Influenza aviaria: 500000 uccelli morti in Antartide

Il virus H5N1 colpisce per la prima volta i pinguini antartici, mettendo a rischio la biodiversità e la conservazione di queste specie emblematiche

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Influenza aviaria

L’influenza aviaria è una malattia infettiva causata da virus appartenenti alla famiglia degli Orthomyxoviridae, che colpisce principalmente gli uccelli, ma può anche infettare altri animali e occasionalmente l’uomo. Il virus si trasmette attraverso il contatto diretto o indiretto con le secrezioni respiratorie o le feci degli uccelli infetti, ed alcune varianti del virus, come il ceppo H5N1, sono altamente patogene e possono causare gravi malattie e morte negli animali e negli esseri umani.

Influenza aviaria

L’influenza aviaria è una minaccia globale per la salute pubblica e la sicurezza alimentare, ma anche per la biodiversità e la conservazione delle specie animali. Negli ultimi anni, il virus si è diffuso in diverse regioni del mondo, raggiungendo anche aree remote e isolate, come l’Antartide e le sue isole circostanti.

Queste aree ospitano una ricca e unica fauna selvatica, tra cui diverse specie di pinguini, che sono particolarmente vulnerabili all’influenza aviaria a causa della loro densità e del loro comportamento sociale. Nel 2023, per la prima volta, sono stati segnalati casi di influenza aviaria tra i pinguini delle Isole Falkland, un arcipelago situato nell’Atlantico meridionale, tra l’Antartide e il Sud America.

Secondo i rapporti del Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide (SCAR), almeno un pinguino reale e due pinguini papua sono morti a causa del virus H5N1, mentre altri trentacinque sono risultati sintomatici o morti. Si sospetta che il virus sia stato introdotto dagli uccelli migratori provenienti dal Sud America, dove più di 500.000 uccelli marini sono morti per la stessa causa.



La morte dei pinguini antartici è una notizia tragica e preoccupante, che evidenzia il rischio che l’influenza aviaria rappresenta per la fauna selvatica in questo fragile ecosistema.

I pinguini sono animali emblematici e carismatici, che svolgono un ruolo chiave nella catena alimentare e nell’equilibrio ecologico dell’Antartide, per di più sono indicatori sensibili dei cambiamenti ambientali e climatici che stanno avvenendo in questa regione. La perdita di questi animali potrebbe avere conseguenze negative non solo per la biodiversità, ma anche per la ricerca scientifica e il turismo.

Per prevenire e contenere la diffusione dell’influenza aviaria tra i pinguini antartici, è necessario adottare misure di biosicurezza e di sorveglianza epidemiologica, sia nelle isole che nella terraferma antartica, ed è importante monitorare la salute e il comportamento dei pinguini, raccogliere e analizzare i campioni biologici, e segnalare tempestivamente eventuali casi sospetti o confermati.

Influenza aviaria

Inoltre, è fondamentale sensibilizzare e coinvolgere le comunità locali, i ricercatori e i turisti, affinché rispettino le norme di igiene e di distanziamento dagli animali selvatici, e collaborino con le autorità sanitarie e ambientali.

L’influenza aviaria è una sfida globale che richiede una risposta coordinata e multidisciplinare, basata sulla scienza e sulla cooperazione internazionale. Solo così si potrà proteggere la salute e il benessere degli animali e degli esseri umani, e preservare la bellezza e la diversità dell’Antartide e dei suoi pinguini.

Come si manifesta l’influenza aviaria nei pinguini?

I sintomi dell’influenza aviaria nei pinguini possono variare a seconda della specie, dell’età, dello stato immunitario e del ceppo virale ma, in generale, i pinguini infetti possono presentare uno o più dei seguenti segni clinici:

  • letargia, debolezza, perdita di appetito e di peso;
  • difficoltà respiratorie, tosse, starnuti, secrezioni nasali o oculari;
  • diarrea, vomito, sanguinamento gastrointestinale;
  • alterazioni neurologiche, come convulsioni, tremori, paralisi, perdita di equilibrio o coordinazione;
  • cambiamenti comportamentali, come aggressività, apatia, isolamento o abbandono del nido;
  • mortalità elevata, soprattutto tra i pulcini.

La diagnosi dell’influenza aviaria nei pinguini si basa sull’esame clinico, sull’anamnesi, sull’epidemiologia e sull’analisi di laboratorio dei campioni biologici, come il sangue, le secrezioni respiratorie, le feci o i tessuti. Il trattamento dell’influenza aviaria nei pinguini è limitato e dipende dalla disponibilità di risorse e di personale veterinario.

Influenza aviaria

In alcuni casi, si può ricorrere all’isolamento, alla somministrazione di fluidi, di antibiotici o di antivirali, o all’eutanasia dei pinguini gravemente malati.

Quali sono le cause e le conseguenze dell’influenza aviaria nell’Antartide?

L’influenza aviaria nell’Antartide è un fenomeno relativamente recente e ancora poco compreso. Si ritiene che il virus sia stato introdotto nell’area da uccelli migratori provenienti dal Sud America, dove l’influenza aviaria è endemica e ha causato la morte di milioni di uccelli negli ultimi anni. Gli uccelli migratori possono trasportare il virus senza manifestare sintomi, e infettare altri uccelli con cui entrano in contatto, direttamente o indirettamente.

L’influenza aviaria nell’Antartide ha implicazioni negative per la biodiversità e la conservazione delle specie animali che vivono in questo ecosistema.

I pinguini sono particolarmente a rischio, in quanto sono animali sociali che si raggruppano in colonie numerose e dense, soprattutto durante la stagione riproduttiva, e questo favorisce la trasmissione del virus tra gli individui e aumenta la probabilità di epidemie e di mortalità di massa.

Per di più i pinguini sono esposti ad altri fattori di stress, come il cambiamento climatico, la perdita di habitat, la predazione, la pesca eccessiva e l’inquinamento, che possono ridurre la loro resistenza alle malattie e compromettere la loro sopravvivenza.

Influenza aviaria

La morte dei pinguini antartici, come già detto, ha anche ripercussioni negative per la ricerca scientifica e il turismo, questo in quanto sono oggetto di numerosi studi e progetti di monitoraggio, che forniscono informazioni preziose sullo stato di salute e sulle dinamiche delle popolazioni, sulle risposte ai cambiamenti ambientali e climatici, e sul ruolo ecologico di questi animali.

La perdita di questi dati potrebbe limitare la comprensione e la gestione di questo ecosistema, inoltre i pinguini sono una delle principali attrazioni turistiche dell’Antartide, che attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. La riduzione del numero e della varietà di pinguini potrebbe diminuire l’interesse e il valore del turismo antartico, con conseguenze economiche e sociali per le comunità locali.

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