Nel 2025 non vedremo gli anelli di Saturno

I magnifici anelli di Saturno furono visti per la prima volta da Galileo Galilei, noto pioniere dell'astronomia moderna

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Saturno e Giove

Nel 1610, Galileo Galilei, noto pioniere dell’astronomia moderna, vide per la prima volta gli anelli di Saturno. Dalle analisi effettuate col suo telescopio rudimentale, lo scienziato fu spinto a paragonare questa caratteristica del pianeta a delle “orecchie”. Ora, secoli dopo, i meravigliosi anelli di Saturno sono accessibili a chiuque sia dotato di apposita attezzatura per esplorare il cielo notturno.

Gli anelli di Saturno: cosa sono realmente

Tuttavia, questo grandioso spettacolo ha una data di scadenza fissata per il 2025, quando gli anelli di Saturno scompariranno dalla vista, non una ma due volte. Composto da sette anelli distinti, si ritiene che questo fenomeno cosmico sia formato dai resti di comete, asteroidi e lune che si avventurarono troppo vicino a Saturno e furono fatti a pezzi dall’immensa attrazione gravitazionale del pianeta.

Gli anelli ospitano anche innumerevoli frammenti ghiacciati e sono avvolti da uno strato di polvere cosmica. La loro età esatta rimane un argomento di dibattito, anche se recenti ricerche ipotizzano che potrebbero essere relativamente nuovi arrivati ​​sulla scena cosmica, essendosi formati forse solo 400 milioni di anni fa, rendendoli più giovani di un decimo dell’età di Saturno.

Gli anelli si stanno riducendo

Attualmente, gli scienziati stanno notando come gli anelli di Saturno si stanno riducendo, disintegrandosi costantemente in una pioggia di particelle ghiacciate che scende nell’atmosfera del pianeta. Nel 2025, Saturno si allineerà di taglio con la Terra, rendendo i suoi splendidi anelli praticamente invisibili. È come cercare di individuare un foglio di carta di taglio quando è posizionato all’estremità di un campo da calcio.

Il pianeta si sta inclinando

Questo spettacolo, tuttavia, non è altro che un fugace evento cosmico. Mentre Saturno prosegue la sua danza orbitale di 29,5 anni, si inclinerà gradualmente, mostrando ancora una volta l’altro lato dei suoi anelli, raggiungendo il picco di visualizzazione nel 2032. Un vantaggio di questa inclinazione celeste è la maggiore visibilità delle lune di Saturno.

Per il momento Saturno occupa un eccellente punto di osservazione per osservare le stelle notturne. Quindi si consiglia di non perdere l’occasione, di cogliere il proprio telescopio e osservare la bellezza degli anelli di Saturno mentre sono ancora ben visibili.



Curiosità su Saturno

Saturno è il sesto pianeta a partire dal Sole e il secondo più grande del sistema solare, dopo Giove. Saturno è un gigante gassoso composto principalmente da idrogeno ed elio. Ha un raggio circa nove volte quello della Terra, sebbene abbia una bassa densità e sia solo circa 95 volte più massiccio della Terra.

Da cosa sono costituiti gli anelli

Il sistema di anelli di Saturno è costituito da innumerevoli piccole particelle, di dimensioni variabili da micrometri a metri, che orbitano attorno al pianeta. Queste particelle sono costituite principalmente da ghiaccio, con una quantità minore di detriti rocciosi e polvere. Gli anelli sono nominati in ordine alfabetico nell’ordine in cui sono stati scoperti, con gli anelli principali A, B e C.

Ha 145 lune

Il pianeta ha almeno 145 lune, di cui Titano è la più grande e la seconda luna più grande del Sistema Solare dopo Ganimede di Giove. Titano è più grande del pianeta Mercurio ed è l’unica luna conosciuta ad avere un’atmosfera consistente, principalmente azoto con tracce di metano.

Campo magnetico debole

Il campo magnetico di Saturno è più debole di quello di Giove ma comunque molte volte più forte di quello della Terra. Saturno emette anche onde radio, in particolare dalle aurore ai poli.

Il progetto Cassini-Hyugens

La missione Cassini-Huygens, un progetto di cooperazione tra NASA, ESA (Agenzia spaziale europea) e ASI (Agenzia spaziale italiana), ha fornito moltissime informazioni su Saturno, i suoi anelli e le sue lune, dal suo arrivo sul pianeta nel 2004, fino alla fine della sua missione nel 2017 immergendosi nell’atmosfera di Saturno. L’articolo originale è stato pubblicato su Earth.com.

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