HomeScienzaFisica/astrofisicaTriste e solitario il finale dell'universo

Triste e solitario il finale dell’universo

Uno scenario cupo e desolante quello che Matt Caplan tratteggia come possibile fine dell'universo

Gli ultimi “respiri” dell’universo avverranno in un posto “triste, solitario e freddo”, questo è il desolante scenario ipotizzato da Matt Caplan un giovane fisico teorico dell’Università dell’Illinois.

Lo studio di Caplan è stato divulgato ad inizio di agosto e tratteggia uno scenario nel quale le stelle continueranno i loro processi anche dopo la morte dell’universo. Lo scienziato è riuscito a calcolare quando avverrà l’ultima supernova di una nana nera.

La morte dell’universo

Una nana nera è l’ipotetico ultimo stadio della vita di una stella. Si forma quando una nana bianca, nel corso di miliardi di anni, raffreddandosi, disperde tutto il suo calore nell’universo; inoltre, l’energia degli ioni presenti nella nana bianca finirebbe per esaurirsi, e quindi non emetterebbe più luce propria, diventando scura e perciò non più visibile ad occhio nudo.

L’agonia dell’universo sarà secondo Caplan un processo lunghissimo, senza conflagrazioni cataclismatiche o effetti speciali di qualunque tipo. Una fine triste e spettrale. Il destino ultimo dell’universo è “conosciuto come ‘heat death’“, scrive Caplan, e avverrà quando l’universo sarà costituito esclusivamente o quasi da buchi neri e stelle esplose.

Le stelle massive esplodono in supernove quando si ingenera il loro collasso, ma le stelle più piccole come le nane bianche – corpi stellari ultradensi che si formano quando stelle simili al sole esauriscono tutto il loro combustibile nucleare – non hanno la gravità e la densità per produrre le quantità di Ferro-56 necessario e innescare il collasso.

Secondo Caplan questo limite  viene però aggirato grazie al fenomeno conosciuto come tunnel quantistico che prevede che una particella abbia una probabilità diversa da zero di attraversare spontaneamente una barriera arbitrariamente alta di energia potenziale.

Grazie a questo fenomeno anche le nane nere diverrebbero in grado di produrre Ferro-56 dando il via ad una supernova. La prima nana nera ad esplodere in una supernova secondo i calcoli del giovane fisico teorico avverrebbe non prima di 101100 anni.

L’intero processo terminerà  tra circa 103200 anni: “E’ difficile dedurre quello che avverrà dopo. Le supernova di nane nere potrebbero essere l’ultimo fenomeno interessante nell’universo” scrive Caplan,

Alla fine di questi eoni ed eoni di tempo i buchi neri saranno evaporati e l’espansione dell’universo sarà talmente sterminata che gli oggetti sopravvissuti saranno talmente lontani gli uni dagli altri da non essere in grado di vedere la luce causata dalle esplosioni delle supernove.

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