La ricerca contemporanea sta esplorando come la teoria dell’informazione quantistica possa offrire una chiave di lettura inedita per comprendere la gravità quantistica, promettendo di svelare alcuni dei misteri più profondi dell’universo. Questo approccio innovativo propone un’interconnessione fondamentale tra concetti apparentemente distinti, aprendo nuove prospettive nella fisica teorica.

Una nuova prospettiva: la gravità dall’informazione quantistica
Per decenni, i fisici si sono trovati di fronte a uno dei dilemmi più profondi della scienza: come unificare la meccanica quantistica, che descrive il comportamento delle particelle a scale infinitesimamente piccole, con la relatività generale, che spiega le vaste strutture e fenomeni dell’universo, come le galassie e i buchi neri. Sebbene entrambe le teorie siano straordinariamente efficaci nel loro rispettivo ambito, si trovano in aperto contrasto quando si tenta di combinarle in un’unica cornice coerente.
Ora, una ricerca pionieristica condotta dalla professoressa Ginestra Bianconi della Queen Mary University di Londra propone una promettente via d’uscita da questo stallo. Il suo approccio innovativo deriva la gravità direttamente dalla teoria dell’informazione quantistica, un campo che studia come l’informazione può essere immagazzinata ed elaborata a livello quantistico. Questo nuovo quadro teorico potrebbe potenzialmente risolvere enigmi di lunga data che affliggono la fisica, come la natura della materia oscura e la comprensione più profonda dei buchi neri.
Tradizionalmente, la gravità è stata interpretata come la curvatura dello spaziotempo, causata dalla presenza di oggetti dotati di massa ed energia. Tuttavia, il modello di Bianconi suggerisce una visione radicalmente diversa: la gravità potrebbe, invece, emergere dall’entropia, una misura del disordine o dell’incertezza in un sistema
Questa nuova teoria concettualizza lo spaziotempo stesso come un sistema quantistico, la cui geometria e dinamica sono influenzate dall’entropia. In particolare, il concetto di entropia quantistica relativa, che misura la differenza tra due stati quantistici, gioca un ruolo centrale. Nel modello di Bianconi, questa entropia riflette la differenza tra la struttura naturale e intrinseca dello spaziotempo e la geometria che viene plasmata dalla materia e dall’energia.
La professoressa Bianconi ha spiegato l’essenza della sua ricerca, affermando: “Questo lavoro propone che la gravità quantistica abbia un’origine entropica“. Ha inoltre aggiunto che “la costante cosmologica emergente prevista dal nostro modello potrebbe aiutare a risolvere la discrepanza tra le previsioni teoriche e le osservazioni sperimentali sull’espansione dell’Universo“. Questa potenziale risoluzione di una delle più grandi discrepanze cosmologiche conferisce ulteriore rilevanza al suo approccio.
Coerenza con Einstein e nuove previsioni cosmologiche
Le teorie precedenti hanno spesso incontrato difficoltà nel definire chiaramente la gravità su scale microscopiche. Tuttavia, questo innovativo approccio, basato sul concetto di entropia, aggira tali problematiche utilizzando gli strumenti matematici consolidati della teoria dell’informazione quantistica.
In condizioni di bassa energia, le nuove equazioni proposte in questo modello si allineano strettamente con le celebri equazioni della relatività generale di Einstein. Questo garantisce una continuità con la fisica consolidata, ma la teoria non si limita a replicare ciò che già sappiamo. Prevede anche qualcosa di aggiuntivo: una piccola costante cosmologica positiva. Questa previsione si adatta perfettamente alle osservazioni attuali dell’espansione accelerata dell’Universo, un fenomeno che ha rappresentato un rompicapo per i cosmologi per decenni.
Al centro di questo nuovo modello vi è l’introduzione di un elemento cruciale, chiamato campo G. Questo campo è concepito come uno strumento matematico, noto come moltiplicatore lagrangiano, il cui scopo è garantire che la geometria dello spaziotempo e i campi della materia interagiscano in modo corretto e in piena conformità con le leggi fisiche.
Oltre a semplificare le equazioni, il campo G potrebbe offrire una spiegazione convincente per uno dei misteri più grandi della cosmologia: la materia oscura. Questa sostanza invisibile esercita un’influenza gravitazionale sul moto delle galassie, eppure per decenni gli scienziati hanno cercato invano le sue particelle costituenti. Ora, il campo G propone un’entusiasmante alternativa. Come spiega la professoressa Bianconi, “Il campo G potrebbe essere un candidato per la materia oscura“. Questa potenzialità è di vitale importanza, poiché la materia oscura costituisce la maggior parte della materia nell’universo, ma rimane elusiva ai nostri attuali rivelatori.
Un vantaggio notevole di questo approccio è la sua perfetta integrazione con la fisica già stabilita. A differenza di precedenti tentativi di unificare la gravità e la meccanica quantistica, che spesso prevedevano modelli discreti con difficoltà nel gestire la curvatura dello spaziotempo, la teoria di Bianconi mantiene l’invarianza di Lorentz. Quest’ultima è una simmetria fondamentale della fisica che assicura la coerenza delle leggi fisiche a tutte le velocità, garantendo che le scoperte del modello siano compatibili con i principi fondamentali dell’universo conosciuto.
I buchi neri e il ruolo dell’entropia
Questa ricerca innovativa sfrutta metodi già esistenti e ampiamente riconosciuti, inclusi il formalismo di Dirac-Kähler, una tecnica matematica largamente utilizzata nella teoria quantistica dei campi. Questo approccio è fondamentale perché aiuta a descrivere efficacemente i campi bosonici della materia, creando una solida connessione tra la meccanica quantistica e la gravità.
Utilizzando concetti familiari tratti dall’informazione quantistica, il modello della professoressa Bianconi riesce a colmare il divario tra la fisica classica e le teorie quantistiche. Un aspetto notevole è che ciò avviene senza la necessità di introdurre una matematica completamente nuova o sconosciuta, rendendo il modello più accessibile e verificabile.
Un risultato particolarmente affascinante di questa teoria riguarda i buchi neri, quelle regioni dello spazio dove la gravità è così intensa da intrappolare persino la luce. Tradizionalmente, i fisici hanno ipotizzato che i buchi neri immagazzinino informazioni sul loro orizzonte degli eventi, ma il meccanismo esatto di questo immagazzinamento è rimasto un mistero. Poiché l’entropia gioca un ruolo centrale in questa nuova teoria, i ricercatori potrebbero finalmente comprendere come si comportano le informazioni intorno ai buchi neri. Questa intuizione potrebbe essere cruciale per risolvere dibattiti complessi, come il paradosso del firewall, dove i teorici discutono sul destino delle informazioni che cadono in un buco nero.
L’idea che la gravità possa emergere da interazioni quantistiche fondamentali, anziché esistere in modo indipendente, aggiunge un peso significativo a questo modello. Potrebbe rimodellare profondamente le nostre teorie su come ha avuto origine l’Universo e su come si formano le onde gravitazionali.
La teoria di Bianconi non si limita a proporre la gravità come una forza a sé stante; suggerisce che la gravità emerga naturalmente dal modo in cui la materia interagisce con la geometria dello spaziotempo attraverso l’entropia quantistica. Questo cambia completamente la prospettiva: la gravità non sarebbe più una forza fondamentale intrinseca, ma piuttosto una conseguenza diretta di fenomeni quantistici più profondi.
Lo studio è stato pubblicato su Physical Review D.





































