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International Space Station: 20 anni di permanenza in orbita

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La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stata progettata e realizzata da un consorzio di nazioni ed è oggi la struttura spaziale più grande e pesante che gli esseri umani abbiano mai assemblato in orbita terrestre. La sua costruzione è stata completata tra il 1998 e il 2011. La ISS tuttavia è in continua evoluzione ospitando nuovi equipaggi ed esperimenti e la sua occupazione costante continua dal 2 novembre di 20 anni fa.
Inizialmente, quando il primo equipaggio la raggiunse, la ISS era una struttura composta da tre moduli angusti, umidi e spogli. Il complesso è composto da una stupenda cupola panoramica, tre servizi igienici, sei scompartimenti per dormire e 12 altri compartimenti. La Stazione Spaziale pesa circa 391 tonnellate, orbita ad un’altitudine media di 400 chilometri sopra la Terra. Completa la sua orbita attorno al globo ogni 90 minuti a una velocità di circa 28.000 km / h. In un giorno, la stazione percorre la distanza necessaria per andare dalla Terra alla luna e ritorno.
Lunedì 2 novembre la ISS festeggia due decenni di attività con un flusso costante di astronauti provenienti da ben 19 paesi diversi. Tra   essi  anche  turisti spaziali che hanno sborsato cifre esorbitanti per realizzare il sogno di un’avventura  spaziale. Il primo equipaggio, composto dall’americano Bill Shepherd e dai russi Sergei Krikalev e Yuri Gidzenko, è stato lanciato dal Kazakistan il 31 ottobre 2000.
Shepherd, ex Navy SEAL che è stato il primo comandante della stazione spaziale,  ha paragonato la permanenza a bordo della primitiva struttura a quella di una nave. I tre astronauti passavano gran parte delle ore a far funzionare le attrezzature che tendevano a surriscaldare gli ambienti. Dopo vent’anni la stazione spaziale si è trasformata in un complesso lungo quasi quanto un campo da calcio, con 3 chilometri di cavi elettrici, un acro di pannelli solari e tre laboratori high-tech.
Una delle principali preoccupazioni della NASA oggi è la crescente minaccia dalla spazzatura spaziale. Quest’anno, la ISS ha dovuto schivare i detriti tre volte. Per quanto riguarda i servizi della stazione, gli astronauti ora hanno una comunicazione quasi continua con i controllori di volo e persino un telefono Internet personale. Il primo equipaggio ha avuto sporadici contatti radio; i blackout delle comunicazioni potevano durare ore. Anche la convivenza tra gli astronauti all’epoca non era semplice e a volte la tensione si faceva sentire tra i due Mission Control, a Houston e nel complesso appena fuori Mosca.
Se si considera che il primo componente della ISS è stato lanciato nel lontano 1998 sono passati 22 anni dalla sua prima orbita percorsa. La Stazione Spaziale Sovietica Mir (Pace) alla fine degli anni ’80 e ’90, ha operato per 15 anni prima di essere guidata verso un rientro controllato e distrutta sul Pacifico nel 2001. Le prime stazioni russe e lo Skylab americano degli anni ’70 avevano una vita operativa molto più breve. Gli astronauti trascorrono la maggior parte dei loro periodi di sei mesi mantenendo la stazione spaziale in funzione ed eseguendo esperimenti scientifici. Alcuni hanno trascorso quasi un anno in orbita, facendo da cavie mediche. Shepherd e il suo equipaggio, al contrario, hanno avuto a malapena il tempo di portare a termine pochi esperimenti.
Anche allora, il passatempo preferito dell’equipaggio era osservare la Terra. In soli 90 minuti la ISS percorre il suo cammino orbitale cosi da dare modo agli astronauti di godere in un solo giorno di 16 albe e 16 tramonti. Gli attuali occupanti, un americano e due russi, proprio come l’equipaggio originale, hanno in programma di celebrare il traguardo di lunedì condividendo una cena speciale, godendosi la vista della Terra e ricordando tutti gli equipaggi che sono venuti prima di loro, specialmente il primo.
Gli equipaggi sono composti in larga parte da uomini anche se negli ultimi anni è cresciuto il numero delle astronaute donne. A comandare la ISS in genere sono gli americani o i russi, ma spesso sono diventati comandanti anche astronauti di altre nazioni, come Belgio, Germania, Italia, Canada e Giappone. Il nostro  Luca Parmitano è stato al comando della ISS, primo italiano e terzo europeo, durante la Missione 61. Mentre gli afroamericani hanno fatto brevi visite alla stazione spaziale, il primo residente nero dovrebbe arrivare a metà novembre con il secondo volo di SpaceX. Le imprese in programma per il futuro, come il ritorno sulla Luna o l’esplorazione dello spazio profondo e la conquista di Marte beneficeranno, secondo Shepherd, degli ultimi due decenni di esperienza e cooperazione internazionale.
Fonte: https://phys.org/news/2020-11-space-station-years-people-orbit.html
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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