La teoria del multiverso, fantascienza o realtà?

Un multiverso potrebbe contenere un numero enorme di altri universi quasi identici al nostro, oppure potrebbero essere totalmente diversi. In ogni caso, i regni degli universi paralleli aprono molte possibilità interessanti

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Secondo alcuni fisici teorici viviamo in un multiverso. Sognatori e autori di fantascienza fantasticano da decenni sull’esistenza degli universi paralleli mentre gli scienziati stanno tentando di descrivere il nostro.

Il nostro universo contiene pianeti, stelle e  galassie, energia oscura e materia oscura e contiene lo stesso spaziotempo. L’universo lascia senza fiato per quanto è immensamente grande, secondo gli ultimi calcoli degli astronomi ha un diametro stimato in 93 miliardi di anni luce. L’universo è più di quanto la nostra specie potrebbe mai sperare di esplorare.

Ma il nostro universo è l’unico o fa parte di un insieme di universi? E se universi alternativi stessero evolvendo inosservati, proprio “accanto” al nostro?

I cosmologi chiamano questa idea  “multiverso” e ci sono buone ragioni per prendere sul serio queste congetture. In effetti, molti dei migliori modelli scientifici che cercano di spiegare la nascita del nostro universo dipendono effettivamente dall’esistenza di un multiverso.

Teorie che suggeriscono universi alternativi

L’idea di un multiverso non è stata proposta solamente da fantasiosi scrittori di fantascienza, ma è nata da altre premesse, come la teoria delle stringhe e la meccanica quantistica. Anche la teoria dell’inflazione cosmica, che è al centro delle idee attuali degli astronomi sul’evoluzione del nostro cosmo, prevede l’esistenza di un multiverso.



Un multiverso potrebbe contenere un numero enorme di altri universi quasi identici al nostro, oppure potrebbero essere totalmente diversi. In ogni caso, i regni degli universi paralleli aprono molte possibilità interessanti (e soprattutto sbalorditive).

Diversi autori hanno immaginato nel corso degli anni, se esistono infiniti altri universi, allora ce ne sono alcuni che contengono i nostri doppi. Ma queste versioni alternative di noi potrebbero sperimentare una realtà fisica completamente diversa, poiché le leggi della natura non sono necessariamente le stesse per ogni universo.

I quattro tipi di universi paralleli

Secondo il matematico e cosmologo del MIT Max Tegmark, un universo parallelo potrebbe essere di quattro diversi tipi.

Un universo parallelo non potrebbe avere nulla di qualitativamente nuovo e diverso dal nostro universo.
Un universo parallelo potrebbe avere leggi fondamentali della fisica totalmente diverse.
Un universo parallelo potrebbe avere le stesse leggi fondamentali della fisica, ma essere iniziato con condizioni iniziali diverse.
Un universo parallelo potrebbe avere le stesse leggi fondamentali della fisica, ma diversi regolamenti effettivi.

Molti scienziati, nel corso degli anni, hanno respinto l’idea stessa del multiverso a causa di un semplice fatto: se non puoi lasciare il nostro universo, non c’è modo di dimostrare che esistono altri universi. Ma, non tutti accettano questa premessa.

Prova di un multiverso

Come potremmo dimostrare che viviamo in un multiverso? Se il nostro universo entrasse in collisione con un universo vicino, potrebbe permetterci di raccogliere alcune prove, anche se non è chiaro se sopravviveremmo per poterlo fare.

Alcuni teorici hanno suggerito che gli universi in collisione potrebbero lasciare punti freddi o punti caldi sul fondo cosmico a microonde (CMB), il bagliore residuo del Big Bang. In tal caso, dovremmo essere in grado di rilevare quei punti conducendo indagini avanzate del fondo cosmico a microonde per capirlo.

Le onde gravitazionali, increspature nel tessuto dello spazio-tempo, potrebbero fornire qualche prova a sostegno della teoria dell’inflazione cosmica. La teoria prevede che le onde gravitazionali fossili prodotte all’epoca del Big Bang potrebbero lasciare minuscoli riccioli nella CMB, che alcuni telescopi stanno attivamente cercando.

Se i ricercatori riusciranno a individuare tali riccioli nella CMB – come pensavano di aver fatto nel 2014 – potrebbe in definitiva aumentare il consenso all’idea che ci sia un altro universo là fuori, o infiniti universi che evolvono donando la vita a esseri viventi che come noi si chiederanno se sono soli nell’immensità dello spaziotempo. Se andrà cosi, gli scrittori di fantascienza avranno avuto ragione ancora una volta.

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