Sebbene l’esistenza umana si svolga prevalentemente sulla terraferma, il nostro pianeta è in realtà un mondo prevalentemente acquatico, con il 71% della sua superficie coperto d’acqua. Questo vasto e profondo ecosistema ha sempre rappresentato una sfida per gli studi scientifici, lasciando molti abitanti degli abissi avvolti nel mistero. Tra le creature più enigmatiche e affascinanti si annovera il calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni). Una volta raggiunta la piena maturità, questo cefalopode può eguagliare la lunghezza di un autobus e pesare quasi 500 chilogrammi.

Il calamaro colossale: un gigante misterioso degli abissi
Si ritiene che questo imponente invertebrato, la specie più grande del pianeta, risieda esclusivamente nell’Oceano Antartico e, fino ad oggi, non è mai stato osservato nel suo habitat naturale. Gli scienziati hanno avuto l’opportunità di studiare attentamente questi animali solo in circostanze fortuite, quando venivano accidentalmente catturati dalle reti dei pescherecci. Tuttavia, un innovativo approccio oceanografico ha segnato un importante successo il 2024.
Un team di ricerca internazionale, in collaborazione con l’organizzazione no-profit Kolossal, ha avuto un incontro inatteso con un esemplare giovane di calamaro colossale durante una delle loro quattro spedizioni in Antartide, svoltesi tra dicembre 2022 e marzo 2023. Il team ha impiegato una strategia innovativa per la visualizzazione oceanica, equipaggiando una nave turistica polare, la Ocean Endeavor, con una telecamera subacquea avanzata. Fortunatamente, il filmato di questo eccezionale avvistamento è stato reso pubblico dal team di ricerca.
L’Antartide e la ricerca oceanografica
L’Antartide sta affrontando trasformazioni rapide e complesse, rendendo cruciale una comprensione approfondita di questi cambiamenti per la salute degli ecosistemi oceanici della regione. Il team di Kolossal, in un articolo del 2024 che descriveva i loro metodi, ha sottolineato come i costi elevati e le complessità logistiche legate alla gestione delle navi da ricerca scientifica limitino la portata delle attività scientifiche e delle scoperte vitali in quest’area. Tuttavia, l’industria del turismo in Antartide è in rapida crescita, e la collaborazione tra aziende turistiche e ricercatori offre un accesso prezioso alla regione.
Sebbene l’utilizzo del turismo per l’esplorazione marina rappresenti una soluzione logistica vantaggiosa, ottenere filmati verificati di un calamaro colossale rimane estremamente difficile. Perfino la breve clip dell’esemplare di cui si è parlato in precedenza non è stata ancora confermata. Il video potrebbe infatti riprendere un calamaro di vetro adulto, il Galiteuthis glacialis, o addirittura una specie completamente sconosciuta alla scienza.
Attualmente, il filmato è sotto revisione paritaria da parte di esperti, ma è improbabile che gli scienziati possano mai giungere a una certezza assoluta sulla sua identificazione. Ciononostante, dato che i filmati di qualsiasi specie di calamaro nell’Oceano Antartico sono eccezionalmente rari, questa ripresa costituisce una vittoria enorme per i biologi marini che studiano questi animali notoriamente sfuggenti, indipendentemente dal suo contenuto preciso.
Aaron Evans, uno degli esperti che sta revisionando il filmato, ha dichiarato: “I due taxa di Cranchiidae noti avvistati in Antartide sono Galiteuthis glacialis e Mesonychoteuthis hamiltoni. Il calamaro qui visto potrebbe appartenere a stadi vitali diversi di entrambi i taxa, ed è un esempio entusiasmante del comportamento dei cranchiidi selvatici, poiché non mi vengono in mente filmati di nessuno di questi calamari nel loro ambiente naturale“.
La ricerca oceanografica oltre il calamaro colossale: una finestra sulla biodiversità antartica
Sebbene l’ambizioso obiettivo primario del team di ricerca fosse la ripresa di un esemplare adulto di calamaro colossale nel suo habitat naturale, l’impiego della telecamera subacquea ha sortito un esito ben più ampio e significativo. Nel corso delle spedizioni, sono state infatti documentate quasi 80 specie marine diverse, offrendo uno sguardo senza precedenti sulla ricchezza della biodiversità antartica. Tra le creature filmate spiccano forme di vita uniche e spettacolari, quali le spugne vulcaniche giganti, le stelle girasole antartiche e una moltitudine di altri invertebrati marini, la cui osservazione diretta in ambiente naturale è spesso complessa e rara.
Allo stato attuale, la specie di invertebrato più grande del mondo, il calamaro colossale, purtroppo persiste nel rimanere uno dei più grandi enigmi del regno animale. La sua elusività e l’inaccessibilità del suo habitat profondo continuano a rappresentare una sfida considerevole per la scienza.
La crescente convergenza di studi tra i biologi marini e l’industria del turismo, che mette a disposizione navi e risorse logistiche per esplorare gli oceani più remoti, sta aprendo nuove e promettenti prospettive. Questa sinergia potrebbe, nel tempo, permettere di trovare risposte ad alcuni dei più grandi interrogativi che riguardano il nostro pianeta prevalentemente acquatico, svelando lentamente i segreti custoditi nelle sue vastità oceaniche.
Per maggiori informazioni sul calamaro colossale, visita il sito Smithsonian Ocean.

















