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Pagine web: secondo uno studio in 10 anni quasi la metà sono scomparse

Nel corso di dieci anni, circa il 40% delle pagine su internet è diventato inaccessibile. Questo fenomeno è conosciuto con il nome di decadimento digitale, una situazione che sta portando alla scomparsa di una quantità molto grande di informazioni dall'archivio costituito dal web

Nel corso di dieci anni, circa il 40% delle pagine su internet è diventato inaccessibile. Questo fenomeno è conosciuto con il nome di decadimento digitale, una situazione che sta portando alla scomparsa di una quantità molto grande di informazioni dall’archivio costituito dal web. I dati relativi al decadimento digitale sono stati messi in evidenza da uno studio realizzato dal Pew Research Center, che ha analizzato circa un milione di pagine su internet in dieci anni, dal 2013 al 2023. Il fenomeno, secondo quanto si afferma nella ricerca, sarebbe diffuso in vari spazi sul web, sia per quanto riguarda i portali istituzionali che i siti di notizie. Lo stesso si può dire per i social media.

Perché evitare la presenza di pagine non disponibili

La presenza di pagine non disponibili o che presentano errori può avere un impatto significativo (e negativo) sull’esperienza utente dato che interrompono la navigazione e riducono la fiducia nel sito. Non a caso, solitamente chi gestisce un sito internet porta avanti con regolarità diverse attività analitiche – l’analisi UX del sito web, che è possibile approfondire sul sito lorenzopinna.it, è una delle più importanti – per identificare e correggere eventuali criticità e prevenire tali problemi.

È una situazione che deve essere considerata con attenzione da parte di chi gestisce un sito web, perché, come dimostra la ricerca che è stata realizzata dal centro studi americano, nel corso di dieci anni sarebbe scomparso il 38% delle pagine web, quindi una quantità corrispondente a quasi 4 su 10. Anche alcune pagine più recenti non sono più raggiungibili, tanto che, ad esempio, l’8% delle pagine del 2023 è già sparito dal web.

Dove si verifica il decadimento digitale

Ma dove avviene esattamente il fenomeno del decadimento digitale? La ricerca del Pew Research Center ha esaminato i link esistenti sui siti istituzionali e di notizie, oltre alla sezione specifica delle pagine di Wikipedia, a partire dalla primavera del 2023. L’analisi ha portato ad una conclusione ben precisa.

Il 23% delle pagine di notizie ha all’interno almeno un link che non funziona e il fenomeno in questione corrisponde al 21% per i siti governativi. C’è la stessa probabilità di trovare link non funzionanti sia nei portali di notizie con elevato traffico che in quelli con traffico minore. La probabilità di link non correttamente attivi è molto alta nel caso delle pagine web governative locali, come quelle che fanno riferimento a siti delle amministrazioni comunali.

Per quanto riguarda Wikipedia, il 54% delle pagine contiene almeno un link nella sezione riferimenti che porta ad una pagina che non esiste più.

I messaggi non disponibili sui social

La situazione è molto interessante da analizzare anche per quanto riguarda i social media. L’analisi ha raccolto alcuni tweet nella primavera del 2023 sulla piattaforma social che adesso ha il nome di X e li ha monitorati per un periodo di tre mesi. Entro pochi mesi dalla pubblicazione, quasi un tweet su cinque è diventato non disponibile. In oltre la metà dei casi, gli account che in origine avevano pubblicato il messaggio sono stati trasformati in privati, sono stati sospesi oppure eliminati. Nel resto delle situazioni, gli account erano ancora esistenti, ma il messaggio era stato cancellato.

La situazione dei siti di informazione

In riferimento ai siti che si occupano di informazione, l’istituto di ricerca ha compiuto l’analisi su 500.000 pagine da 2.063 siti di notizie. Sono stati monitorati i link fino alla destinazione ed è emerso che il 5% di tutti i link in queste pagine non è più accessibile. Il 23% delle pagine esaminate dalla ricerca aveva almeno un link che non funzionava.

Più o meno il 25% delle pagine di siti internet di informazione che fanno parte del 20% dei siti con più traffico ha almeno un link interrotto. È un dato che si avvicina a quello del 26% per i siti che rientrano nel 20% dei portali meno visitati.

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