Gli ultimi studi sull’espansione accelerata potrebbero aver tolto due miliardi di anni all’età dell’universo

L'ultimo valore attribuito alla costante di Hubble implica che l'universo potrebbe essere molto più giovane di quanto si pensasse in precedenza, ma ci sono ancora ampi margini di incertezza.

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A quanto pare, l’universo sembra ogni giorno più giovane.

I nuovi calcoli sulla costante di Hubble suggeriscono che l’universo potrebbe essere un paio di miliardi di anni più giovane di quanto stimato finora dagli scienziati, e persino più giovane di quanto suggerito da altri due calcoli pubblicati quest’anno che già avevano tagliato centinaia di milioni di anni dall’età del cosmo.

Le enormi oscillazioni delle stime degli scienziati – anche questo nuovo calcolo potrebbe essere approssimato di qualche miliardo di anni – riflettono approcci diversi al difficile problema di capire l’età reale dell’universo. Gli scienziati stimano l’età dell’universo usando il movimento delle stelle per misurare la velocità con cui questo si sta espandendo.

Se l’universo si stesse davvero espandendo più velocemente di quanto ritenuto finora, ciò significherebbe che è arrivato alle sue dimensioni attuali più rapidamente e quindi deve essere relativamente più giovane. Il tasso di espansione, chiamato costante di Hubble, è uno dei numeri più importanti in cosmologia.

L’età generalmente accettata dell’universo è di 13,7 miliardi di anni, calcolata in base al valore della costante di Hubble ricavato 70 anni fa.



Inh Jee del Max Planck Institute for Astrophysics della Germania, autore principale dello studio sulla rivista Science ha calcolato un valore per la costante di Hubble di 82,4, che porterebbe l’età dell’universo a circa 11,4 miliardi di anni.

Jee, per fare i suoi calcoli, ha usato dati ricavati attraverso una cosa chiamata lente gravitazionale, in cui la gravità devia la luce e avvicina gli oggetti lontani permettendo di valutarne la distanza.

Jee e gli altri scienziati coinvolti nello studio, però, avvertono che pur essendo sicuri del loro risultato, potrebbero esserci alcune incertezze relative al fatto che hanno usato solo due lenti gravitazionali (le uniche disponibili), e quindi il margine di errore potrebbe essere così grande che è possibile che l’universo sia molto più vecchio di quanto calcolato, invece che molto più giovane.

L’approccio di Jee, in ogni caso, ha fornito il terzo risultato diverso per il valore della costante di Hubble nel giro di poco tempo.

Abbiamo una grande incertezza sul modo in cui le stelle si muovono nell’universo“.

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