specializzate, che si occupano personalmente di tutto il processo.

Qual è l’iter per riciclare la carta?

Il primo step del riciclo è rappresentato dalla raccolta differenziata, che permette di prolungare la vita della cellulosa. Dopo essere stata raccolta la carta viene sottoposta ad un processo di selezione, favorendone così l’uso da parte delle cartiere.

Tramite il processo di selezione vengono eliminate le impurità, i residui di plastica, gli inserti metallici e tutti i materiali non assimilabili alla carta. La carta selezionata viene poi pressata in gradi balle ed inviata alle cartiere, insieme a quella proveniente dagli scarti industriali selezionati alla fonte.

Usando balle di cellulosa i maceri vengono gettati nei pulper, cioè grandi vasche in cui si aggiunge acqua calda e dove lavorano delle pale rotanti che generano un movimento vorticoso, capace di distruggere la carta per separare opportunamente le fibre.

Si ottiene una poltiglia di fibre in sospensione acquosa che viene sottoposta ad ulteriori trattamenti specifici, per eliminare i residui ed i contaminanti ancora presenti, come paraffina, colla, ferro, vetro, plastica ecc.

Se l’obiettivo è ottenere una carta con un elevato livello di bianco, allora si effettua un processo di disinchiostrazione per eliminare smalti, vernici o inchiostri.

L’impasto ottenuto viene poi sottoposto al processo di raffinazione, così da rinforzare ulteriormente i legami tra le fibre e raggiungere un elevato grado di flessibilità e resistenza. Con il processo di miscelazione si lega la materia prima fibrosa con altri materiali, come gli additivi.

L’ultimo step prevede l’uso di grandi macchine che lavorano l’impasto e lo essiccano, fino a realizzare spessori e formati della nuova carta, pronta ad essere reintrodotta sul mercato.

Come si procede allo smaltimento della carta non riciclabile?

Il riciclo della carta è un processo fondamentale per limitare l’abbattimento degli alberi e lo sfruttamento intensivo di materie prime, ma anche per ridurre i consumi energetici e gli sprechi economici.

Tuttavia non tutta la carta è riciclabile ed in questa categoria rientrano i materiali non cellulosici, come:

  • contenitori di prodotti pericolosi;
  • carta, cartone e cartoncini sporchi;
  • carte fotografiche;
  • carte sintetiche.

Nei casi in cui la carta non può essere riciclata si procede all’incenerimento, un processo oneroso e che genera inquinamento. Proprio per questo motivo si stanno studiando soluzione alternative per sfruttare la carta in ogni modo per evitare di smaltirla tramite l’incenerimento.

La carta, se non è inchiostrata, può essere sottoposta ad un processo di degradazione aerobica con altri materiali di origine vegetale o animale, riproducendo così un ammendante da usare in agricoltura.

In alternativa si può procedere alla degradazione chimica, soprattutto quando non si ottengono fibre con determinate proprietà fisico-meccaniche, capace di produrre sostanze destinate all’uso industriale.

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