Il nuovo telescopio Seimei rileva una vivace nana rossa

Grazie al telescopio Seimei è stato possibile rilevare un superflare proveniente da una nana rossa

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Grazie al telescopio Seimei un gruppo di ricercatori giapponesi, coordinato dal Dipartimento di Astronomia dell’Università di Kyoto ha rilevato una scoppiettante nana rossa.

Si tratta di Ad Leonis, appartenente alla costellazione del Leone: in pochissimo tempo ha già emesso 12 brillamenti (flare), tra cui uno di dimensioni importanti. Lo studio è stato pubblicato su Publications of the Astronomical Society of Japan.

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I brillamenti solari sono esplosioni improvvise che vengono emesse dalle superfici delle stelle, incluso il nostro sole“, spiega il primo autore Kosuke Namekata, “In rare occasioni, si verificherà una superflare estremamente grande. Ciò si traduce in enormi tempeste magnetiche, che nel caso del nostro sole possono influenzare significativamente l’infrastruttura tecnologica della terra”.

Conoscere meglio i meccanismi intrinsechi ai brillamenti è quindi di fondamentale importanza ed è per questo che gli scienziati hanno voluto conoscere le modalità con cui il fenomeno si verifica anche su altre stelle. Il team di ricerca quindi, ha svolto una campagna di osservazioni focalizzata su Ad Leonis, individuando 12 flare; per uno di essi sono state riscontrate dimensioni da primato, pari a oltre 20 volte più ampie rispetto ai brillamenti emessi dal Sole.

Questa nana rossa di tipo M ha temperature inferiori a quelle del nostro sole, con conseguente elevata incidenza di flare. Il team si aspettava che alcuni di questi fossero grandi, e sono rimasti sbalorditi nel rilevare un superflare nella loro prima notte di osservazioni: “Le nostre analisi del superflare hanno prodotto alcuni dati molto interessanti“, spiega Namekata. La luce proveniente dagli atomi di idrogeno del superflare mostrava una quantità di elettroni ad alta energia all’incirca in un ordine di grandezza maggiore dei bagliori tipici del nostro sole: “È la prima volta che questo fenomeno viene segnalato ed è grazie all’alta precisione del telescopio Seimei“, ha affermato lo studioso.

Kazunari Shibata, a capo dello studio, ha concluso: “Ulteriori informazioni su questi fenomeni stellari fondamentali ci aiuteranno a predire i superflares e possibilmente a mitigare i danni da tempeste magnetiche qui sulla terra. Potremmo anche essere in grado di iniziare a capire come queste emissioni possono influenzare l’esistenza  o l’emergere della vita su altri pianeti.”