La verità sulla misteriosa sonda “aliena” Cavaliere Nero

Scienziati che captano strani segnali, sonde aliene misteriose e satelliti spia. La storia del Cavaliere Nero non finisce mai di stupire

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La verità sulla misteriosa sonda "aliena" Cavaliere Nero
La verità sulla misteriosa sonda "aliena" Cavaliere Nero

Abbiamo già parlato qualche anno fa della “leggenda del Cavaliere Nero” che racconta la storia di una sonda spaziale extraterrestre in orbita attorno alla Terra da 13 mila anni.  Questa misteriosa sonda aliena avrebbe presumibilmente trasmesso segnali verso la Terra e sarebbe stata ispezionata dagli astronauti della NASA durante una missione segreta.

L’origine del suo nome è incerto, non sappiamo chi abbia battezzato con l’appellativo di Cavaliere Nero o Black Knight questo misterioso oggetto, presumibilmente alieno.

La prima parte di questa storia bizzarra risale a oltre 120 anni fa quando il geniale inventore serbo Nikola Tesla (1856-1943), nel 1899, secondo quanto raccontato, intercettò un segnale proveniente dallo spazio. Tesla, tuttavia, non ha mai affermato di aver ascoltato segnali radio provenienti da un satellite misterioso in orbita attorno alla Terra. Egli piuttosto raccontò di potenziali abitanti intelligenti di Marte.

Gli ambienti cospirazionisti però hanno affibbiato a Testa la scoperta del misterioso segnale proveniente dall’altrettanto misterioso Cavaliere Nero. Probabilmente Tesla captò dei segnali naturali che per la loro regolarità potevano sembrare artificiali, come i segnali emessi dalle Pulsar ad esempio, stelle di neutroni a rotazione rapida che emettono un segnale ritmico. Furono scoperti per la prima volta nel 1967 dall’astrofisica nordirlandese Jocelyn Bell-Burnell. Fino a quando non furono certi della loro origine, furono scherzosamente soprannominati i segnali “little green men”.

Tesla non ascoltò i segnali delle pulsar ed era completamente inconsapevole della natura di ciò che aveva realmente rilevato. Non cercò mai di ripetere le sue osservazioni, sostenendo che altre questioni avevano la priorità, una risposta sorprendentemente strana a un’affermazione così significativa.

Negli anni ’20 del 1900, segnali anomali furono nuovamente rilevati da radioamatori. Questi erano di origine terrestre, ma il loro tempismo era bizzarro. Un segnale veniva ricevuto, quindi un secondo segnale ripetuto veniva ricevuto pochi secondi dopo.



Questi Long Delayed Echoes (LDE) erano difficili da spiegare in termini di onde radio che rimbalzavano su strati atmosferici.

Nel 1973, lo scozzese Duncan Lunan tornò a questi segnali per vedere se poteva dar loro un senso. Miracolosamente, tracciando i tempi di ritardo rispetto all’ordine in cui venivano ricevuti gli echi, poté creare dei diagrammi. Decifrandoli, Lunan decise che i segnali erano in realtà messaggi trasmessi da una sonda originaria della stella Epsilon Böotes, rimasta nascosta vicino alla Luna negli ultimi 13.000 anni.

Lunan non è un astronomo professionista, ma piuttosto un comunicatore scientifico e autore di fantascienza con un talento per le idee stravaganti, ma non menzionò mai il nome Black Knight associandolo ai segnali da lui ricevuti.

Nei primi anni ’50, il Cavaliere Nero comparve nuovamente dopo il rilevamento di un segnale proveniente da un oggetto in orbita. Questo fu un periodo di profondi sospetti tra le due superpotenze dell’epoca. Né gli americani né i sovietici avevano ancora la capacità di posizionare un oggetto in alcun tipo di orbita. Eppure la scoperta di un satellite orbitante attorno alla Terra fu riportata in un paio di giornali e si raccontò che venne coinvolto anche il rispettato astronomo Clyde Tombaugh (lo scopritore di Plutone).

Tuttavia, gli articoli in realtà erano un paio di sinossi di un libro dell’autore appassionato di UFO Donald Keyhoe (1897-1988).

Passarono ancora pochi anni e il Cavaliere Nero ricomparve nuovamente quando i giornali americani riferirono, nel 1960, di un oggetto insolito in orbita polare.

All’epoca entrambe le superpotenze avevano satelliti in orbita equatoriale ma l’orbita polare significava che il satellite poteva vedere ogni parte della Terra, tuttavia nessuno dei due paesi ammise di possedere un oggetto in un’orbita simile. La cosa non deve sembrare strana, era un periodo dove i sospetti e lo spionaggio non venivano certamente risparmiati.

Le informazioni declassificate ora rilasciate affermano che l’oggetto fosse in realtà un satellite spia Corona sotto mentite spoglie. All’epoca il programma satellitare di ricerca US Discoverer era in realtà una copertura per il progetto Corona, destinato a fotografare i siti nell’URSS. Il mondo si stava preparando alla guerra nucleare che fu a un passo dallo scoppiare durante la crisi dei missili cubani, solo due anni dopo; se queste informazioni fossero state rilasciate in quel momento, forse il conflitto sarebbe effettivamente scoppiato.

L’oggetto misterioso era quasi certamente un frammento inaspettatamente grande del Discoverer 8 posizionato in un apogeo più alto, con un’orbita più eccentrica del previsto, la telecamera non funzionò e la capsula di rientro della pellicola andò persa dopo la separazione dal satellite principale. Il satellite stesso bruciò al rientro nel marzo 1960, presumibilmente anche i detriti caddero nell’atmosfera in quel periodo.

Questa e altre storie simili acquistano credibilità quando entrano in gioco personaggi di alto profilo. Nel caso del Black Knight, l’astronauta del Project Mercury, Gordon Cooper (1927-2004) è un ottimo esempio. Cooper raccontò di aver visto molti UFO durante la sua carriera. Quindi, quando girò la voce che vide il Cavaliere Nero nella sua pionieristica missione Mercury in orbita terrestre, si finì per crederci.

Cooper, a scanso di equivoci, produsse le trascrizioni affermando che sul volo Mercury non vide mai nulla.

Ulteriori prove dell’esistenza del Cavaliere Nero risalgono al 1998. L’equipaggio dello Space Shuttle Endeavour fotografò un oggetto insolito nell’orbita terrestre bassa. L’orbita non era polare e le immagini vengono spesso spacciate dai cospirazionisti come quelle del satellite alieno Back Knight.

In realtà l’oggetto non era altro che una coperta termica staccata durante una delle attività extraveicolari dell’equipaggio.

Secondo il rispettato storico spaziale James Oberg nella sua superba storia dell’incidente STS-88 e il Cavaliere Nero, la coperta perduta bruciò quando cadde dall’orbita circa una settimana dopo essere stata persa.

Nessuna sonda aliena nascosta per migliaia di anni, quindi, anche se un satellite misterioso all’epoca c’era davvero. Era un razzo Knight britannico utilizzato per testare il progetto di un veicolo di rientro per il missile Blue Streak tra il 1958 e il 1965. Ma questo non era altrettanto misterioso per i cospirazionisti.

Fonte: https://armaghplanet.com/the-truth-about-the-black-knight-satellite-mystery.html

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